BARCELLONA P. G.: "Operazione Gatto". Chiesti 21 anni per quattro imputati

4 marzo 2012 Cronaca di Messina

A 17 anni dall’operazione “Gatto” portata a termine dai carabinieri di Barcellona e culminata a metà degli anni 90 con otto arresti eccellenti, solo adesso nell’aula del tribunale di Barcellona sono state pronunciate le richieste di condanna per tutti i quattro imputati superstiti a 7 anni di reclusione ed al pagamento di una multa di 2 mila euro ciascuno. La sentenza è attesa per il prossimo 19 marzo a conclusine degli interventi difensivi. Si tratta di una di quelle inchieste contro la criminalità locale inspiegabilmente “dimenticate” e riesumata solo da qualche anno. Degli otto indagati iniziali accusati di estorsione aggravata in concorso e per un secondo reato di tentata estorsione, solo quattro furono rinviati a giudizio; mentre altrettante persone erano state prosciolte. Il pubblico ministero Fabio Sozio ha chiesto adesso al Tribunale la condanna del barcellonese Carmelo Vito Foti 44 anni, dell furnarese Antonino Isgrò 61 anni, del barcellonese Antonino Alesci Lo Presti 44 anni e di Santo Antonino Cattafi 44 anni di Terme Vigliatore. Per la stessa vicenda erano già stati prosciolti da ogni accusa, gli altri quattro indagati. Si trattava di Vincenzo Maiorana 56 anni, Domenico D’Angelo 40 anni, Giuseppe Barresi 45 anni e Giuseppe Carmelo Benenati 49 anni, tutti di Barcellona. Per questi ultimi quattro proscioglimento “per non aver commesso il fatto e perché il fatto non costituisce reato”. Tutti gli altri invece hanno affrontato il processo dinanzi ai giudici del Tribunale di Barcellona, presidente Celi, componenti D’Addea e Catanese, perché accusati di aver messo in atto, in concorso tra loro, tra il gennaio e marzo del 1995, una estorsione aggravata nei confronti di un autotrasportatore di Furnari e del figlio di questi, i quali avevano avuto solo la colpa di aver contratto un debito con un vivaista per acquisto di piantine. Debito che non riuscivano ad onorare. Era stato il figlio del creditore, Santi Antonino Cattafi (attualmente in carcere perché arrestato lo scorso anno a Cagliari per traffico di droga), a rivolgersi ai coimputati per recuperare il credito maturato dal padre vivaista. Il gruppo dei barcellonesi, pur di farsi consegnate la somma di 3 milioni e 700 mila lire dalla vittima, non avrebbe esitato a far recapitare – dopo aver lanciato minacce di morte – una bottiglia piena di benzina ed alcune cartucce fatte ritrovare sul cofano dell’auto del debitore. La richiesta iniziale di 3 milioni e 700 mila lire non soddisfaceva appieno gli estortori che avrebbero rilanciato la posta chiedendo – sempre con minacce – altri 12 mila euro. Somma che infine non è stata poi consegnata in quanto la vittima decise di rivolgersi ai carabinieri che fecero scattare gli arresti. Nella difesa sono impegnati gli avv. Pinuccio Calabrò, Tommaso Calderone, Bernardo Garofalo, Gaetano Pino. LEONARDO ORLANDO – GDS