MESSINA: L'inchiesta sulla Camera di commercio. Ecco i motivi dell'archiviazione del gip

6 marzo 2012 Cronaca di Messina

Non c’erano gli estremi per supportare l’abuso d’ufficio. Per le assunzioni delle Aziende Speciali si opera in regime di diritto privato. Ecco le due argomentazioni preminenti per le quali nei giorni scorsi si è registrata l’archiviazione del gip Maria Vermiglio, su richiesta del sostituto procuratore Liliana Todaro, dell’inchiesta aperta dalla Procura nel 2010 sulla Camera di Commercio, che vedeva come unico indagato il segretario generale Enzo Musmeci, con l’ipotesi di abuso d’ufficio. Adesso il gip Vermiglio ha depositato le motivazioni, in cui preliminarmente spiega: «letta la richiesta di archiviazione e richiamate le argomentazioni del P.M. che si condividono integralmente». L’inchiesta, ricostruisce lo stesso gip Vermiglio «trae origine dall’informativa del 10 febbraio 2010 con la quale la locale sezione di polizia giudiziaria dei Carabinieri segnalava l’esistenza di alcune anomalie concernenti la nomina di segretario generale della Camera di Commercio e l’assunzione diretta da parte dell’Azienda Speciale Servizi alle imprese della Camera di Commercio di una serie di dipendenti senza rispettare le procedure dell’evidenza pubblica». All’epoca emerse che «il Musumeci a seguito di una procedura di “mobilità concordata” era transitato dal Consorzio per il ripopolamento ittico del Golfo di Patti alla Camera di Commercio con la stessa qualifica riaperta nell’ente di appartenenza e pochi mesi dopo si aggiudicava il posto di segretario generale dell’ente; che i dipendenti dell’Azienda Speciale Servizi alle Imprese erano stati assunti nel settembre 2006 e nel giugno 2007 con scarne delibere per chiamata diretta del Musumeci senza l’avvio di alcuna procedura pubblica di selezione e senza alcun avviso pubblico relativo alla decisione dell’Azienda di assumere personale». Spiega quindi il gip Vermiglio che «le anomalie segnalate non appaiono sussumibili nel delitto di abuso d’ufficio», e inoltre «presupposto del reato in parola è la violazione di legge o di regolamento», ma «nel caso di specie nessuna violazione di legge, vigente al momento dei fatti, è stata integrata». Secondo quanto ricostruisce il gip «la normativa di settore applicabile alle vicende in contestazione che riguardano specificatamente la procedura di mobilità del Musumeci è quella contenuta nel vecchio testo dell’art. 30 del d. lgs. n. 165/2001», e «tale norma non prevede un obbligo di esperire una procedura ad evidenza pubblica nel trasferimento di personale da un ente all’altro, obbligo inserito dall’art. 49 comma I del d. lgs. 27 ottobre 2009 n. 150». Sull’altro punto il gip scrive che «… anche per quanto concerne le assunzioni dirette di personale effettuate dal Musumeci nessuna violazione di legge è stata integrata, tenuto conto della normativa di settore applicabile ratione temporis alle vicende in oggetto», poiché in pratica «… le Aziende Speciali istituite dalla Camera di Commercio operano in regime di diritto privato, sicché al pari di qualsiasi altro datore di lavoro privato non sono obbligate all’assunzione di personale tramite procedure concorsuali o di selezione pubblica».(n.a.)