IL PROCESSO A MESSINA: Ruby rubacuori, il giudice la perdona. Era accusata da un ex amica del furto di un bracciale. I suoi avvocati però vogliono ricorrere in appello per avere un'assoluzione "piena"

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FOTO DI ENRICO DI GIACOMO DA CORRIERE.IT – Messina, Ruby a processo. Le foto


Furto di un bracciale Perdono giudiziale dal gip dei minori alle neo mamma Ruby. I suoi avvocati però vogliono ricorrere in appello per avere un’assoluzione “piena”.

La Ruby del secondo tempo è poco appariscente, quasi senza trucco, un jeans attillato e una camicetta buttata lì con curata nonchalanche, sorrisi accennati, il passo felpato. È mamma da qualche mese. Dopo tre “buche” alle udienze precedenti nei tempi del clamore assordante, delle parentele illustri, ieri mattina la “nipote di Mubarak” si è finalmente presentata davanti al gip del Tribunale dei minori di Messina per chiudere la vicenda del furto del braccialetto. È una vecchia storia dell’ormai lontano febbraio del 2009, la sua grama vita pre-Arcore, quando ancora era una ragazzina di strabiliante bellezza fuggita da Letojanni in cerca di fortuna e notorietà, che si rifugiava dove capitava, dormiva poco e mangiava mele e pollo fritto. Nella sua dolce vita messinese passò una quindicina di giorni in un centro estetico e quando se ne andò via la proprietaria, l’estetista Ester Fragata, la denunciò per il furto di un braccialetto, un “tennis” da tremila euro che una sera scomparve da uno dei cassetti. Ieri mattina ancora una volta Ruby, alias la marocchina Karima El Mahroug, davanti al gup dei Minori Michele Saya s’è dichiarata innocente, ha ribadito nel corso di dichiarazioni spontanee di non aver mai sottratto quel braccialetto prima di scappare da quel centro estetico. Ha pianto anche, mentre raccontava di questa storia. Era con i suoi legali, gli avvocati Paola Boccardi di Milano e Alessandro Billè di Messina, ha scelto di chiudere tutto in fretta con il rito abbreviato e poco prima delle 11 ha avuto il suo verdetto: perdono giudiziale concesso dal gip Saya, anche su richiesta del pm Pagano. L’avvocato Boccardi ha discusso a lungo, ha depositato anche nuovi atti che riguardano gli altri processi in cui Ruby è invece parte offesa. Al centro di questo processo, i cui fatti risalgono ai tempi in cui la giovane marocchina non era ancora maggiorenne, c’è la scomparsa di un bracciale, un “tennis” in oro e brillanti del valore di circa tremila euro, avvenuta nel centro estetico della Fragata dove Ruby fu ospitata per una quindicina di giorni, quando nel 2009 si spostò da Letojanni a Messina. La titolare del centro estetico ha infatti presentato una denuncia per furto, accusando la giovane marocchina, che però ha sempre respinto tutto, affermando che si tratterebbe invece di una ritorsione nei suoi confronti, perché non voleva avere rapporti sessuali con alcuni clienti del centro benessere. Si chiude qui? No di certo. Intanto i legali di Ruby pare stiano valutando di ricorrere contro questa decisione, probabilmente per cercare di ottenere un’assoluzione “piena” in appello. Questo perché tecnicamente, detto in termini semplici, la valenza di questa decisione è chiara: il giudice ha acquisito il convincimento dopo la valutazione delle teorie d’accusa e difesa, che il reato è stato probabilmente commesso ma considerata la minore età ha concesso il “perdono”. Non lo hanno convinto nemmeno le lacrime di Ruby che ieri ha giurato e rigiurato di non aver rubato nulla in quel centro benessere, casa improvvisata per una decina di giorni dove dormì su un divano facendo le commissioni e qualche massaggio. Ieri a mezzogiorno era già tutto finito, Ruby nel pomeriggio ha fatto una puntatina a Letojanni dove vive la sua famiglia, ha comprato un po’ di dolci in un bar di piazza Durante, ha salutato qualche amico, poi è andata via, il cielo grigio e piovigginoso non l’hanno aiutata più di tanto a girare per strada. Non si chiude qui perché oltre alla “madre di tutti i processi” che si sta celebrando a Milano, a Messina c’è almeno un altro processo da fare. Davanti ai giudici della prima sezione penale il prossimo 3 maggio si aprirà un procedimento che vede la marocchina come parte offesa, e sono coinvolti in due: Ester Fragata, la titolare del centro estetico che la ospitò nel suo breve periodo messinese, e un avvocato, Goffredo Sturniolo, un giovane che la ragazza avrebbe frequentato in quel periodo. La Fragata deve rispondere di induzione alla prostituzione. Secondo l’accusa aveva dato ospitalità alla giovane nel centro estetico invitandola ad assecondare le richieste di “massaggi particolari” da parte dei clienti o di altre prestazioni sessuali. La ragazza però si rifiutò e fuggì dal centro estetico. L’accusa contestata a Sturniolo è invece di aver tentato più approcci sessuali con la marocchina, nel bagno del centro estetico, su un’auto, in una discoteca e in un’abitazione. Fatti che secondo quanto ha raccontato Ruby alla polizia risalirebbero tra l’11 e il 13 febbraio del 2009. C’è però da dire che sia la titolare del centro estetico sia l’avvocato attraverso i loro legali, Nunzio Rosso e Nicola Giacobbe, hanno sempre respinto ogni accusa, presentando ognuno una querela per calunnia contro la giovane marocchina. NUCCIO ANSELMO – GDS

DA CORRIERE.IT
MILANO – La maternità sembra averne attenuato le esuberanze di un tempo. Ha sfoggiato un look molto discreto senza lasciarsi andare a dichiarazioni o atteggiamenti fuori misura. E le è andata pure bene perché il Gup presso il Tribunale dei Minori di Messina, Michele Saya, le ha concesso il perdono giudiziale assolvendola dall’accusa di furto. Negli anni in cui non era ancora diventata «Ruby rubacuori» quella che era solo una giovane marocchina di nome Karima El Maroug venne accusata da Ester Fragata, ex amica e titolare del centro estetico di Messina dove lavorava, di aver rubato un braccialetto.
IL PERDONO – Il processo in questi mesi è trascinato stancamente tra un rinvio e l’altro e Ruby non ha mai partecipato alle udienze. Oggi invece è arrivata in compagnia del suo legale in attesa della sentenza che è stata tutta a suo favore, anche se i legali potrebbero comunque presentare ricorso perché vogliono un assoluzione piena. Tecnicamente infatti il perdono giudiziale non è un assoluzione anche se si tratta di un esito positivo per l’imputato.
L’AMICA NEMICA –
Ruby ha sempre rigettato ogni accusa attaccando l’ex amica Ester e sostenendo che fu invece lei a presentarle un avvocato che avrebbe tentato di violentarla. E per questo a maggio partirà un secondo processo nei confronti della Fragata. All’epoca dei fatti Ruby aveva ancora 17 anni ed abitava con la famiglia a Giardini Naxos (Me), dove vive ancora il padre che fa il venditore ambulante. Alfio Sciacca – CORRIERE.IT