PATTI (MESSINA): Operazione Storia, chiesta la condanna dei 4 imputati. La sentenza probabilmente giovedì prossimo

20 marzo 2012 Cronaca di Messina

PATTI – Si avvia velocemente alla conclusione il processo a carico di quattro imputati coinvolti nella “Operazione Storia”. L’intera giornata di ieri è stata dedicata all’audizione dei testi e alle conclusioni del pubblico ministero Giuseppe Verzera della Dda di Messina. Un tour de force che consentirà probabilmente la chiusura del processo già per giovedì prossimo, quando si terranno le arringhe degli avvocati Tommaso Calderone, Sebastinao Campanella, Nino Todaro, Fabrizio Formica, Giuseppe Tortora e Daniele Levanti. La sentenza è prevista per la stessa serata d giovedì. Ieri il pubblico ministero ha chiuso il suo intervento formulando le richieste di condanna. La pena più pesante, 6 anni di reclusione, è stata richiesta per Francesco Carmelo Messina di Castroreale, 4 anni per Gaetano Calabrese, 3 anni e 10 mesi per Giuseppe Marziano e 3 anni per Mario Marziano. Quest’ultimo è l’unico ad essere stato rimesso in libertà per decisione dello stesso Collegio giudicante (presidente Pina Lazzara, a latere Onofrio Laudadio e Giuseppa Scolaro) che alla seconda udienza aveva accolto la richiesta di scarcerazione avanzata dai difensori. Il pm Verzera ha ripercorso tutti i fatti che hanno portato all’accusa iniziale e cioè quella di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso che i quattro avrebbero messo in essere per costringere un esercente a corrispondere una somma di denaro ad un ex dipendente licenziato. Le prove a carico, oltre alle accuse del titolare di un noto bar del centro di Patti, le intercettazioni di alcune telefonate che sarebbero state effettuate per convincere la vittima a versare circa 12 mila euro a Gaetano Calabrese. I fatti risalgono alla primavera del 2009 quando, secondo l’accusa, i quattro avrebbero minacciato il commerciante per fargli versare la somma a Calabrese, in precedenza dipendente dello stesso bar. A conclusione delle indagini condotte dalla Polizia di Patti, la Procura distrettuale chiese ed ottenne l’arresto dei quattro per tentata estorsione contestando inoltre a carico del solo Calabrese e del suo medico fiduciario Giuseppe Forzano la falsità dei certificati medici e la truffa aggravata. Lo stesso Forzano, che a maggio sarà candidato sindaco a San Piero Patti, è uscito dal processo per decisione del Tribunale che aveva decretato l’annullamento del rinvio a giudizio disposto dal gup di Messina Giovanni De Marco per l’inesistenza di profili di competenza della Procura distrettuale antimafia. L’inchiesta a carico di Forzano ripartirà quindi dalla Procura della Repubblica di Patti. Santino Franchina – GDS