MESSINA: L'accusa chiede 12 condanne. La droga spacciata ai ragazzini tra Giostra e piazza Unione Europea

21 marzo 2012 Cronaca di Messina

Dodici lievi riduzioni di pena, una conferma integrale della sentenza di primo grado, un’assoluzione. Ecco la sintesi della lunga requisitoria di ieri mattina davanti alla sezione penale della corte d’appello del sostituto procuratore generale Ada Vitanza al processo di secondo grado per l’operazione antidroga “Stangata”. Alla sbarra organizzatori e pusher di due gruppi criminali che acquistavano la droga a Catania e la rivendevano al rione Giostra e anche in piazza Unione Europea, in pieno centro cittadino, di fronte al Municipio, soprattutto a una vasta cerchia di giovanissimi clienti. Ecco le richieste formulate ieri dal sostituto pg Vitanza, rispetto alla sentenza di primo grado definita in abbreviato: Francesco Ballarò (10 anni, con l’esclusione dell’aggravante); Angelo Cannavò (5 anni e 21.000 euro di multa); Daniele Coppolino (2 anni, 6 mesi e 5.000 euro); Domenico Bonasera (8 anni); Giovanni Rò (6 anni e 8 mesi); Domenico Badessa (2 anni e 3.000 euro); Nicola Mantineo (2 anni e 6 mesi più 5.000 euro); Letterio Calarese (assoluzione); Salvatore Arena (assoluzione); Fabio Marzullo (5 anni e 22.000 euro); John Anthony Mancuso (4 anni, 4 mesi e 21.000 euro); Massimo Venuto (2 anni e 3.000 euro); Paolo Toro (4 anni, 6 mesi e 21.000 euro. Ecco invece le pene che il gup Ignazitto decise in primo grado nel dicembre del 2010, con il giudizio abbreviato: Salvatore Arena, un anno, 4 mesi e 5.000 euro di multa (pena sospesa); Francesco Ballarò, 14 anni di reclusione; Domenico Batessa, 5 anni e 2 mesi più 22.000 euro di multa; Domenico Bonasera, 9 anni; Letterio Calarese, 4 anni e 4 mesi più 20.000 euro; Angelo Cannavò, 5 anni e 4 mesi più 24.000 euro; Daniele Coppolino, 4 anni e 4 mesi più 24.000 euro; John Anthony Mancuso, 4 anni e 8 mesi più 24.000 euro; Nicola Mantineo, 5 anni e 22.000 euro; Fabio Marzullo, 5 anni e 10 mesi più 26.000 euro; Vincenzo Giovanni Rò, 7 anni e 4 mesi; Paolo Toro, 5 anni e 4 mesi più 24.000 euro; Massimo Venuto, 5 anni e 22.000 euro. I due gruppi criminali, secondo l’accusa iniziale capeggiati da Francesco Ballarò e Domenico Bonasera, gestivano un’attività di spaccio molto redditizia. La droga trattata era prevalentemente in quantità variabili di hascisc, marijuana ed eroina, che veniva acquistata dal clan catanese dei Cuscani. L’inchiesta il 7 aprile del 2010 portò all’arresto di 25 persone, e prese il via nel febbraio del 2009 durante le indagini per un’altra inchiesta antidroga, la “Officina”. L’attenzione degli investigatori infatti si concentrò sulla figura di Francesco Ballarò, che risultò essere il fornitore di sostanze stupefacenti del gruppo che operava nella zona di Maregrosso.(n.a.)