MESSINA: Non fece visita domiciliare, medico dott. Caterina Iofrida assolto

21 marzo 2012 Cronaca di Messina

Era finita sotto processo per una telefonata notturna nel febbraio del 2007, quando era di turno alla guardia medica “Messina Centro”: una mamma che chiamava disperata per la febbre alta. Dopo la denuncia della donna, che lamentò il mancato arrivo di un medico per un controllo a sua figlia, per la dott. Caterina Iofrida, che era di turno quella sera, venne ipotizzata l’omissione di atti d’ufficio. Adesso, solo a distanza di cinque anni, è arrivata l’assoluzione con la formula piena, «perché il fatto non sussiste», decisa dalla prima sezione penale del tribunale presieduta dal giudice Salvatore Mastroeni. Questo perché dopo un lungo dibattimento i giudici hanno accertato che quella sera del febbraio del 2007 in quel caso specifico non sussisteva l’urgenza della visita domiciliare, anche sulla scorta delle testimonianze, compresa quella della dottoressa, che è stata assistita dagli avvocati Franco Pustorino e Francesco Quartarone. È emblematico, e sarà interessante leggere le motivazioni di questo caso, quanto dichiarò proprio la dottoressa a suo tempo alla polizia giudiziaria, probabilmente il punto centrale della questione, che ha portato poi all’assoluzione: «… la signora mi ha riferito che la febbre era incominciata a salire in serata e quindi chiedeva la visita per sapere se dovesse dare l’antibiotico. Ricordo che mi ha detto di andare a vedere la gola della bambina e darle l’antibiotico. A questo punto ho cercato di capire quale era il problema della bambina. Ho chiesto alla signora da quanti giorni la bambina avesse la febbre. La stessa mi ha detto che era salita in serata. ho chiesto se la bambina si era alimentata, se era stata tranquilla, se riusciva a deglutire regolarmente. La signora mi ha risposto di si, aggiungeva che la bambina era stata tranquilla e mi ripeteva che la febbre era incominciata a salire in serata. Io ho cercato di spiegare alla signora che al momento non era necessario iniziare con un antibiotico perché la febbre era salita da poche ore e siccome ci trovavamo a febbraio e l’influenza aveva colpito notevolmente la cittadinanza, era importante per la bambina tenere sotto controllo la temperatura con l’uso della Tachipirina».(n.a.)