REGGIO CALABRIA: Il Tribunale del Riesame di Reggio ha annullato l'arresto di Carmelo Gallico. «Lo scrittore non fa parte della cosca»

22 marzo 2012 Mondo News

Il Tribunale del Riesame di Reggio Calabria, (Leonardo presidente, Amodeo e Aliquò a latere) ha annullato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal giudice per le indagini preliminari a carico Carmelo Gallico, per quanto concerne il delitto di partecipazione a un’associazione per delinquere di stampo mafioso denominata “cosca Gallico” e operante in Palmi. Nel novembre dello scorso anno il gip distrettuale aveva emesso in pregiudizio di Carmelo Gallico e di altri suoi congiunti, un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per i delitti di partecipazione ad associazione mafiosa e di trasferimento fraudolento di beni. Nei confronti dello scrittore palmese la misura veniva eseguita in Spagna, nel cuore di Barcellona, ove lo stesso, dopo la sua scarcerazione avvenuta nel febbraio dello stesso anno si era trasferito, con lo scopo di scrivere un libro. Dopo l’arresto eseguito dalla Squadra mobile della Questura reggina era stato estradato in Italia, ove veniva immediatamente sottoposto al regime di carcere duro. Al Gallico, infatti, veniva contestato dagli inquirenti reggini il ruolo di promotore dell’omonimo sodalizio mafioso, nel senso che, essendo l’unico componente della sua famiglia rimasto in libertà, aveva assunto le redini della cosca, oltre al fatto che si era adoperato in concorso con il legale, l’avv. Vincenzo Minasi, a trasferire alcuni terreni di famiglia ad una società estera allo scopo di sottrarli ai provvedimenti di prevenzione della magistratura. Nel corso dell’udienza innanzi al Tribunale del Riesame, i legali del Gallico, gli avvocati Antonio Attinà (quale sostituto processuale dell’avv. Antonio Managò) e Sergio Arcai, hanno sostenuto l’illegittimità del titolo custodiale evidenziando come non vi fossero elementi di spessore per ritenere lo status di associato di Carmelo Gallico, il quale da molto tempo aveva cambiato stile di vita, trasferendosi addirittura al Nord Italia per non avere più rapporti diretti con la sua famiglia d’origine. Gli avvocati Attinà e Arcai, inoltre, nel corso del loro intervento in difesa dello scrittore- detenuto, preceduto da lunghe e articolate dichiarazioni spontanee dello stesso Carmelo Gallico, il quale ha partecipato all’udienza in video conferenza, hanno evidenziato come il presunto coinvolgimento del loro assistito nella vicenda relativa al trasferimento fraudolento di beni non poteva comunque fungere da indizio di colpevolezza in ordine al delitto associativo. Il Tribunale reggino, accoglimento le argomentazioni difensive, ha annullato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere per il delitto associativo, mentre ha confermato limitatamente al delitto di intestazione fittizia di beni.(p.g.)