MESSINA – Si fa sempre più turbolento il rapporto tra sindacali confederali e commissario dell'Asp 5, Francesco Poli: Doppio ruolo di Poli e incarichi conferiti. Affondo dei sindacati

25 marzo 2012 Cronaca di Messina

Si fa sempre più turbolento il rapporto tra sindacali confederali e commissario dell’Asp 5, Francesco Poli. In un affondo congiunto, le Funzioni pubbliche di Cgil, Cisl e Uil, a firma dei segretari provinciali Crocè, Emanuele e Calapai, chiedono alla Procura della Corte dei conti di verificare la legittimità della nomina di Poli a commissario Asp 5, poiché già direttore generale dell’ospedale Cannizzaro di Catania, adombrando un possibile conflitto di interessi, ma anche di focalizzare alcune iniziative amministrative e contabili. Quali le contestazioni mosse nell’esposto? Eccole. «L’articolo 3 bis, comma 8, del decreto legislativo 502/1992», poi modificato «dal decreto legislativo 229 del 1999, prevede espressamente che “il rapporto di lavoro del direttore generale, del direttore amministrativo e del direttore sanitario è esclusivo ed è regolato da contratto di diritto privato”. E» si specifica «ulteriormente che “la carica di direttore generale è incompatibile con la sussistenza di altro rapporto di lavoro, dipendente o autonomo”. Poli con deliberazioni numero 3372 del 21 ottobre scorso e numero 3563 del 4 novembre 2011 ha successivamente conferito due incarichi di dirigenti amministrativi, ai sensi dell’articolo 15-septies comma 2 del decreto 502/92; inoltre, con deliberazione n. 3275/CS dell’11 ottobre 2011, ha approvato una convenzione con l’Azienda ospedaliera Cannizzaro di Catania – rappresentata da Poli nella qualità di direttore generale, scrivono i sindacati – per avvalersi della collaborazione del responsabile del Settore economico finanziario del “Cannizzaro” per 6 mesi (importo 15mila euro più Iva). Tutti gli incarichi sono stati conferiti all’esterno pur in presenza di professionalità interne all’Asp», si contesta. E si va avanti: «Nel caso della stipula della convenzione tra Asp 5 e ospedale Cannizzaro è stato omesso, invece, ogni riferimento alla necessità della preventiva autorizzazione a stipulare un contratto con se stesso prevista dall’articolo 1395 del Codice civile né risultano esplicitati i motivi per i quali poteva essere esclusa in radice la possibilità di un conflitto di interessi». È in virtù di ciò che Cgil, Cisl e Uil chiedono alla Procura della Corte dei conti «di accertare eventuali violazioni di legge connesse all’esclusività del rapporto di lavoro ed eventuali responsabilità amministrative e contabili relative alle nomine fiduciarie summenzionate». Si chiede inoltre «di accertare eventuali responsabilità amministrative e contabili determinate dall’ingente contenzioso costato all’Asp milioni di euro per capitali, interessi e spese legali liquidati ai dipendenti dell’Azienda sanitaria a causa della soccombenza in centinaia di giudizi instaurati per esigere la liquidazione del salario accessorio di produttività non corrisposto per gli anni» compresi «tra il 1999 e il 2002». (fr.ce.)