MESSINA: Carcere di Gazzi, polizia penitenziaria in stato di agitazione per carenze di personale

2 aprile 2012 Cronaca di Messina

Le Segreterie Sindacali di Sappe, Uil, Cisl e Cgil proclamano lo stato d’agitazione per l’esasperante situazione che vive ormai da anni il personale della Casa Circondariale di Messina a causa della notevole carenza di personale che secondo le stime, in funzione della pianta organica fissata con Decreto nel 2001, è di 77 unità. Unità mai integrate e che, comunque, non sarebbero più sufficienti a causa dell’evoluzioni del sistema penitenziario messinese negli ultimi dieci anni. Il disagio in funzione del sovraffollamento di detenuti si è ulteriormente aggravato negli ultimi periodi a causa di provvedimenti unilaterali adottati dall’Amministrazione Penitenziaria, avvallati dal Provveditorato Regionale di Palermo, che vedono i poliziotti penitenziari aumentato il carico di lavoro dovendosi occupare, senza un adeguato incremento di almeno 20 unità, anche della gestione del “repartino per detenuti” recentemente messo a disposizione dall’Ospedale Papardo. Gli effetti sono a dir poco confortanti dal momento che, ad ogni costo, le poche unità debbono assicurare i compiti istituzionali sanciti dalla Legge. Poco importa se presso la sezione femminile in mancanza di unità femminili prestano servizio unità maschili, lo stesso dicasi nel servizio di piantonamento per detenute. Poco importa se i controlli a vista o ad ogni 10 minuti di soggetti a rischio suicidario siano aumentati in modo esponenziale. Poco importa se molti posti di servizio sono sguarniti o sotto la responsabilità di una sola unità. In compenso, l’Amministrazione Penitenziaria promuove procedimenti disciplinari nei confronti di mal capitati poliziotti rei per non avere adempiuto in modo puntuale ai propri compiti. Considerato l’assordante silenzio da parte degli Organi Superiori alle varie segnalazioni, ampiamente rappresentate, le scriventi Segreterie Sindacali comunicano che saranno messi in campo ogni forma di protesta volte a sensibilizzare non solo l’opinione pubblica ma anche e soprattutto gli Organi Istituzionali ai vari livelli.