MESSINA: Bimbo di dieci anni muore al Policlinico. Era giunto al Pronto soccorso accusando una forte crisi di vomito. Fatale uno scompenso multiorgano

3 aprile 2012 Cronaca di Messina

Quel sorriso, purtroppo, rimane solo negli album dei ricordi. Quel viso d’angelo non c’è più. È volato in cielo, troppo prematuramente. Vittima di un destino crudele, che gli ha voltato le spalle all’improvviso. Salvatore Rizzo se n’è andato ad appena dieci anni. Lascia un vuoto incolmabile nella sua famiglia, che non si dà pace e stenta a credere a quanto accaduto. Gli amichetti, con cui era solito giocare a calcio, e i compagnetti di classe perdono un punto di riferimento. Il cuoricino del bimbo si è fermato domenica sera, al Policlinico, dove era stato ricoverato a causa di problemi di salute che all’inizio non apparivano così preoccupanti. Salvatore, figlio di Viviana e Francesco, gestore di un noto ritrovo sul viale Regina Elena, è morto prima di giungere nel Reparto di Terapia intensiva pediatrica. A nulla sono valsi i tentativi dei medici che lo hanno avuto in cura. La sua breve vita è stata spezzata da uno scompenso multiorgano. Almeno così recita il referto. Eppure, ci sono diversi aspetti su cui i parenti attendono risposte certe. Dubbi da sciogliere, che hanno portato la Procura della Repubblica ad aprire un fascicolo, dopo una denuncia presentata ai carabinieri della Stazione di Gazzi. Tocca alla magistratura chiarire i motivi del decesso: elementi in più saranno forniti dai risultati dell’autopsia, già eseguita ieri sera all’obitorio dell’ospedale “Gaetano Martino”, dove il corpicino è stato portato prima di ricevere l’ultimo saluto in chiesa e la sepoltura. Salvatore era un alunno dell’Istituto Beata Eustochia. Assieme al fratellino minore Matteo, frequentava la scuola calcio dell’Annunziata. A quanto pare, lo scorso weekend, non si era sentito bene. Accusava dolori. Papà e mamma avevano quindi deciso di accompagnarlo al Pronto soccorso dell’ospedale Papardo. Prima tappa di un calvario, concluso nella parte opposta della città, nel nosocomio di viale Gazzi. Proprio qui è stato trasportato domenica pomeriggio. È arrivato al Pronto soccorso pediatrico in preda a forti conati di vomito. Il quadro clinico, comunque, sembrava già compromesso. Disposto il ricovero prima nel Reparto di Genetica, poi in quello di Terapia intensiva neonatale. Ma, a quanto pare, in quest’Unita non è mai entrato. Il piccolo era già in coma e sarebbe spirato sulla barella, ancora prima di varcare la soglia d’ingresso. Tutti i passaggi sono stati raccontati ai militari dell’Arma. Poco dopo, le informazioni raccolte sono state trasmesse al magistrato di turno, che ha disposto l’accertamento autoptico, effettuato ieri sera all’obitorio del Policlinico. Il medico legale fornirà i risultati entro sessanta giorni. Serviranno a dipanare alcuni nodi. Prima di tutto, se Salvatore soffrisse o meno di qualche patologia. L’unica certezza, adesso, è che mancheranno la vivacità e l’allegria di un bellissimo bimbo. Il bar del babbo e la casa in cui viveva saranno più vuoti. E sul suo banco, in classe, troverà posto un fiore. Riccardo D’Andrea – GDS