Nella relazione del commissario per le persone scomparse tutti i dati nazionali, regionali e provinciali: "Lupara bianca", record in Calabria e Sicilia

6 aprile 2012 Mondo News

Il dato nazionale è allarmante: 25 persone scompaiono ogni giorno nel nostro Paese. La Calabria per una volta non figura nell’elenco delle Regioni in cima per numero di scomparsi ma è comunque seconda, dopo la Sicilia, per casi probabili di “lupara bianca”, cioè di persone che non si trovano e che si sospetta possano essere state vittima di reati di stampo mafioso. Fino all’ultima rilevazione del dicembre 2011 si sono registrati 15 casi in Calabria, uno in più in Sicilia che ha il triste primato. Sempre la Sicilia è la regione con il più alto numero di scomparse di minori per allontanamento da istituti o comunità di recupero. Tutti questi indici sono contenuti nell’ottava relazione semestrale curata dall’ufficio del Commissario straordinario del governo per le persone scomparse e presentata nei giorni scorsi a Roma nella sede di Palazzo Chigi. La relazione prende in esame il secondo semestre dell’anno 2011. Gli spunti sono parecchi in quanto sia a livello nazionale che regionale il fenomeno delle scomparse continua a essere una vera piaga. A livello nazionale dal primo gennaio 1974 (da quando ciè sono iniziate le rilevazioni) al 31 dicembre 2011 si è accertato che le persone scomparse in Italia ancora da rintracciare sono in totale 24.912, di cui 9.280 cittadini italiani e 15.632 cittadini stranieri; quelli maggiorenni sono 14.593 di cui 7.593 italiani e 7.000 stranieri. I minori sono, invece, 10.319 di cui 1.687 italiani e 8.632 stranieri. Si tratta di un fenomeno in continua crescita: la differenza complessiva, rispetto al dato pregresso rilevato al 31 dicembre 2010, è di 736 in più, mentre rispetto al dato riferito al 30 giugno 2011 la differenza è di 449 unità in più. Le Regioni dove il fenomeno assume particolare rilievo e dove soprattutto non accenna a diminuire sono il Lazio, la Lombardia, la Campania, la Sicilia e la Puglia. Tra la Sicilia e la Calabria c’è una differenza abissale nel numero di persone di cui sono perse le tracce. Dal 1974 al 31 dicembre scorso il rapporto è di 9.404 a 2.466. C’è da considerare, però, che a pesare in modo così significativo è l’emergenza umanitaria collegata alle migrazioni nordafricane. Spesso, una volta arrivati e identificati, fanno perdere le proprie tracce per paura di non ottenere asilo o permesso di soggiorno. Il numero complessivo siciliano, infatti, è da considerarsi comprensivo di tutti gli scomparsi provenienti da pesi extra comunitari. Diverso, ma in questo caso più favorevole alla Sicilia, il numero dei ritrovati. In Calabria sono 1612 (ne restano ancora da trovare 854), in Sicilia se ne contano 7055 (ne mancano all’appello 2349). Nei riepiloghi forniti del commissario straordinario si evince comunque il dato che gli attuali 854 casi di persone scomparse in Calabria sono ben al di sotto di quelli relativi ad altre Regioni: Lazio in testa, seguito poi dalla Lombardia, Campania, Sicilia, Puglia, Piemonte, Emilia Romagna, Veneto e Toscana. Il ministero ha fornito anche i report a livello provinciale. Ecco un breve riepilogo: nella provincia di Cosenza a fronte di 640 scomparsi mancano all’appello ancora 172 persone; a Catanzaro 652 scomparsi e 277 da ricercare; a Reggio Calabria 715 scomparse e ben 491 persone ritrovate (mancano ancora altri 224); a Crotone 271 e 139 da cercare; infine a Vibo Valentia a fronte di 188 scomparse rimangono ancora da trovare 42 persone. Il dato significativo è quello della Provincia di Reggio Calabria dove si registra il numero più altro di scomparsi. Mentre Vibo ha sia il numero più basso che quello migliore in termini di ritrovamenti (anche se tutto è rapportato al primo dato). Qualche dato sulla Sicilia dove le Province di Palermo e Catania sono quelle con il maggior numero di persone che nel corso degli anni sono scomparse; mentre è significativo il dato di Agrigento, dove a fronte di 947 scomparsi nel mancano ancora 500. Le due regioni detengono poi, come ricordato nell’incipit del pezzo, un altro triste primato: quello dei casi ancora aperti di quella che comunemente viene definitiva “lupara bianca”; di persone probabili vittime di reati e di cui si sono perse completamente le tracce. Segno questo tangibile che il terribile fenomeno continua a essere presente nei territori oppressi dalla criminalità organizzata. Infine gli ultimi dati riferiti ai corpi recuperati in mare/fiumi: primeggia sempre la Sicilia con il 67% del totale di tutto il territorio nazionale, seguita dalla Puglia e dalla Calabria. Anche qui purtroppo i dati non sono confortanti per le due Regioni e non lo saranno fino a quando non si sconfiggera la criminalità organizzata. Alfonso Naso – GDS