MESSINA: Il fallimento della ditta "Vigile Peloritano". Distrazione di beni, due rinvii a giudizio

7 aprile 2012 Cronaca di Messina

Il gup Maria Vermiglio accogliendo la richiesta del sostituto procuratore Fabrizio Monaco ha rinviato a giudizio l’ex amministratore ed ex liquidatore, e l’ex socio, della società d’investigazione e vigilanza “Vigile Peloritano srl”. Si tratta dell’88enne Rosario Messina e del figlio 51enne Sebastiano Messina, che sono stati assistiti dagli avvocati Giuseppina Arnò e Walter Militi, mentre la curatela fallimentare è stata rappresentata come parte civile dall’avvocato Carlo Zappalà. Il processo che li riguarda inizierà davanti ai giudici della seconda sezione penale del Tribunale il prossimo 4 luglio. I due, padre e figlio, devono rispondere sostanzialmente secondo l’accusa della distrazione di beni aziendali per circa centomila euro dalla vecchia società “Vigile Peloritano srl”, di cui Rosario Messina fu amministratore prima e liquidatore poi, alla società “New Vigile Peloritano srl”, di cui Sebastiano Messina era amministratore.
In concreto come ha scoperto la Guardia di Finanza dopo una serie di accertamenti tributari ed economico-finanziari, il 1. ottobre del 2008, quando la prima società fu dichiarata fallita, per sottrarre beni ai creditori e anche per favorirne altri, avrebbero eseguito due operazioni ben precise: una cessione di beni aziendali con due fatture nel 2007, per un valore complessivo di centomila euro; e concatenata alla prima operazione una serie di pagamenti effettuati prima della procedura fallimentare con accrediti sui conti correnti della Bnl e del Banco di Sicilia, in relazione ai beni aziendali distratti con un valore sovrastimato. Operazioni che però non sfuggirono alla Guardia di Finanza, che dopo una serie di accertamenti depositò un’informativa in Procura.(n.a.)