Reggio Calabria, chiesto il processo per Scopelliti. Per gli inquirenti non poteva non sapere delle gravi irregolarità nella gestione del settore Finanze

19 aprile 2012 Mondo News

Reggio Calabria – Chiesto il processo per Giuseppe Scopelliti, ex sindaco di Reggio e attuale governatore della Calabria, e per tre ex componenti del Collegio dei revisori dei conti del Comune, Carmelo Stracuzzi, Domenico D’Amico e Ruggero Alessandro De Medici. La richiesta di rinvio a giudizio è stata depositata alla cancelleria della sezione Gip-gup del Tribunale a firma del procuratore della Repubblica Ottavio Sferlazza e dai sostituti Francesco Tripodi e Sara Ombra nell’ambito dell’inchiesta sulle somme erogate all’ex dirigente dell’Ufficio finanze del Comune di Reggio, Orsola Fallara, suicidatasi nel dicembre del 2010 ingerendo un composto a base di acido muriatico, per la sua attività di componente della Commissione tributaria. Scopelliti e gli ex revisori dei conti sono accusati a vario titolo di concorso in falso ideologico in atto pubblico e abuso d’ufficio. Adesso bisognerà attendere qualche giorno per conoscere il nome del giudice chiamato a decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio e la data d’inizio dell’udienza preliminare. La vicenda che ha registrato il coinvolgimento di Scopelliti è quella relativa all’autoliquidazione di circa 750mila euro che avrebbe fatto Orsola Fallara per il suo incarico in Commissione tributaria. Si era trattato di un filone d’indagine nell’ambito del cosiddetto “caso Fallara”. Con il coordinamento della Procura ordinaria, gli investigatori si erano occupati della gestione della cassa del Comune. Una gestione decisamente allegra, che si era manifestata in una serie di iniziative, come l’indebito accreditamento di altri 700 mila euro sul conto corrente bancario dell’architetto Bruno Labate (con cui la Fallara aveva avuto una relazione), per inesistenti consulenze relative a lavori mai eseguiti. Il professionista, accusato di concorso in peculato e truffa, ha scelto di patteggiare un anno e 8 mesi con sospensione della pena. L’iniziativa è stata presa alla vigilia dell’inizio dell’udienza preliminare del procedimento. Prima di ufficializzare la scelta di patteggiare, con un bonifico bancario l’architetto Labate aveva messo a disposizione del Comune la somma di 40 mila euro a titolo di rimborso di interessi e rivalutazione delle somme gli erano state accreditate sul suo conto da Orsola Fallara e che lui aveva completamente restituito dopo la vendita dell’appartamento di proprietà a Roma. Scopelliti, assistito dall’avvocato Aldo Labate, era stato interrogato il 20 dicembre del 2011 dai magistrati della Procura di Reggio fornendo la sua versione dei fatti. Anche i tre componenti del collegio dei revisori dei conti avevano risposto alle domande dei magistrati, riservandosi di dare una puntuale spiegazione una volta avute a disposizione tutte le carte. In precedenza gli ispettori ministeriali avevano esaminato tutta la documentazione relativa ai bilanci del periodo in cui Orsola Fallara era al vertice del settore Finanze del Comune. E avevano concluso escludendo responsabilità in capo al sindaco, evidenziando che poteva anche non essere a conoscenza, in quanto organo politico e non tecnico, delle irregolarità nella gestione finanziaria. L’elaborato degli ispettori ministeriali era finito agli atti dell’inchiesta che era andata avanti. I magistrati reggini avevano continuato ad esaminare e analizzare la montagna di documenti acquisiti dalla polizia giudiziaria. Nel marzo scorso ai quattro indagati era stato notificato l’avviso di conclusione delle indagini con la contestazione dei reati ipotizzati. Adesso, a conclusione della fase temporale prevista dal codice, è arrivata la richiesta di rinvio a giudizio per il governatore e gli ex componenti del Collegio dei revisori dei conti: «Ribadisco la mia totale serenità in merito a questa vicenda», ha detto il presidente Scopelliti una volta appresa la notizia dell’iniziativa della Procura che lo riguarda in merito al caso Fallara. «Sono in attesa – ha aggiunto – di conoscere quale sarà la decisione sulla richiesta della Procura della Repubblica. In ogni caso sono tranquillo in merito ai possibili sviluppi di questa vicenda». Il governatore ha poi aggiunto: «Apprendo dal mio avvocato, tra l’altro, che non ci è stato notificato alcun atto essendo la richiesta di rinvio a giudizio un atto segreto ed interno agli uffici giudiziari». Paolo Toscano – GDS