BARCELLONA PG: Operazione Mustra, arrestate 8 persone per estorsione

20 aprile 2012 Cronaca di Messina

Otto persone arrestate, altre sette quelle indagate nell’operazione Mustra grazie alle quale gli inquirenti hanno tarpato le ali alle nuove leve della famiglia barcellonese. Grazie alle indagini scattate la sc orsa estate, gli inquirenti hanno potuto delineare il nuovo organigramma della mafia barcellonese, che vede i figli d’arte assumere il controllo del territorio e il monopolio delle estorsioni. Nulla doveva accadere senza che loro non avessero consentito. Per questo, quando a novembre 2011 il titolare di una sala giochi subisce il furto di mille euro, nonostante presenti la denuncia alle forze dell’ordine, vede l’intervento dell’associazione, che si organizza e il 1 dicembre avvicina il presunto autore del furto, lo porta davanti al titolare della sala giochi e dopo averlo pestato lo minaccia invitandolo a restituire i soldi rubati. All’interno dell’ordinanza dell’operazione Mustra (in dialetto “fretta”, ndr) condotta dai carabinieri, coordinati dal sostituto procuratore della Dda Giuseppe Verzera e dal collega della Procura di Barcellona Francesco Massara ci sono un episodio di estorsione, due di tentata estorsione e il pestaggio del figlio di un ristoratore punito per uno sgarro subito da un affiliato che era andato a cenare presso il locale e non era stato fatto sedere. In manette sono finiti stamattina Salvatore Campisi, 27 anni, il fratello Vincenzo, 30 anni, Salvatore Foti, 25 anni, Carmelo Maio, 19 anni, Nunziato Siracusa 42 anni, Vincenzo Sboto, 30 anni, Antonio Vaccaro Notte, 19 anni e Stefano Puliafito, 23 anni. Devono rispondere a vario titolo di far parte di un’associazione per delinquere di tipo mafioso, dedita alle estorsioni. E sono accusati anche di lesioni personali aggravate e violenza privata. Al vertice del nuovo organigramma della famiglia barcellonese, secondo gli inquirenti ci sono Salvatore Campisi, figlio del più conosciuto Agostino, e Salvatore Foti, figlio di Carmelo Vito Foti. Le indagini scattano dopo l’arresto di Salvatore Campisi bloccato la scorsa estate mentre intascava da un imprenditore 500 euro. Soldi che servivano all’associazione per pagare gli avvocati dei detenuti e sostentare le famiglie degli esponenti finiti dietro le sbarre. Grazie alle denuncia della vittima e il lavoro certosino dei Carabinieri, la Procura di Barcellona e la Dda di Messina sono riusciti a sgominare la nuova organizzazione che aveva in Nunziato Siracusa l’elemento di collegamento tra vecchie e nuove leve. Elemento fondamentale e di svolta in tutta l’indagine è stata la maggiore collaborazione delle vittime, che hanno cominciato a denunciare consentendo agli investigatori di individuare e arrestare i responsabili. DA TEMPOSTRETTO.IT