ELEZIONI O SCIOGLIMENTO: Barcellona e la sfida del ballottaggio Calderone, Collica e Marte divisi ma uniti contro Catalfamo. Incognita quorum

20 aprile 2012 Cronaca di Messina

Barcellona – La risposta del ministro Ciarda all’interrogazione di Briguglio e altri ha riacceso i riflettori sulla campagna elettorale di Barcellona. Si sa che la copiosa documentazione è all’attenzione degli uffici ministeriali, ma si sa anche che le relative determinazioni potrebbero arrivare entro giugno. Fatti salvi eventi straordinari, c’è in ogni caso tutto il tempo per una competizione elettorale. Due i quesiti di fondo da sciogliere in vista della tornata del 6-7 maggio. Il primo: riusciranno Pdl, Udc e dintorni a conquistare la maggioranza in consiglio comunale? La risposta appare scontata, grazie anche alla frammentazione delle forze avverse. Il consiglio comunale sarà dunque ancora una volta di centrodestra. Il secondo: riuscirà il candidato di bandiera, Rosario Catalfamo, a spuntarla al primo turno? La risposta stavolta non è altrettanto agevole per una serie di elementi che sfuggono alla comprovata esperienza amministrativa della macchina elettorale messa in campo dagli uomini del sen. Mimmo Nania e dei partiti alleati. Partiamo dal candidato: il dott. Catalfamo, stimato medico dermatologo, pur ricoprendo la carica di assessore provinciale, non ha avuto sin qui grande visibilità nell’attività politica locale e quindi non ha acquisito sufficiente esperienza nella gestione municipale. Una scelta che nell’entourage di centrodestra viene spiegata con l’esigenza di presentare un volto nuovo, inattaccabile, il che è ritenuto determinante in tempi di veleni e inchieste. Si fa di contro osservare che viene dal “rodaggio” delle primarie. Ma quale sarà la “forza di trascinamento” del candidato? Quest’anno l’elettore ha, infatti, a disposizione due schede. In una di esse dovrà esplicitamente scegliere il primo cittadino, mentre nella precedente consultazione il voto generico alla lista “transitava” sul candidato designato. Quanto peserà stavolta il voto disgiunto? Questione che viene posta, non tanto e non solo per le liste espressione diretta dell’area Nania, quanto per gli schieramenti degli alleati. Un altro dato da verificare è il “contributo” alla coalizione che darà l’Udc, nella scorsa competizione avversario di Candeloro Nania. L’accordo, chiuso direttamente in sede provinciale, rappresenta un segnale di discontinuità rispetto ad altre esperienze amministrative in Sicilia ma va coniugato con la “Questione Liparota” dove si punta sul candidato Udc Giorgianni. Certo è che la sezione di Barcellona ha molto dibattuto su questa scelta, opposta all’iniziale ipotesi del Terzo Polo. Ipotesi «naufragata peraltro per le contraddizioni interne al Pd». Il partito dell’on. Genovese si presenta ufficialmente in coalizione con Fli e Mpa (candidato Filippo Marte), ma tutti dicono a Barcellona che è diviso in tre anime. C’è un troncone, appoggiato da due deputati regionali Pd, che sostiene il candidato Santi Calderone e c’è un altro gruppo che non nasconde simpatie per la candidata di area centrosinistra, Maria Teresa Collica. Si potrebbe dire che il Pd barcellonese tiene il piede in tre staffe, ma si dovrà poi verificare quanti consiglieri porterà a Palazzo Longano e quanti voti porterà al candidato di bandiera. È di tutta evidenza che la coalizione ha sofferto sino all’ultimo, anche sotto il profilo delle candidature ed ha una sua chiara visibilità solo grazie alla generosità del cardiologo Marte. Tutta da scoprire, ed ecco l’altro elemento di novità, la forza elettorale degli outsider Calderone e Collica. Tre liste allinea l’ex assessore An, con larga presenza di anti-Nania e due la Collica che raggruppa forze di area centrosinistra e che è appoggiata da ambienti cattolici legati ai movimenti. Difficile prevedere quanto fuoco di sbarramento alla candidatura di centrodestra riusciranno a mettere in campo Calderone e Collica. Molto dipende dalla credibilità che i due candidati, i loro programmi, riusciranno ad avere in un elettorato in larga parte deluso e sfiduciato. Ed ecco l’altro punto interrogativo delle elezioni a Barcellona. Come si quantificherà la diffusa intenzione di non andare a votare? Sarà interessante verificare quanto riesca ancora oggi a fare la “militanza” e la “logica delle parentele”, atteso che la scelta di buona parte dei 374 candidati è stata fatta in rapporto anche alla consistenza dei nuclei familiari di riferimento. Un fatto appare molto probabile: l’abbassamento del quorum di votanti potrebbe favorire una soluzione al primo turno della “partita”. E in questo caso le previsioni giocano a favore di Catalfamo, con le sei liste di supporto. Ecco perché gi tre sfidanti dovranno puntare tutto su un voto d’opinione che faccia dimenticare le contraddizioni d’area. Voti d’opinione che passano per un confronto diretto con l’elettorato, quartiere per quartiere, frazione per frazione. I tempi sono stretti. Qualcuno si è fatto cullare nelle passate settimane dall’illusione di un rinvio sine die delle elezioni per via… ministeriale, a seguito delle risultanze della nota indagine della Commissione d’accesso prefettizia. Un ritardo nell’avviare l’atipica campagna elettorale di quest’anno che potrebbe incidere sui “conti” finali utili per raggiungere il ballottaggio. Ballottaggio che appare l’unico traguardo auspicabile per Calderone, Collica e Marte. Mario Di Paola – GDS