NOVARA DI SICILIA (MESSINA): Lite a colazione, spara e uccide il cognato. Inspiegabile il movente che ha scatenato la furia omicida dopo un viaggio insieme sullo stesso Suv

21 aprile 2012 Cronaca di Messina

Novara di Sicilia – Un uomo di 51 anni, Sebastiano Raciti di Santa Venerina, in provincia di Catania, è stato ucciso con un colpo di pistola esploso dal cognato in circostanze ancora misteriose. L’omicida, Rosario Grasso di 64 anni, cognato della vittima, subito dopo si è costituito presentandosi ai cancelli della caserma dei carabinieri di Novara di Sicilia, riferendo al militare in servizio di aver ucciso il congiunto. Il fatto di sangue è avvenuto all’ora di pranzo, poco prima delle 13, su un prato ubicato ai margini della strada statale 185 di Sella Mandrazzi, tra il km 23 e 24, alle porte dell’omonima pineta in contrada Serro Vento – Vallone Botte. La scena del delitto mostrava un prato con il classico allestimento da “picnic” di fortuna realizzato con cassette di legno. Vittima e carnefice, provenienti da Santa Venerina, dopo aver attraversato la dorsale dei Peloritani, erano diretti per motivi sconosciuti verso una località non ancora resa nota. Alle porte del paese montano i due cognati che viaggiavano su un Suv Hyundai che recava una targa di nazionalità romena, si sarebbero fermati per una colazione frugale. Di certo tra i due è scoppiata una lite per motivi ancora da chiarire ma che sarebbe stata generata da precedenti e insanabili contrasti di tipo familiare. Secondo prime ipotesi investigative dei carabinieri della compagnia di Barcellona Pozzo di Gotto, la cui attività d’indagine è coordinata dal sostituto procuratore Mirko Piloni, l’uomo più anziano avrebbe estratto una pistola (il cui calibro non è stato reso noto) e puntandola contro il cognato più giovane avrebbe poi mosso altre accuse e infine sparato. A nulla è valso il tentativo di fuga, così come emerge dalla scena del delitto: Sebastiano Raciti è stato raggiunto dal proiettile esploso dal cognato (forse più di un colpo) centrato in parti vitali. I carabinieri nel momento in cui sono intervenuti hanno infatti ritrovato il cadavere riverso bocconi ad alcuni metri di distanza dalle cassette utilizzate per il picnic e ciò dimostrerebbe come la vittima abbia in qualche modo tentato di sottrarsi alla traiettoria del colpo o dei colpi. L’assassino avrebbe mantenuto la lucidità necessaria mettendosi alla guida del Suv e dirigendosi in paese alla ricerca della caserma dei carabinieri dove si è presentato poco dopo, raccontando l’accaduto con le indicazioni per rrecarsi sul punto preciso dove si trovava il cadavere. Il luogo è facilmente raggiungibile perché situato lungo l’unica strada statale che consente di collegare i due versanti dei Peloritani, il tirrenico con quello ionico. A quasi 4 km da Novara di Sicilia, in un curvone la radura che si apre in mezzo agli alberi e consente soste ai viaggiatori, è stato ritrovato il corpo del cinquantunenne Sebastiano Raciti. Sul posto, oltre ai militari della locale stazione, i carabinieri della compagnia di Barcellona Pozzo di Gotto al comando del maggiore Luciano De Gregorio che hanno effettuato sulla scena del delitto una prima ricognizione per verificare la compatibilità del racconto fatto dall’omicida. Un fatto che al momento sembrerebbe da ascrivere alla categoria dei delitti “d’impeto”. Subito dopo sul posto sono giunti i carabinieri del Ris di Messina che hanno compiuto i rilievi scientifici. Rosario Grasso che si è autoaccusato dell’omicidio del cognato è stato interrogato a lungo fino a notte fonda e ciò per consentire al magistrato inquirente, il sostituto della Procura di Barcellona Pozzo di Gotto, Mirko Piloni, di predisporre gli atti propedeutici alla dichiarazione di fermo di polizia giudiziaria e successivamente di eventuale richiesta di ordinanza di custodia cautelare da sottoporre entro i termini al Gip del Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto. E già nelle prossime ore si saprà di più anche sul movente. LEONARDO ORLANDO – GDS