PATTI (MESSINA): Commercio di capi contraffatti. Aperto il processo a 21 imputati. Contestato il reato associativo. La "Alviero Martini spa" parte civile

22 aprile 2012 Cronaca di Messina

PATTI – Ha avuto inizio ieri davanti al Tribunale di Patti il processo scaturito dall’operazione “Panni sporchi”. L’inchiesta condotta dalla Procura di Patti si era conclusa nel dicembre del 2008 con l’emissione di 13 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di persone che, secondo l’accusa, facevano parte di un’organizzazione dedita alla ricettazione e alla commercializzazione di capi di abbigliamento contraffatti, alla dichiarazione dei redditi fraudolenta e infedele, occultamento o distruzione di documenti contabili e bancarotta fraudolenta. La relativa udienza preliminare si era conclusa nel maggio del 2010 con il rinvio a giudizio di 21 persone. Ieri l’inizio del processo con l’esame delle questioni preliminari e le prime schermaglie tra l’accusa, rappresentata dal pm Rosanna Casabona, e i numerosi difensori che hanno aperto le “ostilità” ponendo eccezioni importanti in ordine alla richiesta di trascrizione di innumerevoli intercettazioni raccolte durante l’inchiesta. Sarà comunque un processo lungo e molto impegnativo per il collegio composto da Pina Lazzara (presidente), Ines Rigoli e Giuseppe Turrisi: basti pensare che per conservare gli atti del procedimento sono stati necessari ben 27 faldoni. Gli imputati sono Giovanni Accetta, 52 anni, il fratello Massimo Accetta, 50, di Patti, Carmelo Alesci, 53, di Barcellona, Giovanni Catania, 35, Nunzio di Santo, 52, Teresa Collorafi, 40 anni, Mario Franco Di Stefano 57, Orlando Ferragina, 57, Basilio Mondello 37, Antonino Olivo 39, tutti residenti a Patti, Sostine De Luca, 54 e Mario Martino, 57, entrambi di Gioiosa Marea, Alessandro Amirante, 49, Luigi Amirante, 57, Oreste Belluomo, 44, Antonio Fiorillo 28 anni, tutti di Napoli, Giovanbattista Capitti, 50 anni, di Palermo, Enrico Francesco Costabile 35 di Cosenza, Pasqualino Di Santo 52, Matteo Greco Erbicelli, 36, Mario Vasalli 57, tutti di Patti. L’accusa più grave riguarda i primi dodici che dovranno rispondere, tra l’altro, di associazione a delinquere finalizzata a commettere diversi reati. Secondo l’accusa, si associavano tra di loro allo scopo di ricettare e porre in commercio, talora dopo averli immessi nello stato italiano, capi di abbigliamento di provenienza illecita in quanto contraffatti. Il tutto tramite numerose società intestate anche a diversi prestanome. Il reato di associazione viene contestato anche per aver determinato il fallimento di alcune società per frodare i creditori, per estorsione nei confronti dei lavoratori dipendenti e per reati fiscali. L’operazione condotta dai carabinieri del Comando Provinciale di Messina e della Compagnia di Patti, al comando del capitano Angelo Zito, e dalla Guardia di finanza del Comando provinciale messinese, si era conclusa nel dicembre del 2008 con 13 arresti. Al centro dell’inchiesta il noto imprenditore Giovanni Accetta che partendo dal nulla era riuscito a creare un impero economico nel settore dell’abbigliamento. Secondo gli inquirenti tutto sarebbe ruotato attorno all’imprenditore pattese, promotore e capo di un intricato universo societario che riusciva ad accumulare un ingente patrimonio finanziario ed immobiliare attraverso collaudati e spregiucati metodi ritenuti delittuosi. Nel processo si sono costituiti parti civili il curatore fallimentare della società “Valery”, assistita dall’avvocato Santo Trovato, e il noto marchio internazionale Alviero Martini s.p.a assistita dall’avvocato Roberto Barbiera. Santino Franchina – GDS