TEATRO DELLA VICENDA MONTALBANO (MESSINA): «Le avances alla mia giovane nuora? Sig. giudice, tutta colpa del Viagra». Focoso ottuagenario condannato a 2 anni con sospensione della pena

22 aprile 2012 Cronaca di Messina

«Tutta colpa del Viagra». Un arzillo ottuagenario, T.C., attribuisce agli effetti della “magica” pillola che ha rivitalizzato la sua sopita sessualità, le avances fin troppo focose che avrebbe manifestato in più occasioni nei confronti della nuora, la moglie di suo figlio che anni ne ha 41 e all’epoca dei fatti ne aveva 35, meno della metà del suocero (trattandosi di parenti abbiamo omesso la pubblicazione del nome dell’imputato, che avrebbe potuto rendere riconoscibile la parte lesa). E ieri per le fin troppo esplicite manifestazioni di vitalità, i giudici del Tribunale di Barcellona hanno condannato, appunto, T.C., 84 anni, l’anziano e arzillo suocero, a 2 anni di reclusione riconoscendo l’ipotesi attenuata della violenza sessuale e concedendo all’imputato la sospensione della pena e le attenuanti generiche. È stato invece assolto dal reato di molestie nei confronti della nuora perché il fatto non sussiste. Per l’audace vecchietto il pubblico ministero Fabio Sozio aveva chiesto la condanna alla pena di anni 3 e mesi 3 di reclusione. Alla richiesta di condanna si era associata l’avv. Maruzza Pino che rappresentava la donna, costituitasi parte civile contro il suocero. L’assoluzione era stata invece chiesta dal difensore dell’imputato, avv. Gaetano Pino. Teatro della vicenda Montalbano Elicona dove tutti i protagonisti della storia risiedono. All’uomo si attribuivano più di un audace tentativo di violenza caratterizzato da insistenze, palpeggiamenti in parti intime e velate minacce profferite nei confronti della vittima. La donna, all’epoca dei fatti 35 anni di nazionalità straniera, non ha esitato dinanzi alle ripetute e insane manifestazioni del suocero, di raccontare tutto al marito, figlio dell’imputato, e subito dopo di denunciare i fatti ai carabinieri. La vicenda risale all’ottobre del 2006 quando approfittando dell’assenza del figlio, il suocero si recava a casa dalla nuora riferendo alla stessa che si era innamorato di lei. Nella prima occasione l’uomo avrebbe immobilizzato la donna palpeggiandola. Poi successivamente avrebbe seguito la nuora ripetendo in maniera ossessiva di volere fare l’amore con lei. Vistosi respinto l’imputato non avrebbe risparmiato le minacce gravi contro i componenti della famiglia del figlio e questo per indurre la donna – così come ha raccontato la vittima – ad “andare a letto” con lui. Successivamente l’uomo nel tentativo di giustificare il suo gesto avrebbe attribuito le sue sconsiderate manifestazioni agli effetti imprevedibili del “viagra” che non avrebbero contenuto entro i limiti di decenza l’eccessiva vitalità manifestata tra l’altro in maniera insana nei confronti della moglie del figlio. (l.o.)