10 Maggio 2012 Cronaca di Messina e Provincia

MESSINA: Ex Gazometro, lo scempio è servito. Esposto in Procura sulla gestione dell'area che l'Amministrazione vorrebbe riqualificare

Aree pubbliche a uso e consumo dei privati. Commistione e sovvertimento di ruoli. A Messina se ne vedono di cotte e di crude, ma ciò che hanno portato a galla gli uomini del nucleo Decoro ha dell’incredibile. Lo spazio in questione è quello dell’ex Gazometro, che nelle intenzioni di Palazzo Zanca dovrebbe essere una delle aree al centro del tanto sbandierato waterfront. Non solo ruspe e mezzi meccanici abbandonati. Lo scenario è da Terzo Mondo, se non peggio. Impietosa la fotografia scattata dal commissario Biagio Santagati e dai suoi uomini: all’interno spazzatura, materiale di risulta, roulotte, auto parcheggiate non si sa a che titolo, e, udite udite, un salone da barba frequentato da molti residenti sul viale della Libertà e sul viale Giostra. Il blitz ha preso il via ieri mattina. Sulla scorta di una denuncia di alcuni cittadini, i vigili urbani hanno fatto visita a un rigattiere che aveva allestito una sorta di punto vendita. Nel negozietto era ammassato di tutto: dai ricambi di automobili e ciclomotori alle vecchie scope, passando per radio obsolete e televisori dell’anteguerra. Roba da rivendere in cambio di pochi euro. Praticamente non c’era più posto neanche per uno spillo. Solo il titolare riusciva a districarsi tra una cianfrusaglia e l’altra. Ovviamente, condizioni di sicurezza minime: quadri elettrici scardinati, fili scoperti, sporcizia a mai finire, lampadari penzolanti. Gli uomini della Decoro hanno scoperto che il commerciante viveva proprio di fronte: cioè nella sterminata sede dell’ex Gazometro. Aveva trovato sistemazione in una delle tante roulotte abbandonate, così come altri vagabondi (almeno quattro). Sotto il ponte che collega alla cittadella fieristica rinvenuti una sedia a rotelle e giacigli per senza tetto. Come se non bastasse, trovati materiali residui del Circo allestito qualche mese fa (lamentele in tal senso erano giunte dai rappresentanti della quinta Circoscrizione). Nel perimetro erano parcheggiate 45 autovetture, una ventina delle quali, secondo la polizia municipale, di proprietà di privati autorizzati da Palazzo Zanca (e i restanti mezzi?). Poi il “tocco di classe” del negozietto di parrucchiere, di cui riferiamo accanto. Insomma, anarchia a tutto spiano, favorita dalla possibilità di entrare indisturbati dai cancelli. In barba, come si diceva, ai proclami dell’Amministrazione. Ciò assume anche i contorni della farsa: perché, ad esempio, il Comune, in diverse occasioni, aveva presentato esposti in Procura in relaziona ai furti di gasolio dai mezzi municipali. Come mai nessuno si è accorto di tutto il resto? E proprio alla magistratura sarà destinato l’esposto che gli agenti della sezione Decoro della polizia municipale stanno preparando. Per conoscenza, verrà trasmesso anche all’Azienda sanitaria provinciale e Palazzo Zanca. A questo punto, sul banco degli imputati non possono non finire il dirigente comunale competente e chi ha chiuso un occhio sulla scandalosa situazione di degrado nell’area dell’ex Gazometro. Altro che riqualificazione! Basterebbe, prima di tutto, un po’ più di attenzione. RICCARDO D’ANDREA – GDS

Barba e capelli: ecco il novello “Figaro”.
Se a Palazzo Madama il barbiere viene incontro alle esigenze dei senatori, all’Autoparco municipale di Messina un acconciatore spuntato dal nulla svolge tranquillamente la sua attività a beneficio dei cittadini. «Barba e capelli», ordina un cliente. E via ai colpi di forbice e alle “passate” di lametta. Allora perché non assegnare direttamente una delle stanze di Palazzo Zanca, sistemare sedie, specchi e caschi e metterli a disposizione delle dipendenti comunali? Succede anche questo a Messina. Città in cui ognuno fa ciò che vuole. Dove le regole, nella maggior parte dei casi, non esistono. Dove si possono occupare le abitazioni di proprietà altrui senza temere nulla. Ed è paradossale che a scoprire il “novello Figaro” sia stata la sezione Decoro della polizia municipale. Cioè personale in forza al Comune che svela magagne dello stesso Comune. Il commissario Santagati e i suoi uomini hanno fatto l’incredibile scoperta seguendo una persona che abitualmente frequentava il “salone”. Allestito, secondo quanto ricostruito dai vigili urbani, in spazi di proprietà di Palazzo Zanca, a ridosso della vecchia sede della quinta Circoscrizione. «Dove sta andando?», gli hanno chiesto gli agenti. «Che c’è di male. Ho intenzione di farmi fare la barba», ha risposto il cliente. Che senso ha, allora, fare sacrifici per mettere in piedi una qualsiasi attività di coiffeur? Basta recarsi all’ex Gasometro e aprire un punto vendita. C’è anche il parcheggio gratuito!(r.d.)