25 Maggio 2012 Mondo News

VERGOGNA SICILIA – Teatrino dei partiti: deputato con 35 voti. La capogruppo Udc Giulia Adamo (diventata lunedì scorso sindaco di Marsala), prima del cambio di casacca, era nel PdL che nel frattempo ha subito altri abbandoni. Una farsa

Marsala – In Sicilia c’è chi riesce a diventare deputato regionale con 35 voti. Andrà a finire così al marsalese Gioacchino Barraco, detto Giacomo, che potrà sedere tra gli scranni di Palazzo dei Normanni in quest’ultimo scorcio di legislatura del Parlamento Siciliano, prima del rinnovo dell’Ars previsto per fine ottobre. La vicenda ha dell’incredibile, stando alle cifre. Si può definire un “miracolato” della politica grazie all’elezione di Giulia Adamo, capogruppo Udc all’Ars, diventata lunedì scorso sindaco di Marsala che dovrebbe lasciare Sala d’Ercole, considerata l’ incompatibilità tra le due cariche. Le dovrebbe subentrare quindi Barraco, primo dei non eletti nella lista del “Il Popolo della Libertà – Berlusconi Presidente” alle regionali del 13 aprile 2008, in cui la Adamo aveva primeggiato con 13.352 preferenze, seguita dal trapanese, Livio Marrocco con 6.690 e Toni Scilla con 4.602 voti. Barraco era l’ultimo in lista, preceduto anche dal castelvetranese, Filippo Rapallo, 77 voti, che nel frattempo è venuto a mancare. Oggi quella lista si è praticamente dissolta, con i cambi di casacca dei suoi eletti. Marrocco è deputato del Fli, Scilla è passato al Grande Sud e la stessa Adamo ha aderito all’Udc. E dire che Barraco non ci pensava nemmeno a candidarsi, il suo ingresso in lista era arrivato in extremis, quando mancavano solo pochi minuti alla chiusura dei termini di presentazione e la lista della Adamo si era ritrovata improvvisamente orfana dei nominativi promessi dal senatore Antonio D’Alì. Amico di vecchia data del nuovo sindaco marsalese, Barraco ha deciso di concorrere alle Regionali del 2008 solo per cortesia. «E’ una persona in gamba, mi ha fatto il favore di candidarsi quando all’ultimo minuto si cercò di fare decadere la nostra lista», racconta Giulia Adamo. Il Pdl, allora , nel 2008 era una specie di palude. Giulia Adamo e Antonio D’Alì, separati in casa, si facevano gli agguati a vicenda. Il giorno di presentazione delle liste, Adamo era andata con i suoi nomi, D’Alì, invece, aveva fatto una clamorosa marcia indietro: il tentativo era quello di far saltare la lista per non fare eleggere Adamo. Giulia Adamo era alla disperata ricerca in pochi minuti di amici e conoscenti che le facessero la cortesia di mettersi in lista. E Barraco e il suo autista Rapallo, chiamati in extremis, avevano accettato. Adesso, in pratica, il favore sarebbe ricambiato. Barraco andrà a Palermo, grazie ai suoi 35 voti. Non è da tutti. Un vero record. Alla faccia delle campagne elettorali in pompa magna, c’è chi riesce a diventare deputato regionale in Sicilia, nel Parlamento più ambito del mondo, grazie alla sorte e agli scherzi che tende la legge elettorale. Altri non ce l’hanno fatta e magari rosicano per quei pochi mesi da onorevole retribuiti a peso d’oro. Primo fra tutti l’attuale presidente della Provincia di Trapani, Mimmo Turano, che nonostante i suoi 8598 voti in quella tornata elettorale non era riuscito a riottenere il posto all’Ars. Ne sarebbero bastati 35, ma nella lista giusta.
Ma il capogruppo dell’Udc all’Ars lascerà l’incarico o attenderà ancora qualche indennità? Nel passaggio di consegne, alla solenne ed affollata cerimonia, dichiarata nuovo Sindaco della città di Marsala, Giulia Adamo non solo non si è già dimessa da deputato regionale ma alla domanda ha replicato: “Starò fino a quando la legge me lo consente”. Oggi avrà una riunione con il direttivo regionale dell’Udc. Può darsi che qualcuno le suggerirà di mollare. Perchè dopo tanto cianciare di etica delle istituzioni da parte dei leader Udc continuare con questa storia del doppio incarico è davvero scandaloso: Pierferdinando Casini, padre padrone del partito, non ha nulla da obiettare? Vedremo. Perché, a rigore di legge, la Adamo all’Ars ci potrà restare… tanto, prima che scadano i termini e qualcuno eccepisca l’incompatibilità (risaputa, acclarata dalla Consulta ma puntualmente disattesa) nel frattempo il parlamento sarà già sciolto!
Certo la farsa messa in scena da Udc e Pdl, rimane nella sua portata: raccattare un nome all’ultimo momento per completare la lista e vederlo approdare a Palazzo dei Normanni! Partiti ridicoli: ma sì! La storia ci regala esempi illustri… c’è chi ha nominato senatore il suo cavallo! Da un teatrino all’altro: domenica appuntamento con l’assemblea del Pd. All’ordine del giorno la sfiducia al segretario regionale Giuseppe Lupo. Il partito dilaniato dalla recente vicenda elettorale, con il candidato ufficiale del centrosinistra praticamente sin dall’inizio “dimezzato”: cioè si è fatto finta di riconoscere il risultato delle Primarie… per gioire poi dell’elezione dell’avversario Leoluca Orlando: Si arriverà al commissariamento?