26 Maggio 2012 Cronaca di Messina e Provincia

I commissari all'ex sindaco Sgarbi: troppe le spese senza copertura

Salemi – I Commissari scoprono una contabilità parallela e l’ex sindaco Vittorio Sgarbi replica al viceprefetto Nicola Diomede, al dirigente Vincenzo Lo Fermo e Leopoldo Falco che presiede quell’organismo che ha il compito non facile di “ridare al Comune il ruolo che gli compete, dopo la confusione e il non rispetto dei ruoli” createsi durante l’Amministrazione di Vittorio Sgarbi. A pronunciare quelle espressioni forti è stato il presidente Falco che ha sostenuto che nei tre anni frenetici in cui Sgarbi ha guidato il comune trapanese «si sono sviluppate due contabilità parallele: quella dell’Ente e quella politica. Noi oggi abbiamo il dovere di mettere ordine. Occorre riportare le spese sostenute, senza impegni, nella contabilità ordinaria fonte di una serie di danni» – ha proseguito Falco – ai quali dovremo porre rimedio come ad esempio alcune spese commissionate senza preventivarne prima la copertura finanziaria». I tre Commissari hanno annunciato di avere disposto la revoca dei contratti pubblicitari del Museo della mafia. In un biennio sono stati spesi 48mila euro in assenza di contratto sottoscritto dal Comune. «Nessun dubbio che la retorica e la menzogna – ha replicato Vittorio Sgarbi, che di Salemi è stato sindaco fino allo scorso febbraio– guidino l’azione di tre commissari inviati a Salemi da uno Stato inconsapevole. Incapaci di comprendere l’arte e la cultura, cui manifestano ipocritamente sostegno, hanno stabilito la revoca dei cartelloni pubblicitari del Museo della mafia collocati all’aeroporto di Palermo, uccidendo, di fatto, un museo, apprezzato anche da illustri magistrati e dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che in una città ferma e senza alcuna ombra di mafia, aveva determinato un afflusso di turisti straordinario, tale da ripagare in pochi mesi i costi di allestimento e anche quelli del cartellone pubblicitario, 14 mila euro all’anno, e non 48 mila. E mentre soffocano un Museo di cui ha parlato tutto il mondo – accusa Sgarbi– contribuiscono a distruggere il paesaggio, annunciando di volere “sviluppare l’eolico”, unico grande affare della mafia nel Trapanese, in perfetto contrasto con l’articolo 9 della Costituzione, da loro ignorato». Ma dai Commissari è stato revocato anche l’affitto della patrizia Casa Scurto, costata all’ignaro contribuente salemitano 15mila euro all’anno. Era stata scelta da Sgarbi come prestigiosa sede di rappresentanza, per le poche volte che era presente in città. Il presidente della Commissione Falco ha rassicurato che il bilancio del Comune è solido e non c’è pericolo. Per il resto sono previsti una serie di tagli di spese ritenute inutili. «Presto dovrebbe– ha aggiunto– insediarsi il nuovo Collegio dei revisori dei conti che avrà il compito di esitare il consuntivo e il bilancio di previsione e sarà ripresa l’attività della Commissione ex art. 5, che sarà composta dagli stessi commissari, i responsabili del Genio civile e i rappresentanti sindacali». Il tutto in attesa che finalmente si possa conoscere la data per chiamare gli elettori alle urne e ridare normalità alla vita del comune che è stato infiltrato dalla mafia. Irene Cimino – GDS