29 Maggio 2012 Mondo News

ROMA: Trasferimento d'ufficio del vice di Piero Grasso alla procura nazionale antimafia, Alberto Cisterma. Csm contro la sospensiva

Roma – Il Csm si prepara a dar battaglia contro la sospensione del trasferimento d’ufficio del vice di Piero Grasso alla procura nazionale antimafia, Alberto Cisterma, disposta con un decreto monocratico dal presidente del Tar del Lazio Calogero Piscitello. Un provvedimento che ha creato sconcerto a Palazzo dei marescialli perchè, secondo l’orientamento che si coglie, il tribunale amministrativo regionale non avrebbe avuto alcuna competenza a decidere sulla materia. Cisterna era stato trasferito in via cautelare dalla sezione disciplinare di Palazzo dei marescialli il 17 maggio scorso, con l’accusa di aver frequentato una persona legata a una famiglia appartenente alla criminalità organizzata. Una vicenda originata dalle dichiarazioni del boss pentito della ‘ndrangheta reggina Antonino Lo Giudice, che si è autoaccusato di una serie di gravissimi reati, come gli attentati del 2010 alla procura generale di Reggio Calabria, contro l’abitazione del procuratore generale Salvatore Di Landro e l’intimidazione all’ex procuratore di Reggio, Giuseppe Pignatone. Il pentito ha riferito di presunti rapporti intercorsi tra Cisterna e suo fratello Luciano. Nemmeno una settimana dopo era intervenuta la sospensione del trasferimento da parte del Tar; un provvedimento giudicato abnorme al Csm perchè le decisioni della Sezione disciplinare possono essere riformate solo dalla Sezioni Unite civili della Cassazione. Per questo a Palazzo dei marescialli si sta valutando se oltre a proporre opposizione al provvedimento del Tar, se non sia il caso di inviare una segnalazione al presidente del Consiglio di Stato, cioè al massimo organo della giustizia amministrativa, su quello che più d’uno giudica uno «schiaffo» alla sezione disciplinare del Csm.(r.rc)