TRATTATIVA STATO-MAFIA, LA CLAMOROSA SVOLTA: Vertice fra pm di Palermo e Messina per l'avv. Cattafi. Nella città dello Stretto l'aggiunto palermitano Antonio Ingroia e il pm Nino Di Matteo per incontrare il procuratore di Messina Guido Lo Forte

5 ottobre 2012 Cronaca di Messina

Antonio Ingroia

IL GIUDICE ANTONIO INGROIA – FLAVIO LEONE

FORSE UNA DELLE ‘PROVE’ DELLA TRATTATIVA STATO-MAFIA PASSA DALLE CARTE CHE HA IN MANO LA PROCURA DI MESSINA DOPO ‘L’AVVICINAMENTO’ DELL’AVVOCATO BARCELLONESE ROSARIO CATTAFI, ARRESTATO A LUGLIO COME CAPO ASSOLUTO DELLA MAFIA BARCELLONESE E ADESSO DESTINATO AL ’41 BIS’. PERCHE’ LA TRASFERTA DI IERI POMERIGGIO A MESSINA DEL PROCURATORE AGGIUNTO DI PALERMO ANTONIO INGROIA E DEI SOSTITUTI NINO DI MATTEO, FRANCESCO DEL BENE E LIA SAVA, PER PARLARE CON CATTAFI, NON PRIMA DI UN LUNGO VERTICE OPERATIVO CON IL PROCURATORE GUIDO LO FORTE E I COLLEGHI DELLA DDA PELORITANA VITO DI GIORGIO E ANGELO CAVALLO, TESTIMONIA CHE QUELLO CHE HA RACCONTATO L’AVVOCATO BARCELLONESE NEI GIORNI SCORSI SULLA TRATTATIVA, E’ RITENUTO UN TASSELLO IMPORTANTE: I SUOI RAPPORTI ‘CERTIFICATI’ DA ALCUNI AUDIONASTRI CON L’ALLORA VICE CAPO DEL DAP FRANCESCO DI MAGGIO. INGROIA E I COLLEGHI SONO ARRIVATI A PALAZZO DI GIUSTIZIA POCO PRIMA DELLE TRE DEL POMERIGGIO E SUBITO SI SONO CHIUSI AL PRIMO PIANO, CON IL PROCURATORE LO FORTE E I COLLEGHI DI GIORGIO E CAVALLO. SONO PROPRIO LORO DUE CHE NEI GIORNI SCORSI AVEVANO AVUTO I PRIMI COLLOQUI INVESTIGATIVI CON CATTAFI: AVEVA RACCONTATO DEI SUOI RAPPORTI CON DI MAGGIO NEGLI ANNI ’90, RIVELANDO IN SOSTANZA DI AVER LAVORATO COME ‘INFILTRATO’ IN VARIE CARCERI ITALIANE PER CAPIRE CHE ARIA TIRAVA E SE ERA POSSIBILE AVVIARE UN DIALOGO SUI TEMI DI CUI SI PARLA DA ANNI, PER OTTENERE UN’APERTURA DA PARTE DELLO STATO SUL CARCERE DURO. CATTAFI NEI GIORNI SCORSI AVEVA FATTO DI PIU’: AVEVA CONSEGNATO ALCUNI AUDIONASTRI IN CUI ERANO REGISTRATI ALCUNI DEI COLLOQUI AVUTI CON DI MAGGIO, E PROBABILMENTE, ANCHE ALCUNI FACCIA A FACCIA AVUTI IN CARCERE CON ESPONENTI DI PRIMO PIANO DI COSA NOSTRA, FORSE ANCHE CON INVESTIGATORI. IN QUEL PERIODO L’AVVOCATO BARCELLONESE, CHE I PENTITI INDICANO COME IL ‘CAPO DEI CAPI’ DELLA MAFIA DEL LONGANO, ERA IN CARCERE PER LA VICENDA DELL’AUTOPARCO DI MILANO. TORNANDO A IERI POMERIGGIO, UN’ORA DOPO IL VERTICE IN PROCURA, TUTTI I MAGISTRATI SI SONO TRASFERITI AL CARCERE DI GAZZI PER SENTIRE PER L’ENNESIMA VOLTA L’AVVOCATO CATTAFI. E IL COLLOQUIO E’ DURATO PARECCHIE ORE, FINO ALLE 20,30. TUTTO E’ OVVIAMENTE ‘TOP SECRET’, IL PROCURATORE AGGIUNTO INGROIA S’E’ LIMITATO A DIRE IN SERATA CHE QUELLO CHE HA DETTO CATTAFI E’ RITENUTO ‘INTERESSANTE’ E CHE SARANNO EFFETTUATI TUTTI GLI APPROFONDIMENTI. CATTAFI DAL CANTO SUO NON E’ PERSONAGGIO DI SECONDO PIANO. ADESSO LA SUA POSIZIONE CAMBIERA’? E’ SOLO TESTE O POTREBBE DIVENTARE UN COLLABORATORE DI GIUSTIZIA, RACCONTANDO QUELLO CHE SA, MOLTO, SIN DAGLI ANNI ’70, A COMINCIARE DALLA RAGNATELA DELL’EVERSIONE NERA PER PASSARE AI SERVIZI SEGRETI DEVIATI E ALLE LOGGE MASSONICHE COPERTE? A QUESTI INTERROGATIVI SI POTRA’ RISPONDERE SOLO NELLE PROSSIME SETTIMANE. IL SUO VOLTO ‘NUOVO’ E’ QUELLO DI UN RICICLATORE INTERNAZIONALE DEL DENARO SPORCO PER CONTO DEL CLAN SANTAPAOLA DI CATANIA, SENZA SCORDARE I RAPPORTI CHE AVREBBERO INTESSUTO CON I MADONIA A CALTANISSETTA E CON I CORLEONESI, QUINDI CON VITALE E BAGARELLA. UN UOMO CHE POTEVA DISPORRE DI CONTI IN SVIZZERA E LAVORAVA MOLTO ALL’ESTERO PER PULIRE DENARO. NUCCIO ANSELMO – GAZZETTA DEL SUD