Giro di squillo nel messinese: Prostituzione in night club. I particolari dell'operazione "Dolce vita"

15 ottobre 2012 Cronaca di Messina

Nell’apparenza di nights club si celavano dei luoghi in cui si esercitava il mestiere più antico del mondo. Con l’operazione “Dolce vita”, scattata all’alba di oggi, è stato smantellato un giro di squillo, gestito in tre locali della provincia di Messina. I poliziotti del Commissariato di Sant’Agata di Militello insieme ai colleghi della Squadra mobile della Questura di Messina, hanno eseguito 14 provvedimenti cautelari restrittivi e sequestrato i tre circoli privati “Dolce vita” – da cui il nome dell’operazione – e “Deja vu” di Torrenova e il “Dubai night club” di Caronia. L’ordinanza di custodia cautela in carcere è scattata per 7 degli indagati, tra cui nomi noti per il loro coinvolgimento in importanti operazioni e processi, come il “Mare nostrum”, e legati al gruppo mafioso dei tortoriciani. Si tratta di Giuseppe detto Pino Lo Re, di 50 anni; Vincenzo Galati Rando, di 52 anni; Cludio Valentino Sanfilippo Tabò, di 42 anni. Gli altri reclusi, Dimona Dimitrova Gueorguieva, bulgara di 34 anni; l’estone 23enne Jevgenia Hamhodera; Alessandro Olivieri, di 39 anni. Agli arresti domiciliari sono finiti, invece, Vincenzo Semilia, di 47 anni; il 50enne Emanuele Dilati; Andrea Galati Rando, figlio di Pino, di 26 anni; la romena Carmen Georgiana Gheorghiu, di 24 anni; Carmelo Marino di 40 anni. Per il 32enne Benedetto Giardinieri, consigliere comunale di Militello Rosmarino, l’ordinanza di obbligo di dimora. Inoltre, sono state effettuate 20 denunce per apertura di locali pubblici senza licenza oltre che per associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione. I provvedimenti sono stati emessi dal Gip del Tribunale di Patti, Scolaro, su richiesta del procuratore capo Raffa e del sostituto Bonazinga, che hanno coordinato le indagini eseguite dal Commissariato di Sant’Agata e scattate alla fine del 2011, su segnalazione delle pattuglie della Polizia, che avevano notato lo strano via vai di ragazze – per lo più straniere provenienti dall’Est d’Europa, ma anche italiane e siciliane – che a tarda sera venivano condotte dagli stessi soggetti nei club privati o in strutture esterne, per incontrare i clienti. La frequentazione dei locali di Caronia e Torrenova, veniva giustificata da un tesseramento: soltanto in uno i soci erano ben settecento. Nei nigth club si consumavano alcolici, si assisteva a spettacoli di lap dance e spogliarelli e ci si appartava per consumare i rapporti sessuali nei privèe. Venivano anche organizzate feste di addio al celibato e, per attirare sempre un maggior numero di avventori, le ragazze contattavano telefonicamente gli iscritti ai club, proponendo anche degli “sconti comitiva”. Tra gli habituè vi erano uomini facoltosi, professionisti e imprenditori provenienti non solo da Messina e provincia, ma da tutta l’Isola. Ogni prestazione costava a partire da 50 euro. Le giovani guadagnavano tra gli 8 mila e i 10 mila euro, con un fisso più le provvigioni. Ma il trattamento per le ragazze, dietro un’apparente cordialità, era di assoggettamento e condizionamento psicologico: venivano sempre controllate per non intrattenere rapporti sociali esterni al “giro”, in modo da non comprometterne l’attività. Nel caso di una giovane marocchina che voleva lasciare “la vita”, sono state esercitate delle pressioni per non farla andare via. L’operazione di oggi ha squarciato il velo di un fenomeno dilagante, che potrebbe avere sviluppi anche nella stessa città di Messina. di Carmen Di Per – DA http://messina.blogsicilia.it/prostituzione-in-night-club-i-particolari-delloperazione-dolce-vita/105163/