MESSINA: Ecco gli illeciti contestati a Bruzzano, la palla adesso passa alla difesa. Sotto la lente della Procura episodi di falso, abusi e omissioni. Nelle prossime ore I'interrogatorio

La Procura è perentoria: quando era commissario, Aldo Bruzzano avrebbe gestito la sezione Tutela del territorio “in maniera personalistica”, sottoponendo il servizio “a propri interessi personali”. Ed era in grado, “di sottomettere i dipendenti”, inducendoli “ad agire contra legem a suo piacimento”. Il riferimento è ai presunti episodi di peculato (uso dell’auto della polizia municipale quando era in ferie o in permesso) e falso e alle omissioni. L’impianto accusatorio si basa su una serie di addebiti che la difesa respinge con fermezza. Già nelle prossime ore, assistito dall’avvocato Salvatore Silvestro, l’ ormai pensionato Bruzzano fornirà la sua versione dei fatti al gip Giovanní De Marco, estensore dell’ordinanza di applicazione di misura cautelare. Il giudice ha disposto gli arresti domiciliari, su richiesta dei sostituti procuratori Adriana Sciglio e Diego Capece Minutolo, motivando le esigenze cautelari con il fatto che l’indagato potrebbe proseguire nelle condotte illecite. analoghe a quelle per cui si procede. Un capitolo dell’ordinanza è dedicato a episodi in cui si contestano falsi, abusi e omissioni. ll 22 giugno 201 1, Bruzzano, in una relazione di servizio scritta di suo pugno, riguardante accertamenti in via Consolare Pompea, avrebbe omesso di riferire su un sopralluogo condotto nel 2010, in seguito a un esposto presentato da un cittadino. Falsamente, avrebbe attestato di aver appurato l’esistenza di un lavatoio e la parziale chiusura della chiostrina per la realizzazione di ripostigli, specificando che si trarrava di interventi oggetto di sanatoria. Il locale, invece, oggetto di condono edilizio, era stato ampliato e trasformato in un vano cucina, comunicante con un vano caldaia e un vano wc, non presente nella concessione edilizia in sanatoria. Inoltre, era stata costruita una tettoria in legno, con tegole canadesi, a copertura del lavatoio, del lastrico solare e di un corridoio di 1 1 metri quadrari circa. A lavori ultimati, messo in piedi un appartamento destinato a civile abitazione. E ancora: il 7 luglio 2011, il responsabile della sezione Tutela del territorio avrebbe omesso di denunciare all’autorità giudiziaria illeciti edilizi commessi da V.C., accertati in seguito alla ricezione di una denuncia inoltrata a mezzo fax. Emblematico poi, per l’accusa, l’esito di un controllo effettuato dall’allora commissario in un lido balneare della zona nord. Il 12 ottobre 2011 constatò la realizzazione di manufatti destinati ad attività di ristorazione, pur non essendo stato mai approvato il relativo progetto. Il 20 e il 21 gennaio del 2012, scrive il gip, ci furono contatti telefonici tra Bruzzano e il direttore dei lavori, seguiti da un appuntamento in un bar sul viale Europa. Dieci giorni dopo, fu elevato una contravvenzione alla legge urbanistica, ma iverbali nonvennero trasmessi in Procura fino al metà maggio. Nel frartempo (il 22 febbraio 2022), la magistratura, delegandola propria sezione di pg, avviò indagini per accertare l’esistenza di abusi edilizi nello stabilimento balneare. Il 14 maggio la sezione Tutela del territorio inviò la comunicazione del risultato dell’ispezione. “A dispetto di una notizia di reato acquisita il 21 novembre, la comunicazione all’autorità giudiziaria veniva inollrata con almeno quattro mesi di ritardo, perché non se ne poteva più fare a meno, in quanto attenzionata da altro organo di polizia giudiziaria”, si legge nell’ordinanza. Riccardo D’Andrea – Gds