MESSINA: Agguato di Spadafora, tre sospettati al Ris per l’esame del Dna. È un clamoroso colpo di scena nell’inchiesta sulla spedizione punitiva di febbraio a Spadafora, un agguato che si trasformò in tragedia per la morte del 36enne Domenico Santapola

19 ottobre 2012 Cronaca di Messina

Al Ris di Tremestieri gli uomini del colonnello Sergio Schiavone hanno prelevato il dna su tre uomini tra i 21 e i 47 anni che sono fortemente sospettati di aver preso parte all’agguato poi rivelatosi mortale. Il dna dei tre, che erano accompagnati dai loro difensori, gli avvocati Alessandro Billè e Giuseppe Donato, dovrà essere infatti confrontato e comparato sulle tracce genetiche rimaste su un berretto di lana che uno dei killer ha perso in quelle fasi concitate della sparatoria e sulle tracce ematiche repertate all’epoca dai carabinieri del Ris dopo il sopralluogo investigativo. La decisione di prelevare il dna a tre sospettati è stata assunta con un’ordinanza dal gip Maria Vermiglio, su richiesta del sostituto procuratore Stefano Ammendola, il magistrato che sta coordinando l’inchiesta sull’omicidio. Un’inchiesta che vede già coinvolti, e in carcere, il 32enne guardia giurata Rosario Verdura e il 30enne imprenditore Antonino Cardia, sottoposti a fermo dal pm Alessia Giorgianni anche in relazione al pericolo di fuga, qualche tempo dopo la spedizione punitiva mortale. Sono accusati di tentato omicidio.