IL DOCUMENTO – Dal Comitato Nazionale NO.PROROGA.RETTORI: 10 domande per gli organi di governo dell’Ateneo messinese

6 novembre 2012 Commenti e appelli

A Messina la Procura della Repubblica prova a squarciare il muro del silenzio stabilendo se gli organi accademici scaduti nel 2010 e 2011, apparentemente mai prorogati, abbiano legittimamente continuato a gestire l’ateneo insieme ad un Rettore la cui permanenza in carica tra fine ottobre 2011 ed il 2012, anche a fronte della ordinanza 03919/2012 del Consiglio di Stato e del comma 42-ter della legge di revisione della spesa, appare assai questionabile. Se nella vicenda della legittimità della permanenza in carica degli organi di governo dell’Ateneo vi dovessero essere delle responsabilità di carattere amministrativo, siamo certi che su ciò faranno chiarezza nei debiti gradi di giudizio i tribunali amministrativi competenti. Se dovessero sussistere profili di illegittimità sul piano penale, presto o tardi lo stabilirà la Magistratura. A prescindere dagli sviluppi in sede giudiziaria, esistono però delle questioni di ordine etico, delle quali sono chiamati a farsi carico coloro che hanno ricevuto il mandato di esprimersi in seno agli organi accademici in rappresentanza del corpo elettorale. Per questo motivo, messi davanti al fatto compiuto di scelte destinate a cambiare totalmente il volto dell’Ateneo, come quella di avviare un percorso di privatizzazione attraverso l’istituzione della Fondazione Università, non possiamo esimerci dal porre dieci semplici domande, alle quali l’amministrazione dell’Ateneo farebbe bene a non sottrarsi. La sentenza del T.A.R. di Catania n. 2586 del 29 ottobre 2011 che annullava le auto proroghe, immediatamente esecutiva, è stata notificata all’Ateneo il 31 ottobre 2011. Perché l’amministrazione dell’Ateneo non ne tenne conto, procedendo alla immediata convocazione elettorale per il rinnovo dei Direttori di Dipartimento scaduti il 31/10/2010? Perché piuttosto, con nota n. 55945 del 3 novembre 2011, il Rettore, senza fare menzione alcuna della sentenza del T.A.R. n. 2586, ma richiamandosi alla adozione del nuovo Statuto, lasciò intendere che “gli Organi Collegiali e gli Organi, ai sensi dell’art. 2, comma 9, della legge n.240/2010, decadranno all’atto della costituzione dei nuovi Organi” e che “solo in caso di collocamento in quiescenza e/o di dimissioni volontarie si procederà ad indire nuove elezioni”, pur essendo consapevole del fatto che legge 240/2010, entrata in vigore nel gennaio 2011, mai avrebbe potuto prorogare i Direttori di Dipartimento decaduti prima della propria emanazione? Perché i Direttori il cui mandato era scaduto il 31/10/2010, pur consapevoli di non potere usufruire di alcuna proroga continuarono a presiedere le adunanze dei rispettivi Consigli di Dipartimento, esponendo gli interessati al rischio che le delibere assunte nel corso delle riunioni potessero essere nulle? Perché solo in data 14 Aprile 2012, il Rettore con nota n. 1506. stabilì finalmente che era giunto il tempo di procedere al rinnovo dei Direttori di Dipartimento scaduti? A che titolo ed in rappresentanza di chi i Consiglieri di amministrazione eletti per il triennio finanziario 2008-2010 avrebbero continuato fino ad oggi a pronunciarsi in merito a questioni di interesse per l’Ateneo? Hanno per caso i consiglieri in questione deliberato anche in merito al trasferimento di risorse verso la Fondazione Università nella seduta del CdA del 22 Ottobre 2012? Perché i Presidi il cui mandato era scaduto il 31/11/2011, pur essendo assolutamente questionabile il loro diritto ad usufruire della proroga, continuarono a presiedere le adunanze dei rispettivi Consigli di Facoltà per tutta la durata dell’anno accademico 2011/2012 ed in rappresentanza di chi costoro hanno continuato a sedere sino ad oggi in Senato Accademico, esprimendosi su questioni di rilevanza per l’Ateneo, come la deliberazione dello Statuto e l’atto costitutivo della Fondazione Università, all’ordine del giorno dell’adunanza del 20/10/2012? La sentenza del T.A.R. di Catania n. 2586/2011 ha confermato che S.A. e C.d.A. hanno operato dal 2009 con la presenza di componenti scaduti (i rappresentanti degli studenti). Siffatta componente è stata rinnovata solo nel maggio 2011. Si deve evincere che è pratica diffusa da parte degli attuali organi di governo arrogarsi il diritto di operare a prescindere dal rispetto delle rappresentanze e del termine dei mandati? Non ritiene l’amministrazione dell’Ateneo, che le reiterate istanze di chiarimento a proposito della legittimità della permanenza in carica dei Direttori di Dipartimento e dei Presidi da parte di docenti dell’Ateneo, avrebbero meritato una replica? Nel periodo intercorso tra la data in cui la sentenza n. 2586/2011 fu notificata (03/11/2011) e la data in cui le cariche furono rinnovate (Aprile 2012), i Direttori dei Dipartimenti scaduti il 31/10/2010 hanno forse continuato a percepire la propria indennità di carica? Nel periodo intercorso tra la cessazione del proprio mandato (31/10/2011) e la conclusione dell’anno accademico 2011/2012, i Presidi hanno forse continuato a percepire la propria indennità di carica? Nel periodo intercorso tra la cessazione del proprio mandato (Dicembre 2010) e l’ultima riunione del CdA i Consiglieri di amministrazione scaduti hanno forse continuato a percepire il proprio gettone di presenza? Lo Statuto di Ateneo – dopo il comma 42-ter della legge di revisione di spesa e dopo l’ordinanza 03919/2012 del Consiglio di Stato occorre prenderne atto – è stato adottato nell’anno 2012. Posto che la proroga ex lege 240/2010 del mandato dei rettori è subordinata alla adozione dello Statuto, come spiega il Magnifico Rettore, il cui mandato è cessato il 31/10/2011, la propria permanenza in carica nell’anno accademico 2011/2012?

Il Comitato Nazionale NO.PROROGA.RETTORI