MESSINA, 'ORO GRIGIO'. STORIA DI UN PROCESSO: ECCO LE MOTIVAZIONI DELLA SENTENZA CON LA QUALE SONO STATI CONDANNATI L'EX PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE BONANNO E L'AVVOCATO FORTINO. LE INTERCETTAZIONI. QUARTA PARTE

bonanno

UMBERTO BONANNO – FOTO DI ENRICO DI GIACOMO

n.966 delle 10.06 del 13/12/2005 in cui Fortino parla con Arlotta delle scritture fra loro concluse e via via aggiornate e ribadisce la correttezza dei conteggi da lui fatti, tenuto conto anche degli appartamenti computati nei calcoli; anche in questa conversazione Fortino lamenta che i soci dell’Arlotta cercano espedienti per non pagare quanto interamente dovuto. L’oggetto del dialogo trova riscontro nella documentazione in atti (vedasi in particolare la scrittura firmata da Arlotta rinvenuta e sequestrata presso lo studio di Fortino con cui il primo si impegna a pagare € 1.680.000).

ARLOTTA Pronto?

AVVOCATO Signor Arlotta?

ARLOTTA Sì?

AVVOCATO E.., porti quella scrittura là, quella precedente che aveva lei.

ARLOTTA Certo , tutte e due, gliele porto..

AVVOCATO E tutte e due, ma se.., io l’ho rivista sono minchiate proprio grosse, io mi incazzo per queste cose, guardi faccio la.., l’ira di Dio. Eh, che poi che ragionamenti, questi sono dei farabutti. Ma quali cose? Li ho rivisti tutti.., è tutto a posto, che cosa dice lei? E questi altri?

ARLOTTA Eh, avvocato..

AVVOCATO Ma la matematica non è un’opinione, abbia la compiacenza! Era due e mezzo, quindi è diventato.., centocinquanta sono duecento, è diventato duecentocinquanta abbiamo tolto gli appartamenti, che dice lei? E che dicono questi stronzi?

ARLOTTA Avvocato..

AVVOCATO E non mi faccia incazzare, veramente.

ARLOTTA ..avvocato.., avvocato gli appartamenti.., quanto venunu l’appartamenti?

AVVOCATO Li abbiamo conteggiati insieme con lei, non lo so quelli che sono, li abbiamo visti, li rivediamo tutti assieme..

(le voci si sovrappongono)

AVVOCATO (alza la voce) In giornata deve essere conclusa, perché mi incazzo veramente, porca miseria, e che è? Stiamo facendo tutti i comodi di questi bastardi? Se loro.., se loro lo vogliono (…) devono assolvere a quelle che sono le obbligazioni assunte. Che è ‘sta storia? E’.., è così come dico io. Perché li ho rivisti uno per uno i conti.

ARLOTTA Avvocato..

AVVOCATO E noi lo sappiamo.

ARLOTTA Avvocato dicu e ora vidermu, picchì cà ‘i stamu rifacennu, non è chi ci damu ragioni a iddi.

AVVOCATO Ma che fanno? fanno scacione per non pagare, questa è la realtà, non è ques.., non è altro, per.., per.., per.., per ritardare. Comunque..

ARLOTTA Avvocato..

AVVOCATO ..venga qua, perché io ci ho tutto preciso e tutto a posto.

ARLOTTA ..ma lei quantu ci de.., quantu ci resta di pagari all’ultimu?

AVVOCATO Non lo.., come all’ultimo?

ARLOTTA Unu e quattrucentu o unu e seicento? Non è chi sbagghiammu a scriviri cà?

AVVOCATO No, ma quando mai! Uno sei e ottanta. Preciso è.

ARLOTTA Eh no, e allora mancunu ducentumila euro.

AVVOCATO E va bene, ora li vediamo, se c’è un errore di calcolo lo riguardiamo, lo rifacciamo assieme con lei, va bene?

ARLOTTA Sì, sì, ma io’ ci ‘u portu fattu, avvocato.

AVVOCATO Va bene, arrivederci.

ARLOTTA Si lei ‘u voli, dicu, per fax ci ‘u pozzu..

AVVOCATO Bisogna vedere se avete definito gli appartamenti, se li avete, perché c’erano..

ARLOTTA Noi li abbiamo definiti con lei, avvocato, precisi.

AVVOCATO Quelli.., quelli precedenti non li doveva calcolare lei, non è che li ha ricalcolati?

ARLOTTA No, no, n’ ‘e calcolai io’ chiddi. Io’ ci calcolai sessanta metri quadrati ‘i chiui.

AVVOCATO Come?

ARLOTTA Un sessanta metri quadrati in più.

AVVOCATO No, no, signor Arlotta, li abbiamo fatti assieme, io la.., la scrittura l’ho strappata, la rivediamo assieme, ma quello è non ci sono problemi..

ARLOTTA Avvocato..

AVVOCATO ..non ci sono assolutamente problemi.

ARLOTTA ..ma io’ cà ora, ci ‘a staiu puttannu io’.

AVVOCATO Va bene.

ARLOTTA Pi’ comu ‘a ficimu cu’ lei.

AVVOCATO L’abbiamo fatta assieme con lei, certo che l’abbiamo fatta..

ARLOTTA Eh..

AVVOCATO Ed è precisa, precisa come abbiamo fatto noi.

ARLOTTA (tossisce) avvocato, staiu arrivannu.

AVVOCATO Non c’è discussione, non c’è discussione, comunque l’aspetto qua.

ARLOTTA Va bene.

Nelle telefonate n. 1072- 1092-1111 (rit 669/65) Arlotta assicura a Fortino che gli darà quanto promesso e fissa a tal fine degli incontri. Anche in tali conversazioni Arlotta menziona i suoi soci e dice che sono costoro a non voler dare denaro in contante.

n. 1072 ore 09.25 del 14/12/2005

ARLOTTA Sì?

AVVOCATO Signor Arlotta.

ARLOTTA Sì.

AVVOCATO Buongiorno. Voglio sapere quando ci.., quando ci vediamo noi.

ARLOTTA Avvocato io.., io sto andando dà mi pigghiu l’assegnu e poi.., e’ fari l’operazione. Capito?

AVVOCATO E quindi non so, nel pomeriggio, allora, meglio.

ARLOTTA Forse.., dumani matinu avvocato.

AVVOCATO Va bene, domani mattina.

ARLOTTA A meno che.., a meno che non ci ‘u portu (…)

AVVOCATO No, no, veda un attimino.., anche da loro potrebbero anche dare contanti, no? Non è che per forza devono dare assegno..

ARLOTTA No, no, n’ ‘e dugnunu contanti chisti.

AVVOCATO No, niente?

ARLOTTA No, aieri sira già ‘a iammammu supra a ‘stu fattu.

AVVOCATO Va be, ci vediamo do.., allora domani mattina presto.

ARLOTTA Perché hannu ‘a passari tutti.., attraversu.., giusti.

AVVOCATO Va bene, d’accordo.

ARLOTTA Ci ‘e fari ‘a fattura, và.

AVVOCATO Va bene, d’accordo. Va bene, ha ragione.

n. 1092 ore 11.35 del 14/12/2005

ARLOTTA Pronto?

AVVOCATO Sì, signor ARLOTTA, lei ha chiamato?

ARLOTTA Eh, docu è veniri io’.

AVVOCATO Come?

ARLOTTA Ci dobbiamo vedere.

AVVOCATO Perché che c’è?

ARLOTTA C’è.., non c’è nenti.., n’hamu ‘a vidimi.

AVVOCATO Eh.

ARLOTTA C’è acchi cosa, no?

AVVOCATO eh, e quando.., e dove.., e dov’è lei?

ARLOTTA Io’ sugnu cà a.., a San Licandru, cà. ‘Nto viali, vicinu piazza Castronovu, già staiu arrivannu.

AVVOCATO eh, e allora guardi fra.., ci vediamo fra mezz’ora allo studio, mezz’ora, il tempo che io.., sono fuori, sto tornando.

ARLOTTA Avvocato, cortesemente perché io’ è curriri, và, è fari autri cosi.

AVVOCATO Eh, allora fra un quarto.., venti minuti, venti minuti allo studio, va bene?

ARLOTTA Più presto che sia possibile, mi faccia questa cortesia, avvocato.

AVVOCATO Va bene, d’accordo. Arrivederla.

n. 1111, ore 16.44 14/12/2005

ARLOTTA Pronto?

UOMO Sì, signor ARLOTTA ?

ARLOTTA Sì.

UOMO Se lei mi dice il suo numero di fax le faccio un pros.., le mando un prospettino così domani non abbiamo più problemi, va bene? Glielo posso mandare al fax?

ARLOTTA Hm.., no.

UOMO No, va bene.

ARLOTTA Domani ci vediamo.., avvocato.

AVVOCATO Eh, ma.., dico, siccome poi devono essere fatte delle cose, dei.., poi domani..

ARLOTTA Hm, e allora lei.., e allora lei ‘u sapi chi fa? Picchì io’ non m’’u ricoddu ‘u numeru di fax, ci fa.., ci chiama in ufficiu e si faci dari ‘u numeru d’ ‘u fax.

AVVOCATO Ah, chiamo all’ufficio da suo.., figlio?

ARLOTTA Sì.

AVVOCATO Va bene, d’accordo, arrivederci.

ARLOTTA Ok. Ma m’havi ‘a nesciri ‘na manu d’aiutu o mi strinciu?

AVVOCATO No, no, no, a.., metà e metà, ora vede, non si preoccupi. Arrivederci.

Ancora nella conversazione n. 1164 ore 8.52 del 15/12/2005 (rit 669/65 proveniente dall’utenza 346/2283299 intestata a FORTINO Giuseppe, in uscita verso l’utenza n. 349/6415874 in uso a GIEROTTO Tonino) Fortino comunica a Gierotto che Arlotta (che di quest’ultimo si parli si desume dalla telefonata intervenuta tra i due il giorno precedente, la n.1111 ) gli ha rappresentato che non riuscirà a dare integralmente quanto promesso, nei termini; Gierotto commenta che immaginava che avrebbe corrisposto metà del dovuto a Natale e metà a Capodanno. Anche in questa conversazione emerge che Arlotta ha assunto obblighi pure nei confronti di persone diverse dal Fortino come Gierotto che non ne ha titolo. La natura illecita

della pretesa di denaro si ricava anche da quanto detto dal Fortino in ordine all’impossibilità di parlare in termini troppo espliciti della questione con Arlotta al telefono.

UOMO Pronto?

UOMO 2 Dove sei?

UOMO Eh, ti avevo chiamato. Io sto uscendo ora.

UOMO 2 Minchia, ma perché fai così tardi? Volevo parlare, perché quello là ieri mi ha fatto capire che non arriva.., a fare tutto, tutto la..

UOMO Non arriva? Eh..

UOMO 2 No, no.

UOMO ..e io te l’ho detto, questo farà metà Natale e metà Capodanno, te lo dico io.

UOMO 2 No, ha detto che lo vuole.. (rivolgendosi a qualcuno che passa vicino a lui) Buongiorno. Lo vuole spostare al.., con la rata di.., di Gennaio.

UOMO Ma che è pazzo?

UOMO 2 Siamo.., siamo nei guai. Sì.., se.., perché quello là dice che (i notai) dice che gli hanno fatto contestazione pi’ ‘sti trentacinquemila euro, poi quasi quasi contesta cinquanta, guarda, mi sono rotto i coglioni con questo. Guarda, una volta per sempre o parliamo in italiano, oppure guarda.., perché ogni volta ci sono problemi.

UOMO Perciò ora a Natale niente?

UOMO 2 No, non mi sono spiegato. A natale..

UOMO Eh.

UOMO 2 Non so co.. Dove sei? Non è che posso parlare al telefono!

UOMO Tu dove sei? Io fra.., io fra poco ti raggiungo. Dove sei tu?

UOMO 2 Io sono.., sto uscendo di casa.

UOMO E va bene, io.., io sono.., io sono a casa che sto uscendo ora.

UOMO 2 Ma per arrivare da là a qua stai mezz’ora.

UOMO Eh, va bene, vengo allo studio. O.., o mi aspetti mezz’ora sotto casa o vengo allo studio.

UOMO 2 No, sì, mezz’ora sotto casa! Ciao, và.

UOMO Ciao.

n. 1478 ore 10.39 18/12/2005 (effettuata sull’utenza 346/2283299 intestata a FORTINO Giuseppe, in entrata proveniente dall’utenza 320/7242641, in uso a PONZIO Antonino). Ponzio chiede a Fortino se ha fatto qualcosa per lui; dall’espressa menzione della persona dell’ Arlotta (nella seconda parte della conversazione) si desume che Ponzio vuole notizie in ordine al momento in cui riceverà il denaro promessogli, per il contributo dato all’operazione.

……………………………….

NINO Hai potuto fare qualcosa per me? No, è vero, ancora?

PUCCI No, sì, sì, sì, ti posso dare.., devo aspettare.., sto aspettando una risposta, appena me la danno precisa perché ho appuntamento.

NINO Va bene, poi magari ci sentiamo..

PUCCI Perché.., è una cosa dopo feste, comunque, ah, perché non te la fanno ora.

NINO No.., va bè, per Gennaio.

PUCCI Dopo feste, certo.

NINO Gennaio, Febbraio, va bene, va bene.

PUCCI No, a Gennaio, dico, i primi di Gennaio, dico non subito ora in queste feste.

NINO Ma quando mai, ci mancherebbe altro. A parte che non potrei venire. Va bene, Pucci, senti, altre novità niente?

PUCCI No, niente, venti.., prima.., prima di Natale dovrei avere quel certificato là..

NINO Ecco, ora senti una cosa, è venuto l’ingegnere.., mi ha chiamato l’ingegnere CASCIO, dice: << E allora? >>. Ci dissi << E allora – ci dissi io’ – l’avvocato aspetta il suo cliente ancora non c’è. – ci dissi io’ – Oh, tutta ‘sta gran premura ora ti sta vinennu? >>.

PUCCI No, Lunedì.., Lune.., ah, per concludere già?

NINO No per concludere, per fare la scrittura, per fare..

PUCCI Ah, per la scrittura, sì, Lunedì la facciamo, Nino.

NINO Però.., però Pucci, lo debbo portare fin là a farglielo vedere però prima, se poi non ci piaci chi succede?

PUCCI Ah, sì, sì, e per.., e glielo dico a coso.., ad ARLOTTA..

NINO Io..

PUCCI Lui è a Torino, mi ha detto appena torna.

NINO ..io sono del parere, caro Pucci, chi dà è un’operazione stupenda, fare una palazzina uffici, e prendere..

PUCCI E va bè, ora vediamo, vediamo quello che dice lui.

NINO ..o alla pubblica amministrazione saria ‘na gran cosa. Comunque, vediamo.

PUCCI E va bene, Nino, ma mentre tu è più facile che hai già un.., un acquirente in quel senso, là così è più difficile. Va bè, comunque, ora vediamo. Va bò, d’accordo.

Nella conversazione n.317 del 21/12/2005 ore 15.35 (Rit 715) Fortino chiede ad Arlotta quando si recherà da lui e gli chiede i “90” che gli spettano e che non gli sono stati ancora dati.

ARLOTTA Sì?

AVVOCATO Signor Arlotta ?

ARLOTTA Eh, avvocato.

AVVOCATO E.., lei a che ora viene?

ARLOTTA E.., avvocato, mi pari chi non ci arrivu stasira.

AVVOCATO No?

ARLOTTA Nui autri chi avemu, cosi in sospeso?

AVVOCATO Come?

ARLOTTA Cosi in sospeso avemu nui autri?

AVVOCATO E oggi certo, oggi c’era quella scadenza, no?

ARLOTTA No, per quella.., quella lista che mi ha dato lei.

AVVOCATO Eh, era venti.., era ventitré, no?

ARLOTTA E non le ho fatto gli assegni?

AVVOCATO Ma che dice, signor Arlotta? Ma che dice? Non è.., ma che fa, scherza? Gli assegni erano.., era.., complessivamente era l’importo. Non la.., perché non si rilegge la cosa? Ho fatto una disamina precisa, era.., c’erano oggi da dare novanta.

ARLOTTA No, ma non erano novanta.., non erano novanta u.., non erano novanta da Gennaio?

AVVOCATO Ma quando mai! Ma se lei.., si rilegga.., si rilegga la scrittura.

ARLOTTA E stasera la leggo, avvocato.

AVVOCATO Ma che fa, scherza, signor Arlotta, ma perché non le legge le cose? O.., oggi cosa dobbiamo fare?

ARLOTTA No, oggi (…..) io mi pare.., vadda comu ni cumminammu!

AVVOCATO Ma domani a che ora?

ARLOTTA Avvocato, dico io ero convinto di aver fatto..

AVVOCATO No, no, ma che era convinto, ma mi scusi, perché non legge?

ARLOTTA Ah?

AVVOCATO Perché non legge? Erano in tutto duecentosessanta.

ARLOTTA Avvocato, cà sugnu ‘nto.., non mi pozzu moviri cà, sugnu ‘nto traficu. E giru arreti.

AVVOCATO Eh, e allora?

ARLOTTA Avvocato, stasera videmu ‘sta cosa com’è. Io’ ero convinto che era in quel modo, avvocato.

AVVOCATO No, assolutamente no. Era.., erano tutti conteggiati, fino al.., venti di Gennaio. Se lei se li ricorda.., se li riguarda.

ARLOTTA Fino al venti di Gennaio.

AVVOCATO Eh, e ma c’erano.., scaglionati, e.., che cosa ha dato lei? Tranquillo, è così come dico io. E si.., si rilegga l’appunto, era in tutto due e sessanta, si rilegga l’appunto e veda quello.., com’è, preciso.

ARLOTTA Va bene, avvocato.

AVVOCATO Quello che ha dato e quello che deve dare.

ARLOTTA Va bene.

AVVOCATO Domani dobbiamo fare questa cosa assolutamente. Ma gliel’avevo detto pure ieri, tre giorni fa, io non lo so, come fa a dire le cose di nuovo? Va bè, và, arrivederla.

Nelle successive telefonate intervenute nello stesso periodo Fortino fa pressioni su Arlotta per avere da costui quanto gli spetta. Il 23.12.05 Arlotta dice che ha racimolato qualcosa e si dà un appuntamento con Fortino per dargli il denaro reperito.

Conversazione n. 333 ore 18.37, del 21/12/2005 (effettuata sull’utenza n. 333/1020734, in uso ad ARLOTTA Giovanni, in entrata dall’utenza n. 346/2283299, in uso a FORTINO Giuseppe).

ARLOTTA Pronto?

AVVOCATO Signor Arlotta, che fa, ritarda lei?

ARLOTTA Avvocato, io ancora.., ritardo.., più.., dopo delle sette, ho.., io sto facendo tutti i mezzi possibili.

AVVOCATO Ci vediamo.., ci vediamo alle sette allora?

ARLOTTA Ci vediamo, avvocato, non è chi pozzu.., lei.., lei, dicu, io’ un attimu sugnu fora ora, lei mi sta chiamannu quattro voti davanti a (…) persone, non mi sembra giusto.., avvocato.

AVVOCATO Ma lo so, ma io.., sì, ma scusi, ma quando lei si prende un appuntamento e non può venire lei mi chiama e mi dice: << Ritardo>>, non è che si fa così, lei mi ha detto alle cinque, dopo le cinque, io devo fare un sacco di cose, debbo uscire, devo sapere pure quando.., quando debbo vedermi, no?

Conversazione n. 321 ore 16.36, del 21/12/2005 effettuata sull’utenza n. 333/1020734, in uso ad ARLOTTA Giovanni, in entrata dall’utenza n. 346/2283299, in uso a FORTINO Giuseppe.

ARLOTTA Pronto?

AVVOCATO Sì, signor Arlotta.

ARLOTTA Sì.

AVVOCATO Dov’è lei?

ARLOTTA E.., e.., avvocato, si pozzu arrivari versu ‘i setti pozzu arrivari.

AVVOCATO No “se”, de.., signor Arlotta, dobbiamo vederci un attimo perché qua sennò.., forse non ci capiamo, neanche i documenti lei riesce a leggere? Gliel’ho mandato per fax quel documento.

ARLOTTA Avvocato, comu mi sbrigu passu docu.

AVVOCATO Era così chiaro!

ARLOTTA Va bene.

AVVOCATO Eh, quindi, se lei passa un attimo parliamo due minuti perché vorrei capire una qualche cosa, io.

ARLOTTA Avvocato.

AVVOCATO Sì.

ARLOTTA Dico, non è chi mi pozzu ‘mazzari o mi pozzu mazzari, dicu, un minutu ‘i pazienza, comu finisci pigghia e passu ‘i docu.

AVVOCATO Va bene, arrivederla.

Conversazione n. 333 ore 18.37, del 21/12/2005 effettuata sull’utenza n. 333/1020734, in uso ad ARLOTTA Giovanni, in entrata dall’utenza n. 346/2283299, in uso a FORTINO Giuseppe.

ARLOTTA Pronto?

AVVOCATO Signor Arlotta, che fa, ritarda lei?

ARLOTTA Avvocato, io ancora.., ritardo.., più.., dopo delle sette, ho.., io sto facendo tutti i mezzi possibili.

AVVOCATO Ci vediamo.., ci vediamo alle sette allora?

ARLOTTA Ci vediamo, avvocato, non è chi pozzu.., lei.., lei, dicu, io’ un attimu sugnu fora ora, lei mi sta chiamannu quattro voti davanti a (…) persone, non mi sembra giusto.., avvocato.

AVVOCATO Ma lo so, ma io.., sì, ma scusi, ma quando lei si prende un appuntamento e non può venire lei mi chiama e mi dice: << Ritardo>>, non è che si fa così, lei mi ha detto alle cinque, dopo le cinque, io devo fare un sacco di cose, debbo uscire, devo sapere pure quando.., quando debbo vedermi, no?

Conversazione n. 1700 ore 08.48 22/12/2005 (effettuata dall’utenza 346/2283299 intestata a FORTINO Giuseppe, in uscita verso l’utenza 333/1020734, in uso a ARLOTTA Giovanni).

ARLOTTA Sì?

AVVOCATO Signor ARLOTTA, buongiorno.

ARLOTTA Sì, avvocato, aveva ragione lei, questione di tempo chi ci sistemo tutti cosi, avvocato.

AVVOCATO Hm, e a che ora ci vediamo?

ARLOTTA Ma io.., io.

AVVOCATO Lei.., io sa, l’unica cosa che le chiedo è che lei mi dia un orario, perché questo fatto che io non posso uscire perché non so quando lei viene.

ARLOTTA Avvocato.

AVVOCATO Eh.

ARLOTTA Dico, io non ho niente pronto. Io oggi videmu chiddu chi pozzu sistimari, tra oggi e dumani..

AVVOCATO Allora, guardi, facciamo una cosa, lei non venga neanche oggi perché io devo rimanere, ci ho un sacco di impegni, non mi posso muovere, quando lei viene non mi fanno chiamare..

ARLOTTA Avvocato, io.., io.

AVVOCATO Ci vediamo domani mattina presto.

ARLOTTA (…..) picchì ora, non è che dici.., non è facile organizzare. Se era (…)

AVVOCATO No, ma dico io, facciamo così, ci vediamo domani mattina presto.

ARLOTTA (…..) non li posso portare, vede.

AVVOCATO Come?

ARLOTTA Altri due fogliettini?

AVVOCATO Non ho capito, tutti?

ARLOTTA Altri due fogliettini.

AVVOCATO E non.., non.., non concludo niente, non concludo niente. Scusi, ma lei non può avvicinare un attimo oggi? Perché le volevo chiedere.., mi dica una cosa, scusi, lei al.., a Contesse ce l’ha un garage?

ARLOTTA Sì.

AVVOCATO Dove io posso mettere momentaneamente.., non so.., poi non so se è una soluzione definitiva, momentaneamente ho bisogno, mi arriva una macchina stasera, momentaneamente avrei bisogno.., siccome è una cosa.., è una macchina molto bella, che è di quella Morgan, eccetera..

ARLOTTA Lei vuole.., lei vuole un garage momentaneamente chiuso e vuole la chiave lei?

AVVOCATO Sì, chiuso, chiuso.

ARLOTTA No, questo non ce l’ho, chistu l’è fari. Picchì tutti chiddi singoli mi vinnia, ora l’è dividiri e l’è fari.

AVVOCATO Quindi non ne ha.., ne ha all’aperto?

ARLOTTA No all’aperto, ci sunnu i serrandi laterali, però è un magazzinu di centocinquanta metri.

AVVOCATO Ma dico io siccome è una macchina che non può essere urtata perché è molto bella eccetera io la posso

.ARLOTTA No

..AVVOCATO ..la po..

ARLOTTA ..urtare ‘n ‘a urta nessuno

.AVVOCATO Eh. E va bene, quindi eventualmente questa cosa.. Io direi una cosa, ci vediamo di.., domani mattina molto presto, così io porto ‘sta macchina e facciamo tutto, domani, così lei ha tutta la giornata oggi per fare quello che deve fare. Va bene?

ARLOTTA Io’.., dico, ho un (…) che tutto all’intero non ci ‘a fazzu oggi, ah. Ci ‘u dicu picchì.., s’hanno ‘a sistemari ‘i cosi.

AVVOCATO E va bè, veda lei, io che le posso dire? Veda lei.

ARLOTTA Va bene

AVVOCATO Veda lei dove può arrivare..

ARLOTTA A me già (…..)

AVVOCATO ..domani mattina..

ARLOTTA Mi creda, io già mi avia cullatu già chi.., chi.., chi era dà.., quindi mi avia già.., comu ci è diri..

AVVOCATO Va bene, domani mattina ci.., ci.., se preferisce venire stasera, così abbiamo le idee più chiare per domani, forse è meglio. Ci possiamo vedere verso le cinque stasera, che dice lei?

ARLOTTA Avvocato, dico.., oltri.., oltri a questo io’ stamatina haiu ‘n’autru.., ‘n’autru compromesso, ‘n’autra cosa, (…..) c’ ‘a banca Intesa, dico, insomma, unni (…..) stamatina?

AVVOCATO Va bene.

ARLOTTA Io’ si stasera ci pozzu arrivare ci arrivu.

AVVOCATO Va bene, sennò domani mattina presto però.

ARLOTTA Va bene.

AVVOCATO Va bene, arrivederci.

n. 368 ore 9.58, del 23/12/2005 (effettuata sull’utenza n. 333/1020734, in uso ad ARLOTTA Giovanni, in entrata dall’utenza n. 346/2283299, in uso a FORTINO Giuseppe)

ARLOTTA Pronto?

AVVOCATO Signor Arlotta.

ARLOTTA Sì, avvocato.

AVVOCATO Buongiorno, a che ora ci vediamo?

ARLOTTA Io sono in autostrada..

AVVOCATO Eh.

ARLOTTA ..con qualcosa per lei. Picchì stamatina, già, fici bordello cà e.., chiddu chi potti racimolare per oggi, Martedì poi si ni parra, avvocato.

AVVOCATO Va bè, che le posso dire? E.., dico, mi deve dire solo l’orario.

ARLOTTA Dicu, si lei m’aspetta vegniu ora direttamente.

AVVOCATO Va bene, d’accordo, arrivederci.

ARLOTTA Ok.

Conversazione n. 419 ore 15.38, del 23/12/2005 (effettuata sull’utenza n. 333/1020734, in uso ad ARLOTTA Giovanni, in entrata dall’utenza n. 346/2283299, in uso a FORTINO Giuseppe)

ARLOTTA Pronto?

AVVOCATO Signor Arlotta, mi sto partendo da qua io, va bene? Quindi per le..

ARLOTTA E.

AVVOCATO Ah?

ARLOTTA ..un quarto d’ora archit.., avvocato, va bene, perché io ho appuntamento alle quattro con un architetto.

AVVOCATO Eh, aspetti, che ore sono? E.., sono le tre.., quattro meno venti, con un taxi vengo, quindi dieci minuti, il tempo minimo, va bene?

ARLOTTA Va bene

AVVOCATO Faccio la.., la tangenziale, faccio al più presto. Esco al.., a Gazzi e poi arrivo lì, vero, dalla.., dove c’è la farmacia? Ci vediamo alla farmacia

ARLOTTA No, lei deve andare di fronte al mercato ortofruttifico.

AVVOCATO Va bene, ok, arrivederci.

Nella telefonata n.2313 ore 17.01 del 28/12/2005 (rit 669/65 sull’utenza 346/2283299 intestata a FORTINO Giusepppe, in entrata dall’utenza n. 349/6415874 in uso a GIEROTTO Antonino), Fortino e Gierotto parlano di Magazzù e dicono che costui non può fare lo scaltro e che gli appartamenti promessi loro non si toccano. Tale conversazione è di estremo interesse per più motivi: primariamente perché prova ancora una volta il coinvolgimento nell’affare non solo del Fortino, ma anche di coloro che con lui cooperano, come il Gierotto. Secondariamente perché dimostra che parti dell’accordo sono stati anche gli altri imprenditori (viene fatta espressa menzione di Magazzù) che si sono impegnati nei confronti del Fortino e dei suoi, promettendo oltre al denaro, il trasferimento di appartamenti.

UOMO 2 (ride) Minchia, ora questa gliela mando so io a chi. Ora glielo mando al mio preside, glielo mando. Minchia.

UOMO Mandaglielo a Nanni.

UOMO 2 No, a Nanni domani lo vedo.

UOMO Eh, va bene, tutto a posto?

UOMO 2 Tutto a posto, speriamo che.., che giorno tre faccia il suo..

UOMO Eh, va bene..

UOMO 2 ..il suo capolino.

UOMO Sì, ma ho visto quello là.., ho visto.., abbiamo visto poi delle cose, ho parlato poi con suo figlio.

UOMO 2 Eh.

UOMO Gli ho detto: << Senta, gli dica al Magazu’ di fare lo scaltro con altri, con me non li fa. Io ci ho dei preliminari, ci ho quelli e non li muovo e vo.., e voglio vedere se lui si assume la responsabilità di vendere gli altri così si assume le responsabilità civili e penali, perché vende due volte uno stesso immobile. >>

UOMO 2 Certo. Ah, gliel’hai detto?

UOMO Sì, così. << Ah, ma io non so niente.>>, << Non si preoccupi, lei gli dia il messaggio che quelli.., i preliminari che noi abbiamo sono quelli che non si muovono. >>. Punto e basta. Io su questo rimango fermo. Cambiano loro, hanno sbagliato e cambiano loro. O perdono la.., la cosa, che cacchio vogliono?

UOMO 2 Mih, ma sono stronzi, sono però.

UOMO Ma veramente! Ma.., primo piano, primo piano, mah.., ha scelto lui, ma è cretino! Glielo faccio saltare pure ad ARLOTTA io. Ci dico: << Ma lei che fa? Vuole guerra o vuole pace? >>.

UOMO 2 Eh. Va bè, prima parliamone..

UOMO (…)

UOMO 2 ..prima parliamone con ARLOTTA con calma.

UOMO E va bè, sai, io sono blocca.., sono fermo nelle mie cose, poi non ho capito perché quello là dell’altro deve essere tranquillo e io e tu dobbiamo fare i fissa. Ma dico, ma che è cretino questo?

UOMO 2 Mah, speriamo! Ora, giorno tre, quando lui viene, e.., tu.., tu mi chiami e gli parliamo in italiano. Va bene?

Di analoga importanza è anche la telefonata n. 644 del 2.01.06 ore 17.43 (Rit 715) durante la quale Fortino si lamenta con Arlotta perché sono stati assegnati a lui ed a Gierotto appartamenti siti al I piano mentre sono stati venduti a terzi quelli promessi loro siti al sesto; pronunzia poi frasi ingiuriose nei confronti del Magazzù definendolo un gran bastardo perché quando ha proceduto alla cessione sapeva che quegli appartamenti spettavano a lui ed a Gierotto. Vi è prova in atti di quanto detto dagli imputati nel corso della conversazione intrattenuta: sono stati sequestrati infatti due preliminari conclusi uno con il Fortino ed uno con il Gierotto.

ARLOTTA Pronto?

AVVOCATO Buon anno.

ARLOTTA Ehi, avvocato, buon anno, altrettanto, grazie.

AVVOCATO Tutto a posto?

ARLOTTA Eh.

AVVOCATO Domani ci vediamo?

ARLOTTA Sì.

AVVOCATO Va bene.

ARLOTTA Avvocato, lei ci telefonau a me’ figghiu pi’ du’ fattu dà..

AVVOCATO Perché, signor Arlotta..

ARLOTTA ..l’amu ‘a sistemare dà cosa.

AVVOCATO ..perchè succede un casino, succede un casino, perché io..

ARLOTTA Eh, ma, avvocato, lei mi dice che resta comu è ‘a scrittura, scusa, io’ qua..

AVVOCATO Ma..

ARLOTTA ..io obiezioni ‘nta prima scrittura non ci ni fici.

AVVOCATO Ma, ho capito, ma..ARLOTTA Si avemu l’appartamenti vinnuti chi facemu? L’amu ‘a sistemare di’ cosi. Eh.

AVVOCATO Eh, ma no.., ma lei me li ha dati tutti al primo piano, in una palazzina tutti al primo piano, ma che facciamo, scherziamo?

ARLOTTA Comu?

AVVOCATO Tutti al primo piano, tutti al primo piano sono.

ARLOTTA Tutti al primo piano sono?

AVVOCATO Tutti al primo piano, ma che facciamo, scherziamo? A MAGAZU’ ci dice di fare un altro mestiere, di non rompere i coglioni alle persone. Perché questo qua è un gran bastardo questo signor MAGAZU’ eh. Ce l’ha

ARLOTTA Non c’erunu chiddi ‘o sestu piano?

AVVOCATO Ma quando .., uno, uno solo e poi tutti al primo piano. Va bene, ne parliamo poi di persona. E’ inutile che facciamo le cose.., quando domani viene..

ARLOTTA No, no, chi voli diri, i cosi di dà.., chiddu di.., chiddu dà ‘u soi, unu di lei e unu di GIEROTTO ‘o sestu piano, sunnu ‘ntall’autra palazzina.

AVVOCATO No, de.., e.., ma gli altri erano diversi perché erano uno al quinto piano, uno al coso.., comunque, ne parliamo, li vediamo insieme i primi e i secondi e lei vede la differenza.

ARLOTTA Sì, ancora l’amu ‘a sistemare non è chi io’ ci pozzu diri (…) giustamente chiddu dà havi l’appartamentu vinnutu e chisti cani mi.., mi.., mi.., mi scippunu l’occhi.

AVVOCATO Si ma questo l’ha fatto.., l’ha fatto apposta, perché questo qua è un bastardo, perché scusi, quando lei..

ARLOTTA No, no’ fici apposta..

AVVOCATO ..quando lei si è preso

ARLOTTA ..avvocato no’ fici apposta.

AVVOCATO ..quando lei si è preso l’impegno, praticamente lo sapeva che non erano.., che erano impegnati per noi.

ARLOTTA No, io’ infatti du’ ionnu io’ mi pigghiai l’impegno cu’ lei è giusto e cusì si c’è acchidunu vinnutu s’havi ‘a canciari.

AVVOCATO Va bè, comunque ne..

ARLOTTA Va bene.

AVVOCATO ..ne parliamo domani, quando.., lei quando viene domani?

ARLOTTA E domani versu ‘i deci docu sugnu.

AVVOCATO Va bè, d’accordo, arrivederci.

anche nella 972 ore 12.41, del 11/01/2006 Fortino e Arlotta si danno un appuntamento, ma quest’ultimo dice al primo che la persona che glieli

doveva portare (i soldi) non l’ha ancora fatto (e che conseguentemente non può a sua volta consegnare quanto chiestogli).

ARLOTTA Sì?

AVVOCATO Sì, signor Arlotta, buongiorno.

ARLOTTA Sì, avvocato.

AVVOCATO Eh, quando ci vediamo noi?

ARLOTTA Eh.., e.., avvocato, ‘n’avissimu avvidiri pomeriggio, io ancora.., chiddi dani non mi telefonaru, e chiddu dani chi mi l’havia ‘a puttari non mi l’ha purtatu.

AVVOCATO Ci vediamo verso.., ci vediamo verso.., perché io volevo parlare con lei di diverse cose. Ci vediamo verso le quattro e mezza, cinque?

ARLOTTA Eh. Va bene.

AVVOCATO Va bene?

ARLOTTA Eh.

AVVOCATO Va bene.

ARLOTTA Dicu picchì.., s’hannu ‘a ricogghiri, và.

AVVOCATO Va bene, alle quattro e mezza..

ARLOTTA Sto aspettando la telefonata.

AVVOCATO Ci vediamo alle quattro e mezza, d’accordo. ARLOTTA Va bene.

n. 1039 Intercettazione ambientale n. 1039 del 4/01/2006, ore 13.31 (Rit 651/05), all’interno dell’autovettura Lancia Lybra, targata CC354GL, in uso a BONANNO Umberto. Il contenuto della conversazione smentisce integralmente quanto detto da Bonanno a sua difesa nel corso dell’esame reso. Nel momento in cui infatti costui promette a Fortino che eserciterà pressioni su Manlio Minutoli, raccomandando all’amico di fare altrettanto con “quello di Barcellona” (con l’imprenditore Arlotta), mostra che è pienamente coinvolto nell’operazione illecita, dalla quale trae vantaggi economici e non mero destinatario di prestiti da parte del Fortino. Spetta al Bonanno, che si è già “occupato” della problematica dell’edificabilità del terreno Caruso, sfruttare i rapporti istaurati nel tempo con Minutoli per ottenere un rapido rilascio della concessione edilizia (illecita) . Bonanno comunica peraltro al suo interlocutore che chiederà a Nanni Ricevuto di fare una telefonata a Manlio il quale ultimo avendo debiti di riconoscenza per ragioni politiche nei confronti dell’onorevole non potrà che accontentarlo. A Fortino tocca, invece, relazionarsi in modo veemente con Arlotta per conseguire il denaro promessogli. È significativo che nel corso della presente conversazione Umberto si vanti con l’amico degli interventi fatti nel tempo sul piano regolatore, evidentemente a suo vantaggio; illuminanti sono le seguenti frasi: “questo ricorso è troppo buono………….. devo dire che non me lo aspettavo, io l’avevo considerato archiviato……………. vedi che comunque nel piano regolatore ne ho fatte cose, ah.Sì, ma non parlare neanche a te stesso…abbiamo queste due cose che sono.., entro Marzo le dovremmo fare tutte e due”. Dal riferimento fatto pure ad un altro progetto presentato da Ponzio si capisce che Bonanno spera di trarne benefici insieme al Fortino.

UMBERTOLe rispondo “Sei.., grande”. Vero, perché oggi è l’ultimo giorno che sono presidente del consiglio.

PUCCI Vedi Manlio è di sinistra totale, ah?

UMBERTO Manlio? Noo

PUCCI (…..)

UMBERTONo, non è di sinistra.

PUCCI No?

UMBERTOManlio ha ripreso quota perché dovevano fare fuori a CAMINITI e a Ciccio RANDO, che erano due uomini vicini a Gianfranco SCOGLIO AN.

PUCCI Hm. Domani è festivo? No, dopodomani.

UMBERTOMi ha scritto mio padre pure un messaggio.

PUCCI Sì?

UMBERTO“Sei nato per rompergli il culo a tutti. E lo farai ancora. Papà.”

PUCCI Tuo padre è tutto.. (ride) Io preferisco quello di tua madre.

UMBERTOE io gli scrivo “Sono.., così perché ti assomiglio”. Ah?

PUCCI (ride)

UMBERTOUn bel complimento?

PUCCI Certo. Minchia, questo (…..)

UMBERTOAh?

PUCCI (…..) non mi piace.

UMBERTOIo Lunedì ci fazzu ‘na telefonata a (…), “Manlio, come stai? Ti ringrazia Umberto.., ti raccomando (…..)”

PUCCI Lui è legato molto?

UMBERTOSì. Nanni, quando fece l’assessore all’urbanistica, si pigliò questo certo.., questo certo Manlio MINUTOLI, illustre sconosciuto, un ragazzino di ventiquattr’anni e gli disse: << (…..)>>. Manlio, se Nanni lo chiama alle tre di notte.., dovunque lo chiama e (…..) è pronto.

PUCCI Se non ti dispiace lasciami sotto al portone.

UMBERTO Ti lascio anche alle “Due sorelle”.

PUCCI No, non c’è bisogno. Non ti dico che ti invito perché ci ho i miei figli.

UMBERTO No, gioia, no e poi io ora devo andare a un funerale alle tre. E ora voglio vedere un attimino di risolvere ‘sto problema di ‘sti documenti.

PUCCI Senti, Umberto, la (…..)

UMBERTOHm. Mio fratello.

PUCCI Minchia!

UMBERTO“Mi associo al messaggio di papà e mamma”.

PUCCI Pensavo di (…..) delle.., delle cose.., degli emendamenti che dovrebbero essere pronti (…..)

UMBERTOHm.

PUCCI C’è ora.., Nino PONZIO, che dovrebbe mettere, per fare varare bene quel progetto là che abbiamo fatto..

UMBERTOHm.

PUCCI ..che anche nelle zone A c’è la cosiddetta deroga del piano in più. Al di là della cubatura (…..).

UMBERTOE questo lo può fare disporre d’ufficio.

PUCCI D’ufficio sì.

UMBERTOIo lo posso dire all’assessore.

PUCCI Sì. Dice che hanno inaugurato (…..) dovrebbe essere alquanto.., scontato.

UMBERTONo, assolutamente, anzi è una cosa..

PUCCI Perché dice che è costruibile nelle zone B sì e nelle zone A no. Anzi, a maggior ragione nelle zone A. Va bene, posteggia, tranquillamente, poi io me ne vado, sono due passi.

UMBERTOIo ti lascio là davanti, e torno se è il caso.

PUCCI Ma perché.., puoi stare qua?

UMBERTOAnche qua?

PUCCI Anche qua, sì.

UMBERTOSenti, a Manlio gli sto di sopra io. Tu stagli di sopra a quello di Barcellona, picchì i ionna passunu.

PUCCI Ah, sì.

UMBERTOE poi?

PUCCI E poi noi abbiamo..

UMBERTOE poi ‘sta cosa quando arriva, arriva.

PUCCI ..abbiamo queste due cose che sono.., entro Marzo le dovremmo fare tutte e due.

UMBERTOMinchia, questo ricorso è troppo buono.

PUCCI Hm, hm, devo dire che non me lo aspettavo, io l’avevo considerato archiviato.

UMBERTO(…..) Minchia, vedi che comunque nel piano regolatore ne ho fatte cose, ah.

PUCCI Sì, ma non parlare neanche a te stesso.

UMBERTONo, figurati! Ma tutto nella legittimità ho fatto.

PUCCI Certo.

UMBERTOSenti, invece io, Martedì o Mercoledì salgo a Roma. Così vedo di chiudere ‘sta cosa di Alida.

PUCCI Sì. Senti.., sai che ti volevo dire?

UMBERTOHm?

PUCCI Non ti.., non ti scordare di Ciucci.

UMBERTOStai tranquillo, l’ho sentito.., pure giorno uno mi ha chiamato.

PUCCI Perché non vorrei che poi questo qua.., una volta che tu non sei presidente..

UMBERTONo, no, no.

PUCCI ..nell’amicizia (…..) non è che sono tutti uguali..

UMBERTOGuarda che lo mantiene il rapporto, è una persona.. Va bò, Pucci

PUCCI Ciao, Umberto, ci sentiamo. Nanni lo posso chiamare oppure.., è meglio di no.

UMBERTOPenso che ha il telefono staccato. Però tu prova.

PUCCI Ok.

UMBERTOSì, prova. Va bonu?

PUCCI Ciao, gioia.

UMBERTO Un abbraccio, ciao, grazie. Ci sentiamo oggi.

n. 976 dell’11.01.06 ore 12.48 (Rit 715) Gierotto chiama Arlotta e gli chiede se possono vedersi; quest’ultimo gli risponde che deve prima incassare dei “piccioli”, evidentemente perché solo così potrà soddisfare le richieste del suo interlocutore che però, come detto, non ha alcun titolo legittimo per incassare denaro dall’imprenditore.

ARLOTTA Sì?

GIEROTTO Buongiorno, glieli posso fare gli auguri signor Arlotta?

ARLOTTA Sì, come no.

GIEROTTO Glieli posso fare gli auguri?

ARLOTTA Però voglio sapere da chi me li fa, perché io non ho il video telefono ancora.

GIEROTTO (ride) ‘U prufissuri Gierotto sugnu, ci telefonai sulu mi ci fazzu l’auguri.

ARLOTTA Ah, professore.

GIEROTTO Auguri.

ARLOTTA Minchia, lei.., lei parrau in italiano e mi strammo’!

GIEROTTO Allura parramu in dialetto, io’ ci vogghiu fari l’auguri e n’hamu ‘a fari ‘na manciata ‘i piscistoccu.

ARLOTTA Eh, e ni l’hamu ‘a fari, prufissuri, ni l’hamu ‘a fari.

GIEROTTO Eh, senta le volevo.., poi le ho telefonato, oltre che per questo, per fare.., per dire un’altra cosa, lei che fa oggi, passa o non passa?

ARLOTTA Eh.., prufissuri Gierotto, io dovrei oggi a.., alle quattro e mezza.., penso di passare, perché.., è eviri ‘na situazione pi’.., pi’ ‘ncassari piccioli.

GIEROTTO Va bene. Allora..

ARLOTTA Va bene? Penso di passare. Al novantanove per cento passo.

GIEROTTO Verso le sei passa? O quattro e mezzo? Quando, alle cinque, alle sei?

ARLOTTA No, alle quattro e mezza haiu l’appuntamentu cu’ chiddu, a.., avissi ‘a essiri breve ‘a cosa.

GIEROTTO Verso le sei allora.

ARLOTTA Eh.

GIEROTTO Va bene, verso le sei.

ARLOTTA Va bene.

GIEROTTO In ogni caso se lei.., c’è qualche cosa che non va, lei faccia un colpo di.., di.., di telefono.

ARLOTTA Benissimo.

GIEROTTO “Tardo un’ora, tardo due ore”..

ARLOTTA Va bene.

GIEROTTO Va bene?

ARLOTTA Va bene.

GIEROTTO Tanti auguri ancora. Arrivederci.

ARLOTTA Arrivederci, arrivederci.

GIEROTTO Arrivederci.

Eloquente come la precedente è la conversazione n. 3030 ore 9.58 del 9/1/2006 – rit 669/65 durante la quale Fortino raccomanda nuovamente ad Umberto di far fare a Nanni la telefonata di sollecito al Minutoli, gli ricorda che i tempi stringono e si raccomanda a lui per tutto. Il ruolo di primo ordine ricoperto da Bonanno nella presente vicenda è tutto racchiuso nell’espressione usata dal Fortino “ti affido tutto a te” mentre l’apporto dato da Bonanno e da Fortino ognuno secondo il ruolo ricoperto al raggiungimento del risultato finale: il rilascio della concessione ed l’incasso del corrispettivo da parte dell’Arlotta si ricava fra l’altro dalle seguente frase :“perché i tempi oramai bruciano, non ci abbiamo più il tempo, hai capito?……E noi li andiamo a stringere tutti”

PUCCI Hm. Tu mi avevi detto che oggi facevi fare quella telefonata e facevi passare..

UMBERTODomani siamo rimasti.

PUCCI No, tu mi avevi detto che facevi passare o telefonare Nanni.

UMBERTOSì, gliel’ho detto se lo sente, sì.

PUCCI Hm.

UMBERTONanni è partito per Roma, lo sento in giornata e gli dico di fargli una telefonata, sì, gliel’ho detto l’altro giorno.

PUCCI Glielo devi ricordare perché Nanni non è che abbia memoria precisa, ah.

UMBERTONo, stai tranquillo. Ce l’ho io la memoria.

PUCCI No, perché sai io ho la preoccupazione che.., oramai ci abbiamo, oggi ne ha nove ci ho die.., meno di ventinove giorni, ventotto giorni.

UMBERTOMa siamo rimasti d’accordo con Manlio che io domani lo chiamo e andiamo, ti ricordi?

PUCCI Tu non ci vai a Roma?

UMBERTONo, credo di no, perché devo sbrigarmi delle cose qua del Policlinico.

PUCCI Ho capito, ho capito. Va bene, Umberto, niente, e allora vedi tu, io ti.., ti affido tutto a te, vedi come puoi..

UMBERTOStai tranquillo.

PUCCI ..risolvere ‘sto discorso, perché i tempi oramai bruciano, non ci abbiamo più il tempo, hai capito?

UMBERTO E noi li andiamo a stringere tutti.

Conversazione n. 4130 ore 14.22 del 24.01/2006 (rit 669/65) Ponzio chiede a Fortino se ha notizie per lui e riceve da costui come risposta che è in attesa; poi rassicura l’amico dicendogli che quella persona si “prenderà la concessione”. È evidente che Ponzio dà il suo contributo per il buon esito dell’operazione, che segue passo passo, come emerge anche da altre conversazioni, sfruttando i rapporti di colleganza con funzionari

dell’ufficio urbanistico per ottenere in maniera sollecita l’atto finale (non dovuto).

NINO Pronto?

PUCCI Nino?

NINO Ehi, Pucci, ciao, gioia.

PUCCI Mi avevi chiamato?

NINO Sì, ti avevo chiamato ma.., ‘u bellu che ti chiamavo al telefono e ti guardavo in faccia pure, perché tu eri in via Garibaldi e stavi per entrare a casa, io ero con la macchina.

PUCCI Ah, ho capito. Sì, dimmi gioia.

NINO Ti volevo dire fermati.., no, niente, tu hai novità? No, è vero?

PUCCI No, nessuna, no. In serata forse viene quella persona lì. Ma.., per le sei, aspetto sue notizie. Niente, poi per il resto non ho nessuna notizia.

NINO Lui mi ha telefonato stamattina perché voleva che mandassi il progetto avanti. Gliel’ho già mandato avanti, è pronto per.., iddu s’havi ‘a pigghiari ‘a concessione, e basta, Pucci.

PUCCI Eh, ho capito. Niente, stasera se viene glielo dico.

NINO Ah, va bene

PUCCI Senti, hai qualche altra novità di quella cosa?

NINO No, niente, completamente, io a quella non l’ho vista completamente. Si chiude.., quella è una stronza, perché si chiude nella stanza e non ci dà confidenza a nuddu, capisci?

PUCCI Hm?

NINO E’ femmina, è un architetto, sì.

PUCCI Hm, ho capito.

NINO Niente, è venuto PORCINO oggi in ufficio.

PUCCI Eh, sì Fabio.

NINO Eh. E mi diceva, praticamente, che.., che coso.., che il.., è disposto, ARCOVITO, al quale ha fatto il progetto si vende l’operazione. Ma l’ho valu..

PUCCI Quale?

NINO ..l’ho valutata, è valida. Qua sulla Panoramica. E’ valida, Pucci, molto valida è.

PUCCI Sì?

NINO Ci dissi: << Portami i dati che la vendiamo subito, perché già ho le.., le persone che la comprano.>>.

PUCCI Eh ho capito.

NINO Hai capito? Tutto qua.

PUCCI Va bene, perfetto. Che facciamo, noi ci vediamo stasera dopo?

NINO Eh, stasera ci vediamo quando? Alle sette e mezzo?

PUCCI Eh, sì.., io ci ho una riunione col.., alle sei da FRISONE.

NINO Eh.

PUCCI E quindi penso per le sette e mezzo dovrei essere libero.

NINO Va bene, Pucci, ti faccio un colpo di telefono io.

PUCCI Ti chiamo, sì.

NINO D’accordo

La conversazione n. 4157 del 25.01.05 ore 11.00 699/05 prova che gli imputati con fare arrogante esercitano pressioni per ottenere il rilascio della concessione; eloquente a tal proposito è l’espressione utilizzata dal Bonanno “sto andando da Manlio, gli alzo mani oggi io”. È dello stesso tenore ed interviene fra i medesimi interlocutori la conversazione n.4225.

UOMO Tu mi leggi nel pensiero!

PUCCI Meno male. Oggi.. UOMO Ti giuro che mi leggi nel pensiero.

PUCCI Oggi ti sento allegro. Ieri.

UOMO Sto andando da Manlio

PUCCI Eh. Va bene.

UOMO Sto andando. Pucci.

PUCCI Dimmi.

UOMO Gli alzo mani oggi io. Giuro. (ride)

PUOMO A questo arrivo, te lo giuro, perché, minchia, è un testa di cazzo quando ha certe fissazioni, ah.

PUCCI Sì, sì, no, non ha scuse, non ha più scuse.

UOMO Non ha.., sì, ma non ha palle, capisci?

PUCCI Sì, sì.

UOMO Perché, cazzo, che ci vuole? Visto, visto, visto, visto, visto, si approva. Punto.

PUCCI Ma non c’è dubbio.

UOMO Ed è al sicuro

PUCCI Certo non c’è dubbio.

UOMO Eh.

PUCCI Ma con tutte quelle delibere, convenzioni che ci sono?

UOMO Fa, dice, pensa.., si ‘ncuttucciunia.

PUCCI Va bè, che faccio? Aspetto la tua chiamata, allora.

UOMO Senti, ma tu novità non me ne dai?

PUCCI Sì, te le do in serata, tranquillo, tranquillo.

UOMO Come?

PUCCI Te li do in serata, ci vediamo, tranquillo.

UOMO Un abbraccio.

PUCCI Ciao.

Conversazione n. 4225 ore 18.58 del 25/1/2006 effettuata dall’utenza n. 346/2283299 intestata a FORTINO Giuseppe, in uscita sull’utenza n. 335/1234816, intestata al Municipio di Messina ed in uso a BONANNO Umberto.

UMBERTO Pronto?

PUCCI Umberto.

UMBERTO Pucci, gioia, è passato Tonino, io sono sceso un attimo.

PUCCI Eh.

UMBERTO E mi sono visto con lui.

PUCCI Va bene, sì questo lo sapevo.

UMBERTOEh.

PUCCI Perché io ero qua presente

UMBERTO Sì.

…………………………..

PUCCI Va bene, quindi domani.., Umberto, però domani mattina ‘sta cosa va risolta. Assolutamente.

UMBERTOLo so, domani si deve chiudere in un modo o nell’altro.

PUCCI Non ci arrivo più materialmente. Sennò me ne devo andare a.., a trovare delle soluzioni differenti.

UMBERTOIn un modo o nell’altro la chiudiamo.

PUCCI Va bene.

UMBERTOVa bene?

PUCCI Ma dico prendilo per il colletto a quello perché abbiamo cinquecento milioni di ragioni.

UMBERTOMa lo so bene, figurati, non lo dire a me perché..

PUCCI Va bene, d’accordo.

UMBERTO..ci credo fermamente.

Il 25.01.06 alle ore 13.17 (conversazione n. 1735 rit 715) Magazzù Santi parla con “il suo principale” delle problematiche sorte in ordine agli appartamenti da dare a Fortino (piano e palazzina) ed a Ponzio e rappresenta che ogni decisione deve essere comunicata a suo fratello ed a Smidile con i quali non vuole sorgano problemi. Tale telefonata prova in maniera inequivocabile che tutti gli imprenditori (anche Smidile e il fratello di Magazzù) sono parti dell’accordo assunto con Fortino.

MAGAZZU’ Oh, principale.

ARLOTTA Ehi, Magazzu’.

MAGAZZU’ Chi c’è?

ARLOTTA Hamu ‘a chiudiri ‘sti cosi cà, cu’ Fortino. Ora iddu havia (…..) havia du’ appartamentu ‘nto stissu piano, dicu ci.., magari ‘nto piano ‘i sutta (…..)

MAGAZZU’ Ma aunni?

ARLOTTA Quali ci desimu tannu? Picchì io non è.., dicu và, ci ‘u desimu..

MAGAZZU’ Aspetta ‘na cosa, Arlotta, picchì io’ sugnu ‘nta strada, nui ni putemu vidiri ‘i pomeriggio, o dumani matina così parramu cu’ ‘i carti?

ARLOTTA E parramu cu’ ‘i.., ni viedmu dumani matina, parramu e.., e ‘stu cosu io’ no’ chiudu mai.

MAGAZZU’ E.., io.., non mi ricoddu chiù un cazzu di ‘sti cosi cà, e avemu ‘a parrari un pocu cu’ iddi, no?

ARLOTTA Dicu.., dicu.., cu’ cu’ hamu ‘a parrari?

MAGAZZU’ Dico, allora loro hanno stabilito di fare questo tipo di.., di scalettatura di appartamenti, mi segue?

ARLOTTA Sì, ma io’ dicu..

MAGAZZU’ Ora iddu chi cosa voli..

ARLOTTA ..’u numeru dill’appartamenti non cancia.

MAGAZZU’ No, no.., non cancia l’appartamentu, c’era una motivazione per fare questo discorso, una motivazione..

ARLOTTA Sì, ma dicu.., ora io’ dicu se io gli scendo un piano e ci dugnu a tutti i dui, unu avanti e unu arreti..

MAGAZZU’ Arlotta, scusatemi ‘na cosa, picchì non mi facemu appoi autru buddellu, cu’.., cu’.., cu’ chisti. Dico, oggi pomeriggio o dumani ammatina, cu’ prestu all’ottu ni putemu vidiri e così ‘i videmu ‘sti cosi?

ARLOTTA Non ni putemu vidiri no’ oggi pomeriggio, e no dumani matinu, picchì io’ sugnu ‘ncatenatu.

MAGAZZU’ Eh, ma.., ma.., mi ha diri.., picchì io’ non sacciu mancu..

ARLOTTA Ma io’..

MAGAZZU’ ..a quale piano..

ARLOTTA ..ma io’ vogghiu diri..

MAGAZZU’ ..’nta quali palazzina..

ARLOTTA ..io’ vogghiu diri.., ‘a palazzina chidda ‘i supra è, l’ultima.., ‘a penultima.

MAGAZZU’ Nella penultima?

ARLOTTA Eh. Idda.., iddu (…) l’appartamento.

MAGAZZU’ Nell’H?

ARLOTTA Eh.

MAGAZZU’ Eh, e chi vonnu fari, vonnu scinniri l’appartamenti?

ARLOTTA No, no, iddi non vonnu fari nenti, iddi vonnu.., anziché mi ci damu unu cà e unu dà l’appartamenti, ‘i vonnu vicini. Chi cumminazione dici io’.., (…..) e mi ni fazzu unu ranni.

MAGAZZU’ E allura ci mittemu tutti i dui ‘nta palazzina, o ‘ntall’H, o.., ‘nta G. ‘Ntall’ultimi dui palazzini.

ARLOTTA Ti staiu dicennu si io’ ci ‘u mettu ‘ntall’H e magari ci ‘u scinnu di un piano?

MAGAZZU’ Eh, e va bene, io pen.., io penso che..

ARLOTTA Non è chi è ‘a fine d’ ‘u munnu, mi capiu?

MAGAZZU’ Aspetta, ascolta Arlotta, noi abbiamo degli appartamenti nella palazzina H e.., ‘ntall’ultima e ‘nta penultima, giusto? Ora vui diciti i scinnemu ‘nta.., ‘nto un piano? Nella palazzina H?

ARLOTTA Eh. Eh.

MAGAZZU’ E dicu.., che saria quindi nella penultima?

ARLOTTA Ci desimu ‘o quartu piano, nui autri? E ci scinnemu..

MAGAZZU’ Ma siccome..

ARLOTTA ..e ci damu unu avanti e unu arreti.

MAGAZZU’ Siccomu ‘nta ‘stu mumentu io’ sugnu ‘nta strada e non mi ricoddu quali sunnu i cosi, se.., se nella stessa palazzina ci putemu scinniri di piano, io non penso chi c’è problema.

ARLOTTA Eh, e ‘i scinnemu di piano, è chiu.., è chiudiri io’ cà, non ni mittemu c’ ‘a virgola, perché io’ non ci nesciu chiù.., Santino Magazzu’.

MAGAZZU’ Sì, dicu, sugnu d’accordo cu’ vui, però voglio dire secondo me, per non.., mi non creiamo problemi poi cu’ me’ frati e cu’ Smedile, io sono d’accordo con voi, si ponnu scinniri puru un piano, non c’è problema, però ci ‘u dicemu a iddi, << Vidi chi facemu ‘i ‘sta manera >>, e così ni niscemu d’ ‘a malatia.

ARLOTTA Santino, iddi non.., iddi non l’hannu quali.., quali appartamenti ci desimu.

MAGAZZU’ No, iddi l’hannu.

ARLOTTA Non n’hannu iddi.

MAGAZZU’ No, come no? L’ha.., ce l’hanno di preciso, siccome a Santino gli ho messo..

ARLOTTA Santino

MAGAZZU’ Oh.

ARLOTTA Siccome aieri ti dettero.., ti.., ti telefonaru avanti a mia e iddi dici chi non haviunu nenti.

MAGAZZU’ No, aspetta, no.., non ni cunfunnemu. Loro hanno voluto le palazzine dove sono gli appartamenti volevano sapere di preciso confine est e confine ovest, ma iddi hannu tutti i piani e tutti i cosi. Chistu vi vogghiu diri io’.

ARLOTTA E benissimo, e io’ ci scinnu di un piano e ci ni dugnu unu davanti e unu d’arreti. Mi capisti?

MAGAZZU’ Però sempre ‘nte stissi palazzini.

ARLOTTA Eh, sempre ‘nte stissi palazzini.

MAGAZZU’ Eh, nella palazzina F non la.., nella palazzina E non l’havi ‘a tuccari completamente.

ARLOTTA Chidda dà.., chidda chi ci dasti a PONZIO n’ ‘a toccu.

MAGAZZU’ Chidda a.., a PONZIO ci resta, perfetto, va bene.

ARLOTTA (…..)

MAGAZZU’ No, chidda dà ci ‘a lassamu.., nella palazzina E gliela lasciamo quella di PONZIO. Con la mansarda.

ARLOTTA Sì. Sì.

MAGAZZU’ Oh. Chidda ‘i supra vede.., regolatevi voi, forza, chi..

ARLOTTA E ora videmu, io’ ci scinnu unu dà e ci dugnu unu davanti e unu d’arreti.

MAGAZZU’ Oh. Ora, quello che vi voglio dire a voi.., a me non ci sunnu problemi, i lassamu.., ci scinnemu di piano, non c’è nessun tipo di problema.

ARLOTTA Eh.

MAGAZZU’ Quello che io vi suggerivo è questo qui, e.., faciti ‘stu discussu e ci diciti ora quantu ci ‘u dicu a.., ‘e me’ soci, tantu.., pi’ cuntu, mi capisci? Mi segui?

ARLOTTA Sììì, ma..

MAGAZZU’ Eh.

ARLOTTA Santino, io’ dicu.., picchì già ni ristau ‘u contrattu ‘ntall’aria, dicu io’.., è fari sempre ‘stu giru, ogni vota, ogni vota, ma non ci fa..

MAGAZZU’ Eh, ma.., Arlotta, dico.., io.., pi’ mia.., a mia ‘nte stissi palazzine sta bene, non succede.., non succede nenti scinniri di piani l’appartamenti, però dico.., e..

ARLOTTA Santino, ‘u problema è chistu,: chi quannu io’ fazzu ‘sta cosa non.., (…..) diri: << Chistu ci ‘u scinniu di piano, pi’ nui autri è megghiu>>, punto e basta.

MAGAZZU’ Dico se.., nelle stesse palazzine, comunque, giusto?

ARLOTTA Sì, va bene, d’accordo.

MAGAZZU’ Va bò. Arrivederci.

ARLOTTA Picchì si nui autri ci dicemu chi è peggio di cà non ci niscemu chiui.

MAGAZZU’ Nelle palazzine.., nelle palazzine H e.., loro ne hanno una al primo piano e una all’ultimo piano.

ARLOTTA Eh.

MAGAZZU’ N’hannu una ‘o primu piano e una all’ultimo piano.

ARLOTTA Hm. E ni vonnu dui ‘o terzu piano.

MAGAZZU’ Eh, va bene.

Di estrema importanza è anche la conversazione n. 14602 ore 15.35 del 25/01/2006 Rit 590/05) nel corso della quale Gierotto e Bonanno si danno un appuntamento perché il primo dia al secondo qualcosa (dalla lettura sistematica fra la presente e le successive telefonate si comprende che trattasi di denaro); nelle successive i due posticipano l’appuntamento (14611, 14615 e 14616)

UMBERTOPronto?

TONINO Umberto, Tonino sono.

UMBERTOTonino, gioia. Dimmi.

TONINO Noi.., noi alle quattro e dieci ci.., ci dobbiamo vedere.

UMBERTONon posso io. Ho un impegno inderogabile e mi libero alle cinque e mezza, sei.

TONINO E prima?

UMBERTONo, prima è impossibile, credimi, proprio impossibile, proprio materialmente.

TONINO E come facciamo?

UMBERTOHm? E ci possiamo vedere cinque e mezza, sei.

TONINO Io ti dovevo dare una cosa.

UMBERTOCinque e mezza, sei, va bene? Dove sei tu a quell’ora? Facciamo una cosa, lasciati il telefonino acceso, quando posso ti telefono.

TONINO Eh.

UMBERTOVa bene?

TONINO Va bene, sì, perché.., va bene, va bene, va bene.

UMBERTOOk? Un abbraccio.

TONINO Ok, ciao.

UMBERTOCiao, ciao.

Nella telefonata n. 4225 ore 18.58 del 25/1/2006 (Rit 669/05) Umberto comunica a Pucci che si è visto con Tonino; i due si lamentano perché ancora non si è risolta la faccenda di loro interesse e convengono sulla necessità che venga definita in tempi rapidi. A tal fine Fortino consiglia a Bonanno di “prendere per il collo” quella persona, cioè di usare le maniere forti, se occorre, per ottenere il rilascio della concessione edilizia.

UMBERTOPronto?

PUCCI Umberto.

UMBERTOPucci, gioia, è passato Tonino, io sono sceso un attimo.

PUCCI Eh.

UMBERTOE mi sono visto con lui.

PUCCI Va bene, sì questo lo sapevo.

UMBERTOEh.

PUCCI Perché io ero qua presente.

UMBERTOSì.

PUCCI Va bene, quindi domani.., Umberto, però domani mattina ‘sta cosa va risolta. Assolutamente.

UMBERTOLo so, domani si deve chiudere in un modo o nell’altro.

PUCCI Non ci arrivo più materialmente. Sennò me ne devo andare a.., a trovare delle soluzioni differenti.

UMBERTOIn un modo o nell’altro la chiudiamo.

PUCCI Va bene.

UMBERTOVa bene?

PUCCI Ma dico prendilo per il colletto a quello perché abbiamo cinquecento milioni di ragioni.

UMBERTOMa lo so bene, figurati, non lo dire a me perché..

PUCCI Va bene, d’accordo.

UMBERTO..ci credo fermamente.

PUCCI Ciao, ciao.

UMBERTOVa bene? Un abbraccio. Ciao, gioia, ciao.

PUCCI Ciao, ciao.

Nella conversazione n. 4783 ore 8.47 del 07/02/2006 (699/05) Arlotta si giustifica con Fortino dicendogli che in quel momento non può pagare perché deve sostenere altre spese, ma gli promette che appena faranno i compromessi lui ed i suoi soci provvederanno ognuno per la sua parte a soddisfarlo.

ARLOTTA Pronto?

AVVOCATO Signor ARLOTTA?

ARLOTTA Sì, avvocato.

AVVOCATO Ieri mi ha piantato.

ARLOTTA Eh, l’ho piantata ieri.., piddia tempu cu’ un cliente dà.., niscia chi erunu l’ottu e menza, avvocato. E mancu.., e amncu havia ‘u..

AVVOCATO Va bè comunque.., quando ci dobbiamo vedere? Guardi, mi sono stancato, perché poi viene un’altra scadenza, sono..

ARLOTTA Avvocato..

AVVOCATO Dica.

ARLOTTA ..dico.., ci dicu chi lei havi aviri ‘na.., ‘na settimana ‘i pacenzia. Sapi picchì? Picchì nui autri stamu ritirannu ‘a concessione d’ ‘u (…) ficimu i compromessi e pigghiamu di’ clienti un milioni di euro, è giustu? E io’ non haiu chiù problemi e.., e.., e.., non sacciu si mi staiu spiegannu.

AVVOCATO Ma quindi lei deve.., non viene questa settimana?

ARLOTTA Non vegniu ‘sta simana, io’ apposta ieri vulia veniri. Dico perché.., nui autri ni pigghiamu e così io’ non fazzu chiù ‘a vita d’ ‘u cani, possibilmente poi vaiu chiù.., chiù avanti di cumu è annari. Va bene?

AVVOCATO Che le posso dire, ma così non c’è.., non c’è più limite, non.., non abbiamo più..

ARLOTTA Avvocato, ci staiu dicennu massimu deci ionna e sistemami tutti cosi.

AVVOCATO Ma poi c’è l’altra scadenza, non si.., non finiamo più così.

ARLOTTA Avemu bisognu di centottantamila euro pi’ ritirari ‘a concessione. Apposta io’.., agisciu, e poi, subitu dopu, ‘na vota chi nui autri ci puttamu dà ‘i cosi, ni facemu i compromessi.

AVVOCATO Ma comunque, poi si.., poi si figuri quelli poi fanno i conti, non conti.

ARLOTTA No, no, no, e chi c’entra? Iddi.., non ci n’è conti cu’ chiddi, chiddi.., chiddi ‘a so’ parti l’hannu ‘a nesciri e io’.., picchì io’ ‘a me’ parti chi è nisciutu mi l’è pigghiari. E’ giustu? Non mi interessa chiù. Magari

chi iddi non fannu cunti, non cunti, avvocato. Non ci n’è chiù ‘i ‘sti problemi.

AVVOCATO Ma oggi ne abbiamo già sei.., sei o sette, non mi ricordo. Quando.., quando deve fare.., quando.., quando dice lei?

ARLOTTA Io penso che.., già Salvatore è all’amam pi’ ritirari ‘u progettu.., me’ figghiu e.., e all’Usl..

AVVOCATO Anche perché lei là sta lavorando senza licenza.

ARLOTTA No, non staiu travagghiannu nenti.

AVVOCATO Ah no?

ARLOTTA Non travagghiai, pulizziai ‘u terrenu.

AVVOCATO Eh.

ARLOTTA (…..)

AVVOCATO Comunque, lei che tempi dà? Io non lo so, così..

ARLOTTA Avvocato.

AVVOCATO Eh.

ARLOTTA Dico, con tutto questo io penso che si funziona bona acchi cosa ‘sta simana, pensu entru venerdì ci ‘a portu ‘u stissu.

AVVOCATO No, non ci sono venerdì, è impossibile. Così io prendo impegni con tante persone e sono sempre bloccato, non lo so, non abbiamo mai una certezza di una data con lei. Questa è la questione.

ARLOTTA Avvocato..

AVVOCATO Mi scoccia telefonarle, ogni volta, ma io non lo so.

ARLOTTA ‘Sta settimana di pazienza amu aviri avvocato.

AVVOCATO Va bò.

ARLOTTA E sistimamu tutti cosi.

AVVOCATO Va bè, và. Arrivederla.

Nella conversazione n. 5336 ore 12.28 del 16/02/2006 ( RIT 699/05) viene usata un’espressione giù utilizzata in precedenza da Ponzio per sapere da Fortino se ci sono buone nuove per lui “habemus papam”, cioè se Arlotta ha pagato (così potrà avere la suo quota). Fortino gli risponde che è in attesa di quella persona anche per altre faccende.

PUCCI Pronto?

……………………

NINO Ah, va bene, Pucci. Senti Pucci, ti volevo dire un’altra cosa, pensi che per la settimana prossima habemus papam o no? Vero, difficile è?

PUCCI No, io penso di sì, potrebbe essere anche pure stamattina, perché la sto aspettando per altre cose.

NINO Ah sì?

PUCCI Vediamo un attimino. Ti faccio sapere, va bene?

NINO Avvertimi Pucci, ah. Comunque vuoi chiamato oggi pomeriggio?

PUCCI Sì, sì, d’accordo.

NINO Ciao, Pucci, ciao, grazie gioia.

Anche nei mesi di febbraio e marzo hanno luogo molte telefonate fra Fortino ed Arlotta durante le quali il primo esercita sul secondo pressioni ricordandogli le scadenze dei pagamenti; a seguito di quella captata il 21.02.06 è stato effettuato un servizio di osservazione dall’isp.re capo Santamaria che ha constatato l’avvenuto incontro fra i due presso lo studio di Fortino come da accordi presi. Alle insistenti richieste dell’avvocato seguono sempre le giustificazioni addotte dall’Arlotta che rappresenta le difficoltà in cui versa e l’impossibilità di tener fede agli impegni presi.

Conversazione n. 2860 ore 12.23, del 16/02/2006 effettuata sull’utenza n. 333/1020734, in uso ad ARLOTTA Giovanni, in entrata dall’utenza n. 346/2283299, in uso a FORTINO Giuseppe.

ARLOTTA Sì?

AVVOCATO Signor Arlotta, io sono già a studio.

ARLOTTA Sì, avvocato, sto.., sto aspettando un cliente e.., passo subito.

AVVOCATO Va bene, l’aspetto. Arrivederla.

Conversazione n. 2864 ore 13.09, del 16/02/2006 effettuata sull’utenza n. 333/1020734, in uso ad ARLOTTA Giovanni, in entrata dall’utenza n. 346/2283299, in uso a FORTINO Giuseppe.

ARLOTTA Sì?

AVVOCATO Signor Arlotta, io sono qua, ancora, allo studio.

ARLOTTA Sì.

AVVOCATO Che devo fare? Me ne devo andare e torna..?

ARLOTTA Avvocato, io perdo ancora ‘n’autri deci minuti. Sto concludendo una situazione.

AVVOCATO Eh..

ARLOTTA Ci vediamo più tardi? E chi ci pozzu diri, non pozzu lassari cà.

AVVOCATO Eh, e mi dica a che ora e io lo devo sapere, perché poi oggi pomeriggio..

ARLOTTA Lei po.., pomeriggio..

AVVOCATO Eh, pomeriggio.., ci vediamo alle tre allo studio?

ARLOTTA Alle tre e mezzo, perché alle tre haiu ‘n autru apppuntamentu.

AVVOCATO Va bene, alle tre e mezza allo studio. Va bene.

ARLOTTA Va bene.

AVVOCATO D’accordo. Arrivederla.

Nella telefonata n. 2867 ore 15.19, del 16/02/2006 vi è il riferimento alle rate da 60.000,00 euro indicate nelle scritture in atti.

ARLOTTA Sì?

AVVOCATO Signor Arlotta.

ARLOTTA Sì. Avvocato..

AVVOCATO Ci vediamo fra dieci minuti.., dieci minuti allo studio?

ARLOTTA Dico.., sì, avvocato, io sto parla.., spero di partire fra dieci minuti, un quarto d’ora.

AVVOCATO Va bene. fra un quarto d’ora allo studio?

ARLOTTA Ah, avvocato.

AVVOCATO Sì?

ARLOTTA Dico, io.., purtroppo per oggi non ho potuto fare.., perché avevo.., ‘a posta soddi non ci ni desiru chisti cà, è giusto picchì.., mi pigghiai sessantamila euro, stamatina soddi non ci ni desiru, picchì dici chi.., chi ancora non n’hannu, dici chi ci dununu dumani. Si lei voli mi ni videmu, ni videmu.

AVVOCATO Ma signor Arlotta, ma così non concludiamo mai niente noi. Siamo arrivati al ve.., al diciassette. Io non lo so.

ARLOTTA Avvocato, io.., io l’havia ‘a fari Martedì ‘stu .., ‘stu compromesso. Quannu ci havia dittu a lei chi ni vidiumu. Ah, ‘u compromessu io’ ‘u portu..

AVVOCATO Ma lei è arretrato dell’altro mese, di un mese di.., di…, di Gennaio, di Dicembre, io non lo so. Questi sono gli altri, io non lo so! Come possiamo.., così non concludiamo mai niente, c’erano sessanta di prima, sessanta di ora, non arriviamo più a nulla!

ARLOTTA Comu, non erunu quaranta chi risultavunu?

AVVOCATO Ma che dice, signor Arlotta, ogni volta fa.., dice cazzate e minchiate al telefono. Ogni volta. Lei era.., restava debitore di sessanta dell’altra volta e sessanta ora e sono due. Io non lo so! E siamo già al sedici, io devo partire, gliel’avevo detto. Eravamo rimasti per oggi improrogabilmente, come dobbiamo fare?

ARLOTTA Avvocato..

AVVOCATO Non è possibile.

ARLOTTA ..dicu, ma io’ dicu non mi pozzu.., dà.., stamatina l’aviunu ‘a pigghiari..

AVVOCATO E va bè, ma che c’entra, ma che cosa doveva prendere? Lei deve completare tutte le cose, sennò qua io.., io ci ho i miei problemi, le mie cose, non è possibile così ogni volta, non ce ne usciamo più. Non ce ne usciamo più così, e non è possibile, signor Arlotta. Ogni volta..

ARLOTTA Avvocato..

AVVOCATO ..ci dovevamo (incontrare) per l’altra questione, non lo so io. No, ma così..

ARLOTTA ..ci dissi ‘a settimana scorsa..

AVVOCATO ..io mando a monte tutto così. Mando a monte tutto, perché non è possibile continuare così, non c’è.., non è più serio, non è più concreto così, non.,., non mi piace, non mi va.

ARLOTTA Avvocato, ci dissi io’ ‘a settimana scorsa chi nui autri Martedì (…) ‘a concessione. Così..

AVVOCATO A me non interessa, sono affari suoi questi, non sono affari miei.

ARLOTTA (…..)

AVVOCATO Sono due cose distinte, autonome.

ARLOTTA Io’ i soddi ‘i pigghiu.

AVVOCATO Va bene, signor Arlotta, ma così non può.., non può andare avanti in questo modo. Non può andare avanti, perché così

rimarremo.., arriveremo alle calende greche, ogni volta.., spostiamo di.., di mesi, di.., di anni, così si spostano di anni le cose. No, guardi, io così non posso andare avanti, guardi, mando a monte tutto, mando a monte tutto, non è possibile ‘sta storia così, non è possibile signor Arlotta. Non è possibile. Lei prende impegni e non li mantiene mai, non li mantiene mai, mi aveva detto sette giorni, che voleva sette giorni, ne sono passati sette, otto ora. E siamo punto e da capo. Come dobbiamo fare?

ARLOTTA Avvocato è inutile che.., che (…) io’ chistu cà (…..) o Lunedì o Martedì ci dugnunu l’autri. Pronto?

AVVOCATO Signor Arlotta, sono due.., due tranches sono.

ARLOTTA E.., ma io le sto dicendo che (…..) ‘u stannu sistemannu.

AVVOCATO Va bene, và.

Di estrema importanza è la conversazione n. 2896 ore 9.55, del 17/02/2006 in quanto ivi Gierotto, che dialoga con Arlotta, mostra tutto il suo interesse per la stipula dei contratti e per l’erogazione del denaro da parte dell’imprenditore che evidentemente trova giustificazione nel suo pieno coinvolgimento nell’affare.

Anche in questa conversazione vi è una sollecitazione fatta ad Arlotta da Gierotto avente ad oggetto i compromessi.

ARLOTTA Sì?

GIEROTTO Signor Arlotta, come sta? Buongiorno, Gierotto parla.

ARLOTTA Ehi, prufissuri.

GIEROTTO Comu annamu?

ARLOTTA Mah, putissi annari megghiu, mah!

GIEROTTO Chi havi? Ho sa.., ho saputo che le hanno rubato la macchina, vero?

ARLOTTA Mi rubaru ‘a machina, me’ figghiu chi si sintiu mali, i cosi non ‘quadrunu comu hannu ‘a ‘nquadrari. Insomma, un saccu ‘i cosi.

GIEROTTO Ma cose da uscire pazzi!

ARLOTTA Mah! Ora ‘u peritu è cani, chiddu d’ ‘a machina.

GIEROTTO Ah sì?

ARLOTTA Eh.

GIEROTTO Ma unni ci ‘a rubaru ‘sta machina?

ARLOTTA E.., ‘a.., vicinu.., vicinu ‘a piazza cosa, dà.., ‘a caserma Zuccarello.

GIEROTTO Mah.., minchia, perciò vicinu ‘e carbineri, và, vicinu ‘a polizia.

ARLOTTA Un attimo.., un attimo, prufissuri.

GIEROTTO Sì.

ARLOTTA (parla con qualcuno accanto) Settantaseimila novecentosettantacinque.

GIEROTTO Lei è.., lei che è a Messina?

ARLOTTA No, non sugnu a Messina. Ci haiu ‘u peritu cà, mi sta facennu ‘a perizia.

GIEROTTO Ho capito. Comunque. Lei quando scende, quando ci vediamo?

ARLOTTA Eh, prufissuri, quannu scinnu! Quannu scinnu, io’ a com’adora non cumannu chhiù io’. Ora videmu. Chiù tardu.., speru di scinniri. Lunedì ni putemu vidiri, prufissuri.

GIEROTTO Va bè, Lunedì, va bene, l’importante è che..

ARLOTTA Sì, sì, dico, ci dici all’avvocato di avere pazienza. Che noi tra Martedì e Mercoledì ritiriamo quella cosa, è giusto, e dopo di che subito ci facciamo tutti i compromessi e pigghiamu un papuru di piccioli e.., e io’.., all’indumani vegniu docu e..

GIEROTTO No, no, ma io non le ho telefonato per questo, non le ho telefonato per questo, assolutamente.

ARLOTTA No, dico io glielo dice, per cortesia, all’avvocato, (…..) l’avvocato. Dico và, non tutti i cosi ponnu annari cu’..

GIEROTTO Va bene, in settimana prossima, l’importante sunnu i compromessi.

ARLOTTA Dico, io ci.., l’avevo pregato all’avvocato di.., sunnu.., sunnu chi hamu ‘a pigghiari mille.., un milione settecento mila euro.

GIEROTTO Ah sì?

ARLOTTA Si facemu i compromessi e io penso chi poi.., non pozzu curriri io’.

GIEROTTO Va bene, senta, mi.., mi raccomando..

ARLOTTA Io (…..) fra una settimana, e chi?

GIEROTTO Ho capito. No, no, va.., non si preoccupi, senta, io quello che le volevo dire sono quei compromessi nostri, quelli là delle.., delle nostre, quelle che abbiamo cambiato, si ricorda?

ARLOTTA Sì.

GIEROTTO Anche quelli, ah, mi raccomando, ah!

ARLOTTA (…..)

GIEROTTO Va bene. si stia.., si stia bene e tanti auguri, ah!

ARLOTTA Ci dici all’avvocato mi havi ‘n autri deci ionna ‘i pazienza, chi poi ‘na vota achi io’ giro.., chi poi dicu ‘na vota chi a mia mi tonna e trasunu ‘sti soddi c’è un giro..

GIEROTTO Sì, sì, va bene, va bene.

ARLOTTA ..non hai chiù problema.

E’ di estremo interesse anche la conversazione n. 532 ore 16.04 del 16/02/2006 che interviene fra la segretaria del Minutoli ed il marito della stessa in quanto ivi costei riferisce al consorte delle pressioni esercitate dal Bonanno sul Minutoli e manifesta la paura che vengano arrestati (rit 666/05 n.532 del 16.02.06). Una tale preoccupazione non può che discendere dalla consapevolezza dell’illiceità dell’altrui condotta.

RENATA (si rivolge a qualcuno che entra nella stanza) Salve, buongiorno. Mi dica. E.., sì le doveva prendere il.., duo figlio a scuola? Eh, ma non l’ha firmato, purtroppo. Ora.., no, perché è stato subito in riunione con.., con l’assessore e quindi non.. eh, lo so. Se quando lui esce glielo posso dire. Perché non gliel’ho potuto dire, cioè, gliel’ho detto ma non l’ha potuta firmare. Sì, lui è in riunione dall’assessore. E non lo so quanto è.., quanto dura questa riunione non lo so. Non lo so, riprovi a passare più tardi. Mi lasci il suo numero di telefono. Aspetti. Va bene. Va bene. Ok, ok.

RENATA Allora.

UOMO E allora.

RENATA Ma se lui non ha firmato niente, che vuole dalla mia vita? Allora.

UOMO

………………………………………………..

RENATA Sì. (entra di nuovo qualcuno nella stanza) Avanti. No, è in riunione dall’assessore. Prego arrivederci.

UOMO Chi era?

RENATA Non lo so, uno che viene sempre.

UOMO Hm. E prima.., quello di prima chi era?

RENATA Uno che è venuto sempre, pure stamattina.

UOMO Ah, ho capito. Ma chi ci havi ‘a firmare cose?

RENATA Ci havi ‘a firmari una cosa, chi voi ‘i mia?

UOMO Cuminciau a firmari iddu, ha vidiri ora du’ passa e spassa chi c’è docu. Comunque! Va bene. Hai capito allora qual è il discorso?

.

…………………………………..

UOMO E va bene, ormai è finita la giornata.

RENATA Stamattina appena è arrivato ha fatto buci, ha cominciato a dire un mare di male parole e io l’ho guardato storto e mi sono seccata. E glielo stavo dicendo, guarda che mi stai riempiendo di (…) gli stavo dicendo io, ora basta.

UOMO Oh.

RENATA Poi si è calmato un poco.

UOMO Ah, meno male. Va bene. ma chi havi problemi sempre cu’ l’assessore che.., adesso l’havi accanto, ha vidiri!

RENATA No, aveva problemi con Umberto BONANNO che vuole fatta per forza una cosa cha attaccano. Dice:

<< Havi un sacco di procedimenti, ‘a taccunu, non voli capiri chi ‘u taccunu, attaccunu a mia, a iddu non mi ni frega nenti, attaccunu puru amia? E caddu..>>..

UOMO Va bene, ma Bonanno chi?

RENATA Umberto Bonanno.

UOMO Ma chi è l’e.., quello che prima era il presidente del Consiglio?

RENATA Sì. Sì, sì, sì, sì, sì, sì.

UOMO Ah, quello là.

RENATA Sì.

UOMO Ah, ho capito. Quello con la barba?

RENATA No, non ha barba questo.

UOMO Ah, no quello (Livio) era, Livio è quello con la barba.

RENATA No, no. No, no, quello, Livio, è un altro. Va bò.

UOMO Va bene, và, ok.

RENATA Ok. Ciao, ciao.

UOMO E allora ci vediamo a casa.

RENATA Sì, sì, a casa.

UOMO Ciao, ciao.

RENATA Ciao, ciao.

Nella conversazione n. 335 del 18/02/2006, ore 9.39 (RIT P.M. 63/06) Fortino si lamenta con Gierotto che Arlotta non paga e che non è pronto a concludere le vendite promesse. I due quindi rivedono ed aggiornano le scritture (quelle in cui indicano il denaro loro dovuto) maggiorando le somme originariamente determinate. Depone per l’illiceità dell’operazione anche quella parte del dialogo in cui Gierotto rappresenta al suo interlocutore che al telefono non può dire all’Arlotta più di quanto ha fatto.

TONINO Pronto?

UOMO Tonino?

TONINO Oh, dove sei, a Roma?

UOMO Sì. Hai parlato?

TONINO Sì, ho parlato con lui, mi ha detto di avere un pochettino di pazienza. Che stanno preparando anche quegli atti nostri.

UOMO Ma che pazienza, ma.., e.., siamo arrivati al ve.., al venti di Febbraio. Pazienza! Eh! E’ scaduta l’altra rata, e.., è inutile che ti fai convincere, che cazzo gli chiami a fare se poi ti fai convincere. Io gli faccio buci e tu gli dici va bene?

TONINO Figghiu beddu, ma.., o.., o mi faccio convincere o non mi faccio convincere non dipende né da me e né da te.

UOMO No, va bè, comunque, insomma.., va bè, Lunedì poi ci penso io.

TONINO No, no, lascia..

UOMO Non sei cosa. E’ inutile che poi.., che ci dici va bene, quando ci dici va bene tu eh, e poi io gli faccio buci..

TONINO Io non gli ho.., io.., io non gli ho detto va bene, mi ha.., lui mi ha.., ha.., ha capito il motivo della telefonata, e mi ha detto: << Mi faccia la cortesia, deve dire all’avvocato che deve avere un po’ di pazienza.>>.

UOMO Ma è da di.., da venti giorni che mi dice così, mi rimanda di giorno in giorno, che ragionamento è! No, no, niente, non esiste, guarda, facciamo un atto in cui diciamo che praticamente ogni volta che (…) si raddoppia non è possibile ‘sta sto.., ‘sta storia, Tonino, non è possibile.

TONINO Ora.., ora tu quando Lunedì.., io sugnu d’accordo io sono d’accordo con te..

UOMO Non è possibile, guarda, perché (…..)

TONINO Però c’è un fatto, quando.., scusami, quando tu adesso Lunedì lo chiami, va bene, che.., che.., che cosa fai? Ti fai dire sempre la stessa cosa.

UOMO No, non mi faccio dire un cazzo, ci dico: << Guardi, lei intanto deve venire qua, e parliamo senza telefono. Lei venga e parliamo.., quando lei viene parliamo chiaro.>>. Non è possibile ‘sta storia, non è possibile. Lui fa.., così è facile fare le operazioni. Se le fa quando vuole, quando incassa lui, quando ci ha.., non ci ha problemi, che cazzo significa? Non è possibile. Ognuno ci ha i suoi limiti, siamo rimasti

bloccati, tu con la macchina, io col coso, io non lo so..,dico, ma ti pare giusto? Che raddoppino, oramai siamo arrivati con due rate.

TONINO Che ti pos.., gli possiamo dire soltanto che..

UOMO Poi mi porta, fa finta di sbagliare, quaranta, trenta, ma io mi incazzo, perché allora che fa, non è.., non è una persona perbene, scusa. Che fa secondo noi ci possiamo chiedere dieci.., dieci centesimi in più? Io non lo so.

TONINO Hai ragione, no, questo non esiste.

UOMO E allora, scusa, che fa, mi fa.., le fa finta di.., di sbagliare? Eh, ogni volta..

TONINO Allora..

UOMO ..ogni volta è una fatica, perché come cacchio faccio a dimostrare? Adesso, da ora in poi mi dispiace, ah, ogni cosa che fa firma. Eh.

TONINO Ora una cosa, l’unica cosa che si può fare è..

UOMO Si deve rifare tutto quella.., quella scrittura, di nuovo, perché poi è.., è pasticciata, mi sono rotto i coglioni, è la quarta volta che la facciamo, la quinta.

TONINO Ora s’havi ‘a rifari.

UOMO E certo, perché adesso, con questo risanamento, lui è arrivato a Febbraio, che fa? O recupera oppure dobbiamo rifare le cose, aumenta che ne so io, non è possibile.

TONINO E allora facciamolo venire soltanto per questo per ora.

UOMO Io.., io.., io Lunedì mattina lo chiamo e ci dico: <>. Eh. Non è possibile, anche per quanto riguarda i nostri.., quei.., quei.., quegli immobili, se uno se ne.., se ne vuole disfare che fa? Lui ancora manco le scritture ci ha dato. E che siamo (…), ma non lo so, guarda, fanno quello che cazzo vogliono. Ogni volta c’è una cosa, è che mi ricordo da quando io ci ho la.., rapporti con questo signore, ogni volta ha sempre detto: << Fra sei mesi tutto a posto. Fra un anno tutto bene. fra..>>.., sono passati tre anni e fa sempre la stessa cosa, quindi è un cazzone, proprio un cazzone. Non è possibile. Va bè, comunque, Lunedì mattina..

TONINO Sì, ma Lunedì mattina, anche se lo chiami, gli de.., non.., <>, se tu non gli dici questo, questo non viene.

UOMO Va bè, comunque, va bè, d’accordo. No, ma che discutere, lui mi ha detto che Lunedì faceva tutto.

TONINO No, iddu mi dissi..

UOMO Co..

TONINO ..iddu mi dissi: << Deve dire all’avvocato di.., di avere ancora un po’ di giorni di pazienza.>>.

UOMO Sì, va bene, và. Non esiste.

TONINO Che gli devi dire che.., che cosa gli devi dire, che cosa gli.., gli dovevo dire per telefono?

UOMO Appunto, Tonino, io ti avevo detto va.., cerca di andare a Barcellona..

TONINO E meno male che non sono andato, perché lui non era a Barcellona.

UOMO Va bene..

TONINO Era fuori, era.

UOMO Sì, va bè, ma questo è.., poi è un imbroglione, una volta muore un cognato, una volta.., ha.., ha avuto uno sterminio proprio, con tutti questi morti che ha avuto..

TONINO (ride)

UOMO ..l’ultima volta il figlio era in ospedale.

TONINO No, no, il figlio per davvero è dal cardiologo.

UOMO Ma và.., va bè, Tonino, ci vediamo Lunedì, dai.

TONINO Lunedì, Lunedì chia.., Lunedì lo chiami, va bè, ciao.

UOMO Ciao.

Nella conversazione n. 34 del 21/02/2006, ore 12.48 (Rit 62/06) avvenuta nello studio di Fortino (all’esterno del quale è stato fatto un servizio di appostamento per accertare l’ingresso nello stesso dell’Arlotta) Arlotta ancora una volta promette che appena otterrà il rilascio della concessione, avrà la liquidità necessaria per onorare gli impegni assunti. Fortino incalza l’imprenditore e gli chiede anche una quota personale di 100.000,00 euro oltre alle rate già convenute, nonché i preliminari relativi ai 3 appartamenti promessigli in modo da rivenderseli e guadagnarci.

………………………

ARLOTTA Avvocato, andiamo a noi adesso.

PUCCI Sì.

ARLOTTA Noi domani, se tutto va bene, (ni fannu) ‘a fideiussione di cà, (…..) ni ritirami ‘a concessione edilizia, lei, immediatamente, (…..)( tutti i soddi ‘i nui autri) chiù acchi misi anticipatu.

PUCCI Ma quando?

ARLOTTA Stiamo aspettando ‘a fideiussione, perché (…..)

PUCCI E ci avete (…..)

ARLOTTA Tutta pronta, (…..) du’ milioni e centomila euro n’hannu ‘a dari, du’ milioni e centomila euro. Ora, siccome ni servunu quattrucentumila euro chi ci puttai ‘o comune (…..) semu stritti.

PUCCI (….)

ARLOTTA Mi hanno pregato, picchì dici ma lei.., comu appena pigghiamu ‘sti soddi ci damu tuttu chiddu chi.., io’ io’ di chiddu chi mi torna e ripigghiu io’, io’ vaiu oltre (…..) picchì io’ vogghiu lassati.., cinqucentumila euro mi lassu in cassa, non si sa mai chiddu chi po’ (…) Mille e cinqu e su’ settecentucinquantamila euro, è giusto? Chi nui autri ni incassami. Dicu io’ entru.., entru..

PUCCI Mi dà magari quei centomila che erano rimasti (…..)

ARLOTTA Avvocato, si io’ mi pigghiu tutti ‘sti soddi, non haiu chiù problemi, picchì, grazie a Dio..

PUCCI Dico io i tempi quando sono?

ARLOTTA Avvocato..

PUCCI Massimo, diciamo, così io mi posso regolare.

ARLOTTA Allora, nui autri avemu, (…..) tutti cosi pronti mi ci puttamu ‘o comune. Ci avemu ‘a puttari i soddi e ‘a fideiussione. I versamenti e ‘a fideiussione.

PUCCI Eh, e quando ve la danno ‘sta fideiussione?

ARLOTTA Eh, io’ sperava stamatina chi mi dicivunu..

PUCCI Mettiamo domani, domani..

ARLOTTA Diciamo domani. In settimana io (…..) Io penso chi Gio.., Giuvanni (…) ‘u sapi Giuvanni LA CAVA chi n’havi ‘a dari ‘a fideiussione. E’ giusto? Grazie a Dio n’hannu fattu caminari. ‘U poggiu chi c’è’ dà intra, ‘u.., l’architetto PAGANO è pronto pi’.., c’ ‘i conteggi, chi ci voli chiddi m’ ‘a scrivunu? Chi poi praticamente non ci mittemmu u numero di concessione.

PUCCI Il numero della concessione, ho capito.

ARLOTTA Dei compromessi. Picchì’ quannu lei havi ‘u numero d’ ‘a concessione, un cristianu si sente..

PUCCI Allora, diciamo sette giorni?

ARLOTTA Io penso che massimo, dico, do.., ‘nta simana chi trasi ci l’hamu..

PUCCI Va bene.

ARLOTTA Dopo di che io sto aspettando (…..), picchì vinniru e ficiru ‘u sopralluogo, (…..) è giusto? (…..) ci è telefonari io’? appena mi mannunu ‘stu cosu docu, io’ pigghia e ci.., e ci (…..) i soddi, ‘u Bancu ‘i Sicilia non (…..). si io’ ci dicu chi superamu ‘stu cosu docu..

PUCCI Va bene.

ARLOTTA Avvocato, avemu.., beddi piccioli ni (…)

PUCCI No, siccome siamo rimasti..

ARLOTTA Noo, io dico..

PUCCI Ah, poi, sì, sì, ho capito.

ARLOTTA No, ma io’ì dicu.., picchì.., chiddi chi ci desi Martedì l’havi tutti cà. (…..) Appena.., io le prometto che io ci voglio (…..)

PUCCI Lei quantomeno liquida quella mia personale di centomila euro e poi se mi dà qualche rata avanzata di queste, oltre quelle vecchie.

ARLOTTA Certo. Sì, iddu.., io’ stamatina ci telefonai e ci dissi io’: << Chi facemu? Ci ‘a damu ‘sta rata? >>, ci dissi io’. Mi dissi cosu.., dici.., dici: << Du’ ionna non po’ aspettari? >>..

PUCCI Sono due mesi già. Mi pare. Sessanta del (…) e sessanta che vi ho dato. Centoventi.

ARLOTTA I sessanta iddu n’ ‘e sapi, sulu..

PUCCI Ah, va bè, certo.

ARLOTTA Va bene. I sessanta sunnu (…..). Ci l’ho promessa (…..) è giusto?

PUCCI E poi mi deve dare i miei preliminari, perché se io voglio trovare un pazzo che se li compra io prendo dei soldi. Se lei non mi dà (i miei preliminari), quelli nuovi, i tre.

ARLOTTA Sì. Comu pigghiu i soddi (…..)

PUCCI Perché che è successo?

ARLOTTA No, no, no, no, no. Iddu si sintiu mali (…..)

PUCCI Ma dico c’è qualcosa che non va?

ARLOTTA Nooo. (…..)

PUCCI Va bene, d’accordo.

ARLOTTA Va bene?

Durante altra conversazione n. 538, del 8/03/2006, ore 15.44 avvenuta all’interno dei locali dello studio dell’Avv. Fortino, costui ricorda ad Arlotta che ancora non ha pagato le rate di gennaio, febbraio e marzo di 60.000 euro l’una oltre a 100.000 euro (riconosciute solo a lui); come sempre Arlotta prende tempo e dice che ha convenuto con i Magazzù che appena percepirà i primi acconti, all’atto della stipula dei compromessi con i promittenti acquirenti, chiuderà la partita con lui. Fortino quindi insiste per avere entro il 16 marzo 120 euro e gli altri a fine mese. L’espressa menzione, ancora una volta, dei fratelli Magazzù dimostra che anche costoro si sono impegnati personalmente nei confronti di Fortino

AVVOCATO Signor Arlotta. Come devo fare con lei? Io sono rovinato, ci ho cinquecento telefonate, me ne fa arrivare mille lei e io che devo fare?

ARLOTTA (…)

AVVOCATO Eravamo rimasti Martedì, poi Mercoledì, poi la prossima settimana..

ARLOTTA Domani, a Giovanni LA CAVA ci dissi io’ dumani (ci dugnu) tutti cosi. (…..) non si po’ fari un compromesso senza numeru ‘i concessione, non..

AVVOCATO Ma se me lo diceva a me glielo facevo avere senza.., solamente con la fideiussione (…..). Venerdì ha fatto la fideiussione, se io lo sono andato io al comune, avantieri al comune, lo facevo fare io.

ARLOTTA Chi?

AVVOCATO Il numero, me lo facevo dare io, indipendentemente dalla.., appena portava la fideiussione. Comunque!

ARLOTTA Avvocato, ci puttammu tutti cosi Lunedì mattina. Ci dissi Giovanni LA CAVA dici: << Venerdì.., Giovedì – dici – veni chi ti dugnu tutti cosi.>>. Ci dissi: <>.

AVVOCATO Guardi signor Arlotta, come facciamo?

ARLOTTA Avvocato, dicu io’.., le posso dire che..

AVVOCATO Perché ci sono tre mensilità.

ARLOTTA ..u.., un.., dicu, un.., in settimana entrante se Dio vuole me’ figghiu sta ritirannu tutti cosi d’ ‘u geniu civile ‘o Top Residence, chi sunnu ‘n’autri du’ milioni e cinqucentumila euro. Picchì chiddi sunnu tutti soddi chi trasunu.., a trasiri, non si escono più (…..). dicu io’ non haiu di bisognu di chistu, haiu ‘stu mumentu di cosu e poi comincia a girari.

AVVOCATO Dico ma le possiamo chiudere quelle centomila dell’altro.., della.., della.., della carta, così la strappiamo?

ARLOTTA Entro dieci giorni, quindici giorni massimo, lei l’havi cà.

AVVOCATO Dico noi siamo tre.., tre mensilità con Marzo..

ARLOTTA Dui.

AVVOCATO No, più sessanta di.., di.., che erano rimasti di Dicembre, Gennaio e Febbraio. No, scusi, no, Gennaio sessanta, Febbraio sessanta e Marzo sessanta. Centottanta sono. Con il quindici Marzo.

ARLOTTA Ma lei i sessanta i metti comu mensile.

AVVOCATO Sì. Sono tre mensilità.

ARLOTTA Allora, (…..)

AVVOCATO Noo.., sessanta erano.., erano rimasti sessanta che lei doveva portare a Gennaio e non li ha portati, Febbraio e Marzo. E sono centottanta. E poi cento, che vorrei chiudere quella carta così me la levo da.., da torno e la strappiamo e sono due e ottanta.

ARLOTTA Prima ni sistemami chisti, avvocato, poi..

AVVOCATO No, lei mi deve.., deve sistemare pure quelli, cento.., dobbiamo chiudere, mi deve dire come devo fare.

ARLOTTA Avvocato..

AVVOCATO Io non ce la faccio più, mi deve credere.

ARLOTTA Dicu lei, poi, decide lei quali amu ‘a sistemari, io’.., ci vaiu puttannu chisti e lei decide (…)

AVVOCATO Ma quanto mi porta?

ARLOTTA Avvocato, dicu entru ‘u.., ‘u ionnu chinnici lei avrà i du’ mensilità sicuru. Poi lei vidi comu ‘i po’ sistemari, va bene?

AVVOCATO E l’altra mensilità quando me la dà?

ARLOTTA E.., e dopu annamu avanti, cu’ dà o cu’ d’autra menza annamu avanti. Prima chi cu’ dà annamu avanti. Picchì pi’ quali motivu

nui autri amu ‘a lassari i soddi.., i soddi chi noi abbiamo usciti.., diciamo, l’amu ‘a lassari..

AVVOCATO Dico lei non può fare le due mensilità e..e i miei cento? Così (…) quella carta? Sarebbero due e venti.

ARLOTTA Avvocato..

AVVOCATO Entro il quindici?

ARLOTTA Entro ‘u chinnici no. Entru ‘u chinnici, ‘a simana chi trasi? No. Entru ‘a fini misi pensu chi ci ‘a fazzu.

AVVOCATO No, io.., io tra l’altro, mi scusi, allora le dico tutto qual è la verità, perché sennò è inutile.

ARLOTTA Avvocato..

AVVOCATO Io devo partire dieci giorni e non posso partire se non prima..

ARLOTTA Avvocato, scusi tanto..

AVVOCATO Allora le dico subito..

ARLOTTA ..senti chi ci dicu io’, ‘u Top Residence ‘na vota chi nui autri ci damu l’articolo ventotto ‘e cristiani ‘u tempu chi.., chi ‘a banca si movi chi è giustu chi sunnu (…) ionna, e cuminciamu a sdebitari ‘u cuntu. Però non dipenni chiù di mia poi.

AVVOCATO Ma dico, scusi un attimo, io giorno sedici.., giorno sedici che è, Giovedì? Il diciassette, Venerdì, io di mattina devo partire e manco dieci giorni. Prima di partire io devo chiudere per lo meno le.., le due mensilità. Assolutamente, sennò non mi posso muovere.

(squilla il telefono di Arlotta)

ARLOTTA Pronto? Pronto?

AVVOCATO E poi, entro fine mese, lei mi deve chiudere Marzo e i cento miei. Se facciamo così siamo a posto.

ARLOTTA Avvocato, dico, io tutti i soddi chi io (…) io non mi fermu..

AVVOCATO Lei me lo deve dire subito, io voglio quelli..

ARLOTTA Chiddi..

AVVOCATO ..allora, centoventi entro il sedici, che sono le due mensilità, Marzo più cento entro il trentuno Marzo. Siamo d’accordo così? Però, una volta serio mi dà la mano e me la mantiene, perché io in base a quello che..

ARLOTTA Avvocato, stia tranquillu chisti docu

(squilla il telefono di Arlotta)

ARLOTTA Pronto? Ohu. Eh. Ma dicu docu non ci po’ scaricari i du’ (…)? E unni ‘i mettu, non haiu unni mi mettu, Nino, picchì ancora (…..) comincia (…..). No, no. Dicu, và, ‘u rimorchiu dà non po’ veniri com’adora. Va bene.

(conclude la telefonata)

AVVOCATO Lei si ricorda che mi aveva detto che mi dava qualche mensilità anticipata. Entro il sedici.

ARLOTTA (…..)

AVVOCATO Al tre.., il trentuno, prima del..

(squilla di nuovo il telefono di Arlotta)

AVVOCATO Minchia, non si può reggere!

ARLOTTA Pronto? Sì? Sì, signor (…) mi dica. E allora puttamu l’infissi. ‘a ri.., ‘a riti, sì. ‘u vitru s’havi ‘a muntari. Sì, sì, ma dà non l’haiu pi’ scaricari ‘u (…..). eh, ma unni i mettu? Io’ non haiu unni mi mettu, picchì com’adora (…..) dà semu fermi. Picchì ancora docu pattemu fra chinnici ionna. Va bene?

(chiude la telefonata)

AVVOCATO Allora, signor Arlotta..

ARLOTTA Va bene..

AVVOCATO ..facciamo così, entro il.., entro il sedici, che sarebbe Giovedì lei deve portare..

ARLOTTA E Lunedì quantu n’havemu nui autri?

AVVOCATO Lunedì.., tredici. Tredici, quattordici, quindici, sedici.

ARLOTTA Sì, sì, avvocato, (…..) picchì pi’ comu dissi Santinu già iddu l’havi, pi’ venerdì sira comincia a fari i compromessi.

AVVOCATO Allora, Lunedì sedici.., entro il trenta, per fine mese..

ARLOTTA Anche picchì cà, i signori MAGAZZU’ mi dissiru: << Comu appena trasunu, i primi soddi chi trasunu c’ ‘i damu e chiudemu ‘na partita.>>, quindi.

AVVOCATO Delle due partite quali, i.., i (…)?

ARLOTTA (…) sì.

AVVOCATO Allora, (…..) allora, entro Giovedì i primi centoventi e poi entro tre.., trenta, e sono altri quindici giorni, lei mi dà i sessanta di Marzo, che non me li sta dando, e i cento miei, e chiudiamo qua. E poi ci siamo allineati il (…). Va bene, d’accordo così? Però, una volta tanto, lei

deve mantenere la parola, perché io purtroppo ci ho un sacco di cose. Mi chiamano cento persone, io non lo so, con lei non..

ARLOTTA Avvocato..

AVVOCATO ..non voglio essere chiamato io.

ARLOTTA ..avvocato, ‘a garanzia di cento, tutti pari, no, ma chisti sunnu pagati. ‘a metà di centu ci arrivamu sicuru a fine misi.

AVVOCATO Ma ci sono quegli altri sessanta di Marzo.

ARLOTTA Eh.

AVVOCATO I primi..

ARLOTTA I sessanta di Marzo l’havi lei.

AVVOCATO Ma i sessanta di Marzo lei ancora ci ha centoventi arretrati, più Marzo centottanta.

ARLOTTA Eh.

AVVOCATO E quindi sono centoventi, più sessanta, centottanta, più cento due e ottanta.

ARLOTTA E chisti i pigghiamu. I mensili i pigghiamu. Chiddi sulu a.., (…) a lei.

AVVOCATO Quando lei fa un coso del Top Residence perché non prende cento e me li dà?

ARLOTTA E poi chi fazzu.., avvocato?

AVVOCATO (…..) non lo fa.

ARLOTTA Ma.., minchia, mi pur ria ‘mpiccari.

AVVOCATO E allora..

ARLOTTA Si io’ entru ‘u trentunu non fazzu docu mi pur ria ‘mpiccari.

AVVOCATO E allora perché dice forse? Deve essere sicuro. Allora, allora vediamo un’altra cosa. Signor Arlotta, non glielo dico più, sedici e trentuno. Lei ci ha due scadenze, una di centoventi e una di centottanta. Basta. No, una centosessanta, non centottanta. Siamo d’accordo? Una centoventi che sono due mensilità per sessanta e cento, duecentosessanta.

ARLOTTA Sì, dico i cento per la fine del mese io’ non ci garantisciu.

AVVOCATO Ma perché se fa anche il residence?

ARLOTTA Se fazzu ‘u Top Residence puru.., puru l’autri ci dugnu, non chiddi dà.

AVVOCATO Allora da che dipende il Top Residence?

ARLOTTA Dipende.., dipende, dipende ora.., dipende da.., da.., (…..) ci puttamu l’articolo ventottu e chiddi ni stannu sicutannu picchì dici chi ‘a banca (…..)

AVVOCATO Quindi ne dà metà.., metà.., sicuramente metà più gli altri sessanta, cioè centodieci?

ARLOTTA Sì.

AVVOCATO Va bene. Allora, andiamo alla.., cosa.., alla.. me la dà questa ditta, deve firmare ‘st’offerta, se non mi dà la ditta com’è! Allora, ARGEMO, (…)?

ARLOTTA E non lo so, (…..) ‘a ditta ‘i me’ figghiu? No.

AVVOCATO Eh, ma deve essere una ditta che è iscritta.

ARLOTTA Una ditta che è iscritta. (…..)

AVVOCATO Come?

ARLOTTA Karol (…)

AVVOCATO Karol?

ARLOTTA Sì.

AVVOCATO Con la K?

ARLOTTA Ka.., ka.., sì, con la K.

AVVOCATO Karol S.r.l. Questa che è, la ditta di (…..)

ARLOTTA (…..).

AVVOCATO (…..)?

ARLOTTA No, chistu è (…), l’amicu mei.

AVVOCATO Ah, e allora ci mettiamo ARGEMO e KAROL.

ARLOTTA E KAROL.

AVVOCATO Ditta ARGEMO e KAROL.