MESSINA: Lettera aperta ai vigili urbani che hanno strappato lo striscione di mano a Claudio e Marco di GINO STURNIOLO

Stanno girando in rete foto che vi raffigurano mentre strappate violentemente lo striscione di mano a Claudio e Marco e mentre li trascinate per le scale del Municipio di Messina. Sono immagini che fanno rabbia e producono indignazione. I vostri occhi vi hanno permesso di assistere in questi anni a quanto di peggio la politica possa produrre. Siete stati testimoni di un consiglio comunale e di una Giunta che hanno accompagnato la città e il Comune di Messina verso il declino e si apprestano a dichiararne ufficialmente il fallimento. Avete protetto (e forse anche chinato il capo davanti a) chi oggi viene accusato di avere truffato per 13 milioni di euro le casse pubbliche. Avete visto il dolore di chi non percepisce da mesi lo stipendio attraversare quel perimetro che siete chiamati a difendere. Oggi anche il vostro futuro e il vostro stipendio sono a rischio. Per tutto questo, quello striscione non solo non avreste dovuto strapparlo di mano a Claudio e Marco, ma avreste anzi dovuto aiutarli a stenderlo meglio. Su quello striscione c’e scritto “La crisi la paghino i ricchi”.Quello striscione e’ un piccolo tentativo di difendere anche voi, di difendere chi si trova oggi a pagare una crisi che non ha provocato, mentre chi ha goduto della moltiplicazione del denaro attraverso il denaro continua a fare profitti strafottendosene dell’impoverimento generalizzato che investe la società. C’e’ un tempo per tutto nella vita e c’e’ anche il tempo cui si alza il capo e non si eseguono compiti odiosi. La solerzia che avete utilizzato nei confronti di Claudio e Marco meriterebbe cause migliori, cause per le quali probabilmente avete sempre preferito girare la testa dall’altra parte. Ho due figli piccoli e spero proprio che crescano come Claudio e Marco, che siano in grado di battersi contro le ingiustizie, se non proprio come due leoni, almeno come due lupacchiotti, che abbiano il coraggio anche loro di arrampicarsi su un balcone e urlare la propria rabbia. A voi oggi toccherebbe di chiedere scusa a quei due ragazzi. GINO STURNIOLO