Pubblichiamo l'appello sottoscritto da 80 docenti di Università italiane che invitano il Ministro Profumo a rivedere la propria posizione in merito alla Fondazione Università di recente istituzione

tomasello

IL RETTORE TOMASELLO

Pubblichiamo l’appello sottoscritto da 80 docenti di Università italiane, che facendo propri i rilievi sollevati da un gruppo di docenti dell’Ateneo messinese, invitano il Ministro Profumo a rivedere la propria posizione in merito alla Fondazione Università di recente istituzione.

ON.LE MINISTRO DELL’ISTRUZIONE,
DELL’UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA
SCIENTIFICA – ROMA
Gli organi di governo dell’Università di Messina, già investiti da una indagine avviata dalla Procura della Repubblica della città dello Stretto a proposito della legittimità delle proroghe dei mandati elettorali, presieduti da un Magnifico Rettore scaduto nel 2011, prorogato una prima volta in virtù della legge 240/2010 per l’anno accademico 2011/2012 e prorogato nuovamente per il 2012/2013 grazie ad un comma inserito nella legge di revisione della spesa dell’agosto 2012, hanno istituito nell’Ateneo messinese una Fondazione Universitaria il cui statuto, oltre a suscitare le perplessità della comunità accademica locale, desta viva preoccupazione in ambito nazionale. In base all’art. 59 della Legge 388/2000, le fondazioni devono agire “nell’osservanza del criterio della strumentalità rispetto alle funzioni istituzionali, che rimangono comunque riservate
all’Università”. In aperto contrasto rispetto a quanto indicato dalla normativa ed in contraddizione con quanto previsto da altri articoli dello stesso statuto, l’art. 2 affida invece alla Fondazione la realizzazione di attività non solo “strumentali e di supporto”, ma anche “di ricerca”. Si palesa dunque l’attribuzione alla Fondazione di una funzione istituzionale dell’Università. Sempre l’articolo 2 dello statuto, assegna al Consiglio di Amministrazione della Fondazione il compito di individuare “settori di ricerca e progetti strategici” (naturalmente di provenienza universitaria) da assegnare alla Fondazione. Ciò evidenzia come siano conferite in prima istanza e possano in seguito essere determinate dalla Fondazione con indebita autoreferenzialità, attività sostitutive rispetto all’Università e ai suoi Dipartimenti. L’art. 3 dello statuto, dedicato alle attività della Fondazione, non riporta come dovrebbe (e come gli statuti di altre Fondazioni universitarie immancabilmente fanno) le sette attività (o alcune di esse) indicate dal DPR 254/01, recitando invece testualmente che: “La Fondazione si propone di promuovere, organizzare e gestire strutture, progetti, eventi e ricerche anche interdisciplinari, attività formative comprese, istituire premi e borse di studio, svolgere attività di consulenza e formazione a favore di enti pubblici e privati”. Le parti evidenziate in grassetto costituiscono attività non previste dalla legge (organizzazione e, soprattutto, gestione si configurano come attività non meramente strumentali, quanto piuttosto sostitutive), mentre “ricerca”, “consulenza e formazione a favore di enti pubblici e privati” costituiscono indiscutibilmente attività istituzionali proprie dei Dipartimenti, che – come s’è visto – l’art. 59 della Legge 388/00 mantiene, invece, in maniera esclusiva, riservate all’Università. Sempre l’art. 3, varcando in maniera indebita i ristretti limiti fissati dal DPR 254/01, attribuisce alla Fondazione attività “accessorie” consistenti nella possibilità di compiere “qualsiasi operazione, mobiliare, immobiliare, nonché acquistare o vendere in qualsiasi forma brevetti, licenze e procedimenti di fabbricazione”, “operazioni di amministrazione e gestione dei propri beni volte alla migliore gestione ed amministrazione del proprio patrimonio”, nonché “assumere… sia direttamente che indirettamente, interessenze e partecipazioni in altre fondazioni, società o imprese italiane ed estere … aventi oggetto analogo, affine o connesso al proprio”. Tutto ciò travalica i confini delle attività definite dalla legge. Del tutto oscuro risulta poi il fine legato all’attività di vendita e acquisizione di brevetti, licenze e procedimenti di fabbricazione, che potrebbero derivare alla Fondazione dalle attività di ricerca svolte dal personale dell’Università: avremmo in tal caso non già la strumentalità della Fondazione all’Università, ma – esattamente al contrario – l’asservimento di attività universitarie agli interessi economici e patrimoniali della Fondazione, rispetto ai quali lo statuto non prevede alcuna forma strutturata di partecipazione da parte dell’Università. Infatti, sembra esorbitare le finalità di legge anche l’autoreferenzialità della gestione patrimoniale della Fondazione, la quale risulta del tutto sganciata dal perseguimento degli interessi (anche economici) dell’Università. Infine, ad ipotecare il giudizio nei confronti della Fondazione, vi è il fatto che (caso forse unico in Italia) come “fondatore” unico della stessa compaia la sola Università. Da ciò inevitabilmente consegue che il patrimonio della Fondazione non possa che essere costituito in prima istanza solo ed esclusivamente da risorse sottratte alla fruizione diretta dell’Ateneo e dei suoi Dipartimenti. Alle sopraelencate questioni sollevate nel merito dello Statuto, si aggiunge una circostanza non meno rilevante: il processo di istituzione della Fondazione (e, invero, la stessa necessità di istituire tale soggetto), pur definita di fondamentale importanza per il futuro dell’Università, si è consumato in un arco temporale estremamente ristretto, esclusivamente in seno agli organi di governo dell’Ateneo. Organi di Ateneo sulla cui legittimità della permanenza in carica, come richiamato in premessa, gravano fondate perplessità. Pur tuttavia, mai in fase di discussione delle prerogative della Fondazione e di stesura dello Statuto, si è ritenuto di dover coinvolgere la comunità accademica ed il personale tecnico-amministrativo dell’Ateneo, ai quali l’avvenuta istituzione è stata presentata quando sull’argomento si erano già espressi Senato Accademico e Consiglio di Amministrazione, attraverso una tardiva conferenza di Ateneo. Si rappresenta quanto sopra affinché codesto On.le Ministero possa riconsiderare il parere favorevole formulato nei confronti dello Statuto della Fondazione Università dell’Ateneo messinese.
Sicuri di un rapido quanto approfondito intervento, porgiamo i distinti saluti.
1. Raffaele Caldarelli – Università della Tuscia
2. Michela Cigola – Università di Cassino
3. Annamaria Cavalli – Università di Parma
4. Giorgio Tassinari – Università di Bologna
5. Eliana Carrara – Università del Molise
6. Paolo Liverani – Università di Firenze
7. Adriana Brancaccio – Università di Napoli Federico II
8. Petronia Carillo – Seconda Università di Napoli
9. Vittorangelo Orati – International Institute of Advanced Economic and Social Studies
10. Marco Cosentino – Università dell’Insubria
11. Paolo D’Achille – Università Roma Tre
12. Mariangiola Dezani – Universita’ di Torino
13. Enrico Napoli – Università di Palermo
14. Raffaella Baldelli – Università di Bologna
15. Calogero Massimo Cammalleri – Università di Palermo
16. Valentina Onnis – Università di Cagliari
17. Sergio Brasini – Università di Bologna
18. Francesco Di Quarto – Università di Palermo
19. Mauro Moresi – Università della Tuscia
20. Ennio Gozzi – Università di Trieste
21. Giorgio Pastore – Università di Trieste
22. Andrea Capotorti – Università di Perugia
23. Roberto De Romanis – Università di Perugia
24. Francesca Petrocchi – Università di Trieste
25. Mauro Volpi – Università di Perugia
26. Silvano Romano – Università di Pavia
27. Paolo Braconi – Università di Perugia
28. Paolo Biondi – Università della Tuscia
29. Lia Forti – Università dell’Insubria
30. Giuliano Garavini – Coordinamento Precari Università
31. Bruno Neri – Università di Pisa
32. Giuseppe Martini – Università di Pavia
33. Alessandro Ferretti – Università di Torino
34. Delia Picone – Università di Napoli Federico II
35. Guido Mula – Università di Cagliari
36. Gianfranco Bocchinfuso – Università di Roma Tor Vergata
37. Alberto Girlando – Università di Studi di Parma
38. Laura Stancampiano – Università di Bologna
39. Maurizio Tirassa – Università di Torino
40. Marta Gagliardi – Università di Bologna
41. Massimo Caboara – Università di Pisa
42. Steve Buckledee – Università di Cagliari
43. Tiziana Drago – Università di Bari
44. Pietro Lupetti – Università di Siena
45. Antonino Grasso – INFN Torino
46. Francesca Mocci – Università di Cagliari
47. Maria Grazia Cabiddu – Università di Cagliari
48. Stefano Federici – Università di Cagliari
49. Marco Vighi –Università di Milano Bicocca
50. Roberto Deidda – Università di Cagliari
51. Marinella Lorinczi – Università di Cagliari
52. Mariastella Colomba – Università di Urbino
53. Rossella Capozzi – Università di Bologna
54. Paola Devoto – Università di Cagliari
55. Maria Collu – Università di Cagliari
56. Biagio Morrone – Seconda Università di Napoli
57. Vincenzo Mitolo – Università di Bari
58. Antonio Bonfitto – Università di Bologna
59. Annamaria Cavalli – Università di Parma
60. Carla Maria Amici – Università del Salento
61. Giacomo Bucci – Università di Firenze
62. Michele Colajanni – Università di Modena e Reggio Emilia
63. Enrico Vicario – Università di Firenze
64. Orazio Tomarchio – Università di Catania
65. Salvatore Tucci – Università di Roma Tor Vergata
66. Francesca Coin – Università di Venezia
67. Aldo Giannuli – Università di Milano Statale
68. Piero Bevilacqua – Università di Roma La Sapienza
69. Roberta De Monticelli – Università San Raffaele, Milano
70. Sergio Tiberti – Università dell’Aquila
71. Salvatore Spagna Musso – Università di Napoli Federico II
72. Salvatore Gaglio – Università di Palermo
73. Bruno Catalanotti – Università di Napoli Federico II
74. Raffaele Caterina – Università di Torino
75. Gabriella D’Agostino – Università di Palermo
76. Silvio Rotolo – Università di Palermo
77. Adele Tepedino – Università di Salerno
78. Emma Buondonno – Università di Napoli Federico II
79. Maria Donatelli – Università di Palermo
80. Caterina Grillo – Università di Palermo