MESSINA, L'OCCUPAZIONE DEL TEATRO (ABBANDONATO) IN FIERA. LA FOTO: L'IMMAGINE DI UN TEATRO (PINELLI) CHE DEVE RINASCERE DALLE MACERIE. IL COMUNICATO DELL'ASSEMBLEA

17 dicembre 2012 Cronaca di Messina

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FOTO: ENRICO DI GIACOMO

“Ci riserviamo di decidere quale sarà il destino del Teatro, come di tutto il complesso fieristico, in un’assemblea pubblica cittadina, che si svolgerà a partire dalle sei e mezza”. Così i membri dell’Assemblea Antifascista Permanente – nata dai movimenti e partiti che hanno manifestato insieme nella street antifascista di sabato mattina – hanno concluso una lunga giornata di discorsi e incontri. L’assemblea cittadina di domenica pomeriggio, nel padiglione 7, è stata partecipatissima. Circa duecento persone sono accorse ad ascoltare analisi o fare proposte. “Avremmo voluto donare un “nuovo” teatro, ma abbiamo scoperto un cratere: al posto della platea un cumulo di macerie, emblema dello smottamento culturale e civile che ha investito questa città negli ultimi vent’anni” – recita il comunicato redatto a fine giornata.”

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FOTO DI ENRICO DI GIACOMO

Teatro Pinelli Occupato – Comunicato stampa 16 dicembre 2012

IL COMUNICATO
Ieri dopo una giornata di mobilitazione antifascista abbiamo occupato i locali dell’ex teatro in fiera di Messina. Abbiamo voluto intitolare questo nuovo spazio a Pinelli nell’anniversario del suicidio (di stato) avvenuto dentro la questura di Milano nel ’69 in una delle fasi più conflittuali e importanti della storia del nostro paese. Con questa azione sentiamo di continuare un percorso di mobilitazione che coinvolge, seppur in forme diverse, gran parte della città. L’urgenza che ci ha spinto ad agire si sta diffondendo in tutto il paese con risultati propositivi, nuove pratiche costituenti, spazi aperti, a partire proprio dai teatri. Questa occupazione ha l’obbiettivo di restituire alla città un bene fondamentale per la crescita civile e culturale della comunità e che invece da decenni è abbandonato nel più totale degrado. Avremmo voluto donare un “nuovo” teatro, ma abbiamo scoperto un cratere: al posto della platea un cumulo di macerie, emblema dello smottamento culturale e civile che ha investito questa città negli ultimi vent’anni. Un teatro che adesso è simbolo del fallimento assoluto di un’intera classe dirigente che a fronte di mega progetti sponsorizzati da soggetti privati (o da soggetti pubblici subalterni a interessi privati) non ha avuto cura di un bene pubblico così prezioso. Non solo il teatro: l’intero plesso fieristico…oltre 30 mila metri quadri sottratti alla collettività. Un’assemblea cittadina composta da oltre duecento cittadini nel pomeriggio ha rivendicato le ragioni di questa azione: gli spazi della Fiera devono essere accessibili, comuni, svincolati da ogni logica legata al profitto e al mercato. I soggetti formalmente pubblici che hanno privato la città di questi spazi non hanno la credibilità per proporre alcunché, né il compito può essere delegato a una commissione composta in prevalenza da soggetti privati con interessi speculativi. Ci prendiamo il tempo necessario per un confronto reale tra cittadini, lavoratori dello spettacolo, movimenti. Domani alle 18,00 al padiglione 7 si terrà una nuova assemblea cittadina, nel frattempo negli spazi agibili del teatro sono in corso concerti, performance, prove aperte, djset, assemblee permanenti.