MESSINA, L'INCHIESTA GIUDIZIARIA – Scerbatura dei cimiteri alla coop Agrinova: Convenzioni ATO 3. A giudizio per abuso I'ex ad SALVATORE LA MACCHIA

L’inchiesta iniziale era molto più ampia sulla gestione interna ed esterna dell’Ato 3, e l’ha gestita in prima persona il procuratore aggiunto Ada Merrino. Adesso c’è da registrare la definizione in udienza preliminare di uno dei tanti tronconi che si sono generati, e che coinvolgeva l’ex amministratore delegato dell’Ato 3 Salvatore La Macchia in quota Pd, che in passato ha ricoperto parecchi incarichi politici nel suo partito, ed è stato anche commissario del Consorzio Asi. In questo caso La Macchia, come ex ad dell’Ato 3, è stato rinviato a giudizio dal gup Monica Marino con l’accusa di abuso d’ufficio, su richiesta del sostituto procuratore Federica Rende, che rappresentava l’accusa in udienza. II processo inizierà il prossimo 10 aprile davanti ai giudici della seconda sezione penale del tribunale. La Macchia, che in questa vicenda è stato assistito dall’ avvocato Carmelo Scillia, dovrà rispondere di un fatto ben preciso. Secondo l’accusa avrebbe violato la normativa di riferimento per le convezioni stipulate dall’Ato 3 con le cooperative sociaii, che è stata innovata del 2003 rispetto a quella precedente del 1997 (si tratta della materia legata ai lavori socialmente utili, la durata massima previsa era di sessanta mesi). In concreto con una serie di note di servizio a sua firma siglate tra il febbraio e l’ottobre del 2007, dispose autonomamente la prosecuzione sino al 31 dicembre del 2007 della convenzione relativa ai lavori di scerbatura del Gran Camposanto e dei cimiteri suburbani, che era stata stipulata tra il Comune e la cooperativa sociale “Agrinova 2000”, che era scaduta il 28 gennaio 2007. Il contratto tra Comune e coop, risalente al 2002, fu ceduto nel dicembre del 2005 all’Ato 3, che diventò quindi il partner di riferimento. In tema di prolungamento del rapporto – è questo un altro aspetto della contestazione accusatoria -, La Macchia previde tra l’altro per i soli lavori di scerbatura lo stesso compenso originariamente concordato tra le parti, procurando quindi alla coop “Agrinova 2000” un ingiusto vantaggio patrimoniale che viene definitìvo di rilevante gravità perché siamo sull’ordine dei 350.000 euro (per l’esattezza 348.548,69 euro). Pagamenti tutti riscossi dalla coop – fanno fede le fatture emesse -, tra il 17 aprile del 2007 e il 5 febbraio del 2008. Nuccio Anselmo – Gds