L'INCHIESTA – Visite in carcere a Provenzano: “Nessun reato per i parlamentari”. Il procuratore Laguardia intenzionato a non procedere dopo la trasmissione degli atti da Reggio Calabria e Messina. Verso l’archiviazione anche accertamenti su tentato suicidio e incidente in cella

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Non ravviso reati a carico dei parlamentari che hanno fatto visita in carcere a Provenzano”. Il procuratore Gerardo Laguardia parla in merito agli accertamenti disposti dagli inquirenti di Reggio Calabria e Messina dopo l’incontro tra il superboss della mafia e i parlamentari Sonia Alfano, Beppe Lumia e l’avvocato Fabio Repici. Erano stati aperti fascicoli di atti relativi, cioè senza indagati o ipotesi di reati. Le informative sono state trasmesse a Parma per competenza territoriale.

Il procuratore, però, sembra intenzionato a non procedere: “Non ravviso responsabilità penali. Al massimo, potrebbe essere aperto un procedimento disciplinare a carico delle guardie penitenziarie per non aver fatto firmare ai visitatori tutti gli atti relativi. Non hanno fatto firmare nulla. Ma anche in questo caso, non ci sarebbe reato penale”.

Verso la chiusura, inoltre, altre due inchieste relative a Provenzano: uno sul tentativo di suicidio in carcere e l’altro sull’incidente che gli ha provocato un grave trauma cranico, per il quale è stato operato al Maggiore e in seguito è finito in coma. “Anche in questi caso non vedo ipotesi di reato – dice Laguardia – Quando si è infilato un sacchetto in testa é stato soccorso subito, non ha corso pericoli. Il resto, è stato un incidente”. tratto da Repubblica Parma