Barcellona: Mobilitazione delle forze dell’ordine dopo l’intimidazione al maresciallo dei carabinieri che ha trovato sotto casa la testa mozzata di un cavallo. Le indagini passano alla Direzione antimafia

6 marzo 2013 Cronaca di Messina

L’inchiesta sulla macabra intimidazione subita da un maresciallo dei carabinieri in forza alla Compagnia di Barcellona Pozzo di Gotto che ha ritrovato davanti all’ingresso dell’abitazione in cui vive con la sua famiglia la testa mozzata di un cavallo, fin qui coordinata dai sostituti procuratori Mirko Piloni e Fabio Sozio, è stata trasferita alla Procura distrettuale antimafia di Messina. La vicenda che assume una valenza investigativa diversa per il ruolo che il sott’ufficiale ha avuto in delicate e importati inchieste contro la criminalità comune e organizzata, è al centro fin da lunedì scorso degli accertamenti compiuti dai carabinieri che non hanno fino adesso lasciato nulla di intentato per identificare gli autori del grave e vile gesto. Perquisizioni domiciliari a tappeto sono state effettuate nelle ultime 48 ore, con attenzione a una cerchia di soggetti sospettati di essere vicini alla criminalità organizzata e su cui lo stesso militare dell’Arma aveva indagato a fondo. L’attività d’indagine di cui si è occupato il sott’ufficiale dell’Arma spazia dall’assenteismo in massa dagli uffici di oltre 50 dipendenti comunali per i quali si attendono già le prime sentenze, alla macellazione clandestina, fino allo smaltimento illegale di rifiuti speciali ad opera di industrie locali che hanno devastato il territorio, al riciclaggio di titoli bancari e postali messo in atto da una banda che agiva su tutto il territorio provinciale e collegata con un gruppo di napoletani che riuscivano ad intercettare titoli emessi da finanziarie. L’attenzione degli inquirenti resta concentrata sul territorio di Barcellona Pozzo di Gotto dove la scarsa collaborazione con le Forze di polizia rende più complicata l’azione di repressione che gli inquirenti tentano di mettere in campo costantemente.