L'INCHIESTA DELLA PROCURA DI PATTI: Avviato il ciclo degli interrogatori di garanzia per l’inchiesta sui brogli elettorali alle Amministrative 2011. Gullo non risponde, Lembo nega addebiti

8 marzo 2013 Cronaca di Messina

Sono iniziati gli interrogatori di garanzia davanti al gip di Patti Onofrio Laudadio dei dodici indagati dell’operazione “Fake”. Ieri mattina sono stati ascoltati l’ex vice sindaco Francesco Gullo, l’ex vice comandante della polizia municipale, Carmelo Lembo, il consigliere comunale Domenico Pontillo e i vigili urbani Giuseppe Panzalorto e Giuseppe Foresti. I primi quattro si trovano agli arresti domiciliari, mentre il quinto è destinatario dell’obbligo di dimora. L’ex vice sindaco Francesco Gullo, uno dei maggiori accusati, difeso dall’avv. Giuseppe Serafino, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Ha invece negato ogni addebito, fornendo giustificazioni in merito alle accuse rivolte dal Gip, l’ex vice comandante dei vigili urbani Carmelo Lembo, difeso dall’avv. Carlo Autru Ryolo. Assistito dagli avvocati Nino Favazzo ed Attilio Scarcella, ha risposto, invece parzialmente alle accuse contestategli il consigliere comunale Domenico Pontillo. Nello specifico ha fornito la propria versione dei fatti in ordine ai reati elettorali, il cambio di residenza e l’associazione a delinquere, rigettando tutte le accuse. Per i rimanenti capi di imputazione non ha, invece, risposto in quanto i legali non erano ancora in possesso di tutti gli incartamenti relativi all’indagine. Ha ribattuto alle domande del Gip anche il vigile urbano Giuseppe Panzalorto, difeso dagli avv. Nino Todaro e Peppuccio Todaro. Nel corso dell’interrogatorio ha chiarito la propria posizione, rigettando tutte le accuse. Anche il vigile urbano Giuseppe Foresti, difeso dall’avv. Elio Leone Aquino, ha risposto alle domande del Gip spiegando la sua posizione e rigettando ogni addebito. Il legale ha, inoltre, chiesto la revoca delle misure cautelari e l’autorizzazione a riprendere l’attività lavorativa. Da giovedì tutti gli avvocati difensori inizieranno a presentare le istanze presso il Tribunale del Riesame per chiedere la revoca dei provvedimenti cautelari. Sabato scorso, invece, sono state ascoltate anche le altre persone indagate per le quali il Gip del Tribunale di Patti ha lasciato in sospeso l’emissione di eventuali provvedimenti (si tratta di una richiesta di misura interdittiva di sospensione dalle funzioni per due mesi, avanzata dalla Procura). Si tratta dei funzionari comunali Marcella Gregorio, difesa dall’avv. Mariella Sciammetta, Nunzio Pontillo, difeso dall’avv. Elio Leone Aquino, e dell’ex direttore generale del Comune di Patti Roberto Ribaudo, difeso dall’avv. Francesco Pizzuto. Tutti e tre hanno risposto alle domande del Gip Onofrio Laudadio, chiarendo le rispettive posizioni. I legali si sono dichiarati fiduciosi e ritengono che nessun provvedimento sarà preso dal giudice per le indagini preliminari nei confronti dei loro assistiti. Intanto la polizia ha iniziato a notificare i 156 avvisi di garanzia nei confronti delle persone indagate nell’ambito dell’operazione Fake per vari reati. Saranno, invece, sentite tra domani e giovedì le altre sette persone destinatarie dei provvedimenti cautelari emessi dal Gip, sempre nell’ambito dell’operazione Fake. Domani toccherà rispondere alle domande del gip a Maria Pia Germanà, attualmente ai domiciliari, ai due consiglieri comunali Pasqualino La Macchia e Filippo Tripoli per i quali è stato disposto il divieto di dimora a Patti e i due indagati a cui, invece, è stato disposto l’obbligo di dimora Alessio Arlotta e Raffaele Aliberto. Giovedì saranno le sorelle Cappadona ad essere interrogate.