BARCELLONA: Stralcio Tsunami, archiviazione. L’inchiesta riguardava una concessione edilizia per un fabbricato con un ipermercato. Nel procedimento erano indagati dodici tecnici e un maresciallo GdF

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A più di 8 anni dall’apertura dell’inchiesta giudiziaria “Tsunami” su politica e malaffare, rispolverata dai cassetti in cui era stata relegata, il sostituto procuratore Giorgio Nicola che nel maggio dello scorso anno aveva già concluso le indagini preliminari, ha chiesto al Gip del Tribunale di Barcellona Anna Adamo l’archiviazione per uno dei tronconi d’indagine in cui figuravano indagate 13 persone a cui si contestava il reato di abuso d’ufficio in concorso. Il procedimento per il quale la Procura chiede adesso l’archiviazione riguardava funzionari comunali e componenti di commissione edilizia di Palazzo Longano in carica nel 2005. L’archiviazione è stata richiesta per un totale di 13 persone. Si tratta dell’ex maresciallo della Guardia di finanza Santi Pino, 67 anni, del dirigente facente funzione pro tempore dell’Ufficio tecnico del Comune di Barcellona, ing. Orazio Mazzeo, 62 anni, del suo predecessore ing. Gaetano Calabrò, 65 anni; del costruttore edile Giovanni Arlotta, 69 anni; del tecnico progettista e direttore dei lavori, ing. Giuseppe Settineri, 71 anni; dei componenti pro tempore della commissione edilizia comunale in carica nel 2005, l’ex assessore comunale all’urbanistica Luciano Antonino Genovese, 58 anni nella qualità di presidente, ed i commissari dell’epoca Carmelo Biagio Genovese,71 anni; Antonino D’Amico, 73 anni; Vincenzo La Scala, 75 anni; Carmelo Antonino Giannetto, 60 anni; l’ex assessore comunale Amedeo Gitto, 63 anni; il dirigente sanitario dell’Asp Antonino Iannello, 59 anni e Franco Antonio Giunta, 45 anni. L’accusa che veniva contestata a tutti era di abuso d’ufficio in concorso per il rilascio di una concessione edilizia, la n. 58 del 28 aprile del 2005. L’inchiesta, per la quale ad 8 anni dall’avvio si chiede adesso l’archiviazione, aveva evidenziato una concessione edilizia, con mutamento di destinazione d’uso, per favorire – secondo l’ipotesi investigativa che evidentemente non ha trovato riscontri – l’imprenditore edile di Barcellona Giovanni Arlotta, proprietario del complesso immobiliare ubicato in via Kennedy a Pozzo di Gotto, accanto al torrente Idria e l’amministratore pro-tempore del gruppo commerciale “Fiorino snc”, (nel frattempo deceduto) che negli scantinati dell’immobile aveva aperto un ipermercato. Tra gli indagati, indicato come istigatore del reato di abuso d’ufficio, vi era l’ex maresciallo della Guardia di Finanza Santi Pino, all’epoca dei fatti comandante della sezione di polizia giudiziaria presso la Procura. La vicenda oggetto dell’indagine è riportata nell’informativa dell’inchiesta “Tsunami”, in coincidenza dell’ispezione ministeriale compiuta al Comune di Terme Vigliatore e conclusasi con lo scioglimento degli organi amministrativi dell’ente. L’inchiesta dei carabinieri che fu neutralizzata da violazioni del segreto d’ufficio, aveva anche documentato con riprese fotografiche ed intercettazioni un incontro avvenuto ai caselli dell’A20 il 25 aprile del 2005 tra il maresciallo Pino che avrebbe fatto da tramite tra l’ing. Calabrò e l’imprenditore interessato alla variante, concessa poi tre giorni dopo, il 28 aprile. A rilasciare l’atto fu l’allora caposervizio ing. Orazio Mazzeo; il beneficiario della concessione, il costruttore edile Giovanni Arlotta. Nell’inchiesta furono poi coinvolti i componenti della Commissione edilizia che avevano espresso parere favorevole al rilascio della concessione. L’organismo nel 2005 era presieduto dall’ex assessore all’urbanistica di Palazzo Longano, ing. Luciano Genovese. Tra gli indagati, quale componente della stessa commissione, figurava anche l’ex assessore, ed ex consigliere provinciale di centrosinistra, l’ing. Amedeo Gitto. Secondo l’ipotesi di accusa gli indagati, in concorso ognuno per le proprie competenze, violando la legge e il regolamento edilizio, autorizzavano il mutamento di destinazione d’uso del secondo piano sottostrada dell’edificio dove poi è stato realizzato un ipermercato Despar, nonostante la realizzazione del fabbricato fosse prevista in totale difformità al piano di lottizzazione e al Prg. Secondo l’accusa la difformità sarebbe consistita in un aumento delle volumetrie e di un’altezza maggiore dell’edificio rispetto a quella consentita dal piano di lottizzazione e dallo strumento urbanistico. Con un falsa rappresentazione dei luoghi veniva autorizzata anche la modifica del sottotetto del complesso consentendo al proprietario di realizzare unità immobiliari con terrazzi in contrasto con il Prg. La concessione sarebbe stata tra l’altro rilasciata in assenza del parere obbligatorio dell’Ufficio tecnico. L’area è indicata dalla Regione a rischio alluvionale. Nella difesa sono impegnati gli avv. Tommaso Calderone, Giuseppe Lo Presti, Franco Calabrò, Benedetto Calpona, Leopoldo D’Amico, Giovanni Munafò, Maria Rita Genovese, Melangela Scolaro, Carmelo Mazzeo, Massimo Alosi, Giuseppina Siracusa. Adesso si attende il decreto di archiviazione del Gip Adamo e solo allora si conosceranno i motivi della richiesta avanzata dalla Procura. LEONARDO ORLANDO – GDS DEL 15-03-13