Scandalo Ior: arrestati vescovo di Salerno, uno 007 e un broker finanziario

28 giugno 2013 Mondo News

Tre arresti per truffa, corruzione e calunnia per lo scandalo dello Ior. In manette Nunzio Scarano, monsignore italiano responsabile del servizio di contabilità analitica all’Apsa (Amministrazione del patrimonio della Sede Apostolica), Giovanni Maria Zito, funzionario dell’Aisi, il Servizio segreto interno, e Giovanni Carenzio, un broker finanziario italiano che lavora soprattutto all’estero. Scarano, tra l’altro, è coinvolto a Salerno in un’altra indagine per ricettazione. I tre sono stati arrestati questa mattina da militari del Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di finanza.

Le ordinanze di custodia cautelare sono state firmate del gip Barbara Callari su richiesta del procuratore aggiunto Nello Rossi e dei sostituti Stefano Rocco Fava e Stefano Pesci. La vicenda giudiziaria ruota intorno ad un accordo tra Scarano e Zito finalizzata a far rientrare dalla Svizzera 20 milioni cash di proprietà di alcuni amici del monsignore a bordo di un jet privato. Per questo “servizio”, Zito avrebbe ricevuto 400 mila euro.

Il Vescovo di Salerno il 14 giugno scorso era stato iscritto nel registro degli indagati insieme ad altre 56 persone per il reato di riciclaggio di 560mila euro. In quell’occasione aveva rivendicato la provenienza lecita dei soldi. Gli inquirenti si erano insospettiti per le modalità dell’operazione di estinzione di ipoteca su di un appartamento che aveva dato in garanzia. Questa era stata compiuta con finte donazioni di terzi e con assegni da 10mila euro rimborsati in contanti. La Procura di Salerno sta cercando di capire da dove venivano i soldi liquidi. Scarano vive da tempo a Roma nella Domus Intenationalis Paulus VI e prima di prendere i voti ventisei anni fa era un funzionario di banca. In Vaticano era impiegato nell’ambito immobiliare e lavorara per l’Apsa, ente che possiede migliaia di immobili di pregio e depositi per centinaia di milioni di euro in contante. Nell’ambiente era conosciuto come “monsignor 500“, per la sua grande disponibilità per le banconote da 500 euro.

Una vera e propria svolta diplomatica nei delicati rapporti con la banca dello Ior, negli ultimi trent’anni al centro di inchieste giudiziare. La notizia infatti, arriva a due giorni dalla decisione di Papa Francesco di istituire una “pontificia commissione referente” che permetterà al pontefice di “conoscere meglio la posizione giuridica e le attività dello Ior per consentire una migliore armonizzazione del medesimo con la missione della Chiesa universale e della Sede apostolica”. Il cardinale George Pell, arcivescovo di Sidney in un’intervista a Repubblica aveva commentato così la “grandissima riforma” che deve investire il Vaticano affrontando “un problema alla volta: “‘Lo Ior non va chiuso, ma senz’altro va riformato. La linea è una: trasparenza. Già Papa Francesco ha fatto molto in questo senso. Adesso occorre continuare sulla medesima strada senza paura”. DA ILFATTOQUOTIDIANO