BARCELLONA: IL CLAMOROSO SEQUESTRO DI DOCUMENTI DELLA GDF A CASA DEL SINDACO DI MAZZARRA' SALVATORE BUCOLO. TROVATE ANCHE TRE TESSERE DI APPARTENENZA ALLA LOGGIA MASSONICA DI PIAZZA DEL GESU'. I PARTICOLARI

MASSONERIA

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Leonardo Orlando – Barcellona – Ci sono anche tre tessere di appartenenza alla “Gran Loggia d’Italia degli Antichi Liberi Accettati Muratori” di piazza del Gesù che indicherebbero i diversi gradi ricoperti negli ultimi 10 anni dal sindaco di Mazzarrà Salvatore Bucolo all’interno dell’obbedienza massonica di “Rito scozzese antico e accettato” fondata nel 1908 dalla scissione di un gruppo di muratori fuoriusciti dal Grande Oriente d’Italia, tra i documenti sequestrati nella perquisizione compiuta nella casa del primo cittadino del paese divenuto celebre per la presenza della discarica di rifiuti. I militari del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza del Comando provinciale di Messina, sotto le direttive del procuratore facente funzione Francesco Massara, stanno già vagliando gli atti più importanti sequestrati a seguito delle perquisizioni domiciliari delle abitazioni dei tre indagati dell’inchiesta aperta dalla Procura di Barcellona con l’ipotesi di reato di peculato. Nell’indagine infatti, oltre al sindaco di Mazzarrà Salvatore Bucolo, risultano indagati in concorso, per lo stesso reato di peculato l’ex presidente di TirrenoAmbiente Antonello Crisafulli, residente a Barcellona e l’ex amministratore delegato della stessa società Giuseppe Antonioli, abitante in provincia di Novara. Nelle rispettive case dei tre indagati, a Mazzarrà per Bucolo, in due case a Barcellona e Novara di Sicilia per Crisafulli e Armeno in provincia di Novara per Antonioli, oltre che nel Municipio di Mazzarrà Sant’Andrea e soprattutto nella sede della società mista TirrenoAmbiente di via Mari Aspa a Messina, sono stati stati sequestrati numerosi incartamenti. Inoltre sono stati sequestrati tutti i dati informatici di computer e supporti informatici mobili attraverso il “backup” delle memorie degli stessi strumenti tecnologici. Dalle perquisizioni non sono state risparmiate nemmeno le auto, compresa la “Jaguar” del sindaco Bucolo parcheggiata nella mattinata di mercoledì nel giardino del prestigioso fabbricato dei primi anni 30, in finto stile medievale, in cui abita il primo cittadino. I legali degli indagati, gli avv. Giuseppe Lo Presti per Bucolo, Tommaso Calderone per Crisafulli e Giuseppe Tortora per Antonioli, stanno valutando l’opportunità di ricorrere al Tribunale del riesame contro il provvedimento di sequestro probatorio che nel frattempo è stato convalidato dal Gip del Tribunale di Barcellona. In particolare si ha la sensazione che i legali puntino ad ottenere il dissequestro dei soldi, diverse migliaia di euro in contanti sequestrati al sindaco Bucolo e degli accessori personali, tra cui preziosi orologi, e gioielli, oltre ovviamente alle tre tessere che provano l’appartenenza ed il grado conseguito in dieci anni di affiliazione del sindaco Bucolo alla Loggia di Piazza del Gesù che dalla sua sede storica si è trasferita a Palazzo Vitelleschi, sempre a Roma. DA GAZZETTA DEL SUD