Responsabilità toghe, riforma vicina. Anm divisa, no a maggioranza all’ipotesi sciopero. Il procuratore aggiunto di Messina, Sebastiano Ardita (Autonomia e Indipendenza) chiede come unica condizione "il ritorno all'unità associativa". In alternativa 'sciopero bianco'

24 marzo 2015 Mondo News

ARDITA DI MATTEO

Niente sciopero delle toghe contro la riforma della responsabilità civile delle toghe. Il direttivo dell’Associazione nazionale magistrati, riunito d’urgenza a Roma, respinge a maggioranza l’ipotesi di proclamare l’astensione dalle udienze in vista dell’approvazione della nuova legge che martedì approderà in Aula alla Camera. I gruppi di Unicost e Area convergono sulla linea proposta dal presidente Rodolfo Sabelli in apertura della riunione. Magistratura Indipendente e `Proposta B´ provano fino alla fine a far passare l’idea dello sciopero, inutilmente. Per il nuovo gruppo di Autonomia e Indipendenza, la linea da seguire era quella dell’astensione dalle attività di supplenza, ossia lo “sciopero bianco”.

Anm divisa sulla protesta contro la riforma ormai al traguardo
Preoccupati per la riforma della responsabilità civile delle toghe, ormai prossima al traguardo (soprattutto se la Camera approverà senza modifiche il testo arrivato dal Senato), ma divisi su come reagire, i magistrati si preparano dunque ad una settima difficile, che comunque non li vedrà incorciare le braccia. Martedì il ddl che disciplina la nuova responsabilità civile sarà in Aula alla Camera, ed oggi il Comitato direttivo centrale dell’Associazione nazionale magistrati, riunito d’urgenza a Roma, si è confrontato sulla risposta da dare al provvedimento, che secondo molti magistrati mette a rischio l’indipendenza della categoria. Il presidente Rodolfo Sabelli spiega che lo sciopero «non è la riposta efficace», ma la corrente moderata di Magistratura indipendente chiede comunque di mettere ai voti «l’astensione dall’attività giurisdizionale».

Sabelli contro lo sciopero: per cittadini sarebbe una difesa del privilegio
In apertura dei lavori Sabelli, pur condividendo le critiche al provvedimento (già approvato in prima lettura al Senato), a cominciare dall’abolizione del filtro di ammissibilità dei ricorsi, sottolinea come lo sciopero, «in qualsiasi forma sia organizzato» sarebbe «una testimonianza disperata e impotente e sarebbe percepita come la manifestazione di una casta che difende il privilegio». Per Sabelli, l’astensione o lo sciopero in bianco «sono richieste che riflettono l’indignazione di una magistratura che chiede riforme e risorse ad una politica che risponde con leggi che dipingono i magistrati come fannulloni e irresponsabili», ma comunque non sarebbero capiti dai cittadini. Sabelli confermato poi la richiesta di un incontro al presidente della Repubblica: «Al Capo dello Stato ci presenteremo come interpreti e custodi dei valori di autonomia, indipendenza e imparzialità della giurisdizione».

Mi contro: da giunta Anm reazione «blanda e inefficace»
Di diverso parere Magistratura indipendente, che nel suo documento pro-sciopero accusa la giunta dell’Anm di reagire in modo «del tutto inefficace» a quello che definisce un «attacco ingiustificato all’autonomia e all’indipendenza della magistratura». Nel documento la corrente moderata della magistratura chiede quindi che il Cdc proclami l’astensione dall’attività giudiziale, la cessazione delle attività di supplenza, il cosiddetto ‘sciopero bianco’, ma anche la richiesta al Csm «di procedere all’individuazione dei carichi esigibili» diminuendo così «il pericolo degli errori derivanti dall’eccesso di produttività». Secondo la presidente di Mi, Giovanna Napoletano, è necessaria una risposta all’attacco «all’autonomia e all’indipendenza dei magistrati. Bisogna consentire al cittadino di avere un giudice forte e non condizionato».

La posizione di Proposta B e Autonomia
Favorevole allo sciopero anche Andrea Reale di Proposta B, il gruppo alternativo alle correnti, per il quale «un segnale indifettibile e non c’è nessun isterismo» nella richiesta di astensione. La neonata corrente Autonomia e Indipendenza, che oggi si è costituita nel Cdc con un gruppo di sei rappresentanti, assume una posizione più sfumata e pur condividendo le ragioni di una forte protesta chiede lo sciopero solo se intorno alle ragioni l’Anm ritroverà la sua unità. Il procuratore aggiunto di Messina, Sebastiano Ardita, a nome della corrente guidata da Piercamillo Davigo, chiede come unica condizione «il ritorno all’unità associativa. Se non dovesse esserci una maggioranza quale sarebbe la motivazione dello sciopero? Lacerare la magistratura?». Ardita propone in alternativa di dare un segnale con lo sciopero bianco, ipotizzando, se la legge dovesse essere approvata definitivamente, supporto ai colleghi anche con «la possibilità di far scaturire un giudizio di legittimità costituzionale».

Unicost e Area contrari all’astensione
Contrari allo sciopero le correnti di Unicost e Area. «Se lo ritenessimo utile e fruttuoso per il nostro obiettivo – sottolinea nel pomeriggio Anna Canepa, segretario di Md, che con il Movimento per la giustizia forma il gruppo di Area – potremmo anche fare sciopero, ma io non lo ritengo utile, e poi molti colleghi non lo farebbero, non farebbero neanche uno sciopero bianco. Quello che conta di uno sciopero è la riuscita, o diventa un boomerang», «Facciamo un documento comune – è la sua proposta – in cui si ribadisce l’incostituzionalità di una legge che sarà dannosa per la macchina della giustizia. Dobbiamo mettere in mora la politica». Per Unicost, la corrente di centro cui appartiene anche il presidente Sabelli, interviene il segretario Roberto Carrelli Palombi, che si dice «contrarissimo allo sciopero, che apparirebbe come la difesa di un privilegio, mentre non è così».