"Prima dei controlli avvertivano imprenditori amici", arrestati 4 finanzieri di Messina. I NOMI. Ardita: "La credibilità delle Istituzioni passa dalla loro capacità di fare pulizia al proprio interno"

12 dicembre 2015 Inchieste/Giudiziaria

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MESSINA. Quattro uomini della Guardia di finanza di Messina sono stati arrestati perche’, secondo l’accusa, avrebbero favorito imprenditori amici durante i controlli. Sono accusati di abuso d’ufficio, falso e rivelazione d’atti d’ufficio. I finanzieri ora sono ai domiciliari dopo essere stati arrestati dai loro stessi colleghi. I quattro – il maresciallo Domenico Inferrera e i tre Sovrintendenti Massimo Giuffrè, Giuseppe Rondinone e Gaetano Calafiore, tutti in servizio al Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Messina – durante i controlli fiscali del 2014 e del 2015 avrebbero favorito proprietari di alcuni bar locali e negozi avvertendoli dei controlli imminenti. “La credibilità delle Istituzioni passa dalla loro capacità di fare pulizia al proprio interno”. Lo afferma all’ANSA il procuratore aggiunto di Messina, Sebastiano Ardita, che col sostituto Fabrizio Monaco ha firmato la richiesta di arresto dei quattro finanzieri. “La Guardia di Finanza, impegnata a Messina nelle più importanti inchieste contro la criminalità organizzata, anche economica ed amministrativa – sottolinea Ardita – ha dato prova di credibilità e rigore nei confronti di chiunque commetta reati, – anche se appartenente al medesimo corpo, e per questo vede crescere la nostra stima e considerazione”. “I cittadini, attraverso questa operazione esemplare – osserva il procuratore aggiunto di Messina – hanno avuto prova della fermezza che viene mantenuta nelle attività investigative, specie quando si tratta di controllare lo svolgimento di funzioni pubbliche che incidono su interessi di soggetti privati e che devono essere connotati da imparzialità e trasparenza. I finanzieri hanno compiuto scrupolose indagini nei confronti di altri militari indiziati di reati e così – conclude Ardita – hanno dimostrato di appartenere ad un corpo sano e intenzionato ad isolare e punire i soggetti infedeli, dando pieno corso a tutti gli approfondimenti investigativi disposti dall’autorità giudiziaria”.