Messina, sui Nebrodi la scuola degli orrori: fermate tre maestre

25 maggio 2016 Cronaca di Messina

L’ordine ai bambini era secco: “Sia chiaro, quello che succede in classe non si deve riferire a casa e quello che succede a scuola deve rimanere a scuola”. Nell’unica scuola elementare di questo paesino di nemmeno un migliaio di anime dei Nebrodi, il cui nome resta segreto per la privacy dei bambini, non sarebbe dovuto passare inosservato quel che accadeva ogni giorno in classe. Ma alla fine ci sono voluti i pianti e i terrorizzati racconti di alcuni bambini di sei, sette anni e le denunce dei genitori a fermare tre maestre che mantenevano l’ordine in classe a suon di schiaffi, botte e spintoni. Maltrattamenti, quelli raccontati dai bambini e denunciati dai genitori, che sono stati poi ripresi da una telecamera piazzata nelle aule dai poliziotti del commissariato di Sant’Agata di Militello.

Tre i provvedimenti interdettivi emessi dal giudice per le indagini preliminari di Patti Ugo Molina su richiesta del sostituto procuratore Orlando. La più grande delle maestre, una donna di 57 anni, è stata interdetta dall’insegnamento per un anno, le altre due più giovani, una di 47 e l’altra di 40 anni, sospese per sei mesi. I provvedimenti sono stati notificati questa mattina a scuola dalla polizia.

L’indagine è nata quando, nell’anno scolastico in corso, i genitori di alcuni bambini delle elementari si sono insospettiti perché i loro figli non volevano più andare a scuola o entravano in classe impauriti o tornavano a casa piangendo. Persino la recita scolastica sembrava terrorizzarli. Un bambino ha raccontato di un compagno colpito con violenza sulla nuca dopo essersi addormentato sul banco, colpito cosi forte da procurarsi un bernoccolo in fronte, un altro preso a schiaffi solo per aver detto di volere cambiare maestra. Piano piano le famiglie sono riuscite a far raccontare ai bambini quel che succedeva in classe e si sono rivolti al commissariato di polizia di Sant’Agata. Da qui la decisione degli inquirenti di piazzare a scuola una telecamera che ha confermato i ripetuti maltrattamenti subiti dai piccoli alunni.

Le immagini sono chiare: in una l’insegnante afferra con violenza il bambino dalla giacca della tuta e lo trascina fuori strattonandolo e urlando, in un’altra uno dei bimbi porta alla cattedra il proprio compito e la maestra lo colpisce con uno schiaffo in pieno volto, poi lo blocca su una sedia e lo colpisce ancora. In altre immagini si vedono bimbi terrorizzati nascondersi sotto i banchi. E poi le intercettazioni registrano un campionario di insulti in siciliano: “Sei una capra, cretino, schifosi, cammina tu e tua madre pure… Un porcospino sei, un ritardato mentale, siete cosa di stare per la strada è di andarsene

veramente nel carcere minorile, non siete cosa di stare con le persone perbene. Appena tu non scrivi ti vengo a prendere e ti passo con i piedi sulla pancia, vi lascio il segno addosso per tutta la vita”.

La maestra più spietata era la più anziana, le altre due spesso osservavano impassibili e senza intervenire e quando sono state interrogate dalla polizia hanno apertamente negato anche dopo aver saputo dell’esistenza della telecamera che aveva ripreso tutto. ALESSANDRA ZINITI – LA REPUBBLICA