ECCO LE INTERCETTAZIONE – MESSINA, L'OPERAZIONE 'MATASSA' SULLA LURIDA COMPRAVENDITA DEI VOTI: INTERROGATO PAOLO SIRACUSANO, 'BECCATO' IN UNA TELEFONATA CON BALDASSARRE GIUNTI. E' INDAGATO DI CONCORSO IN ASSOCIAZIONE A DELIQUERE FINALIZZATA ALLA CORRUZIONE ELETTORALE

26 maggio 2016 Inchieste/Giudiziaria

siracusanosiracusano

 

PAOLO DAVID POCHI GIORNI PRIMA DELL’ARRESTO ASSIEME A PAOLO SIRACUSANO IN OCCASIONE DELLA PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI TOTO’ CUFFARO. FOTO E. DI GIACOMO

MENTRE IL TRIBUNALE DEL RIESAME, PRESIEDUTO DA ANTONINO GENOVESE, HA GIA’ EMESSO LE PRIME SENTENZE, SONO CONTINUATI GLI INTERROGATORI DEGLI INQUIRENTI. TRA GLI ALTRI E’ STATO INTERROGATO ANCHE PAOLO SIRACUSANO, EX CANDIDATO ALLA PRESIDENZA DELLA PROVINCIA DI MESSINA IN QUOTA PD IN CONTRAPPOSIZIONE A NANNI RICEVUTO, DI RECENTE PASSATO A FORZA ITALIA, SULLE ORME DI FRANCANTONIO GENOVESE. AL CENTRO DELL’INTERROGATORIO UNA TELEFONATA TRA L’IMPRENDITORE E BALDASSARRE GIUNTI (IL TRIBUNALE DEL RIESAME HA DEPOSITATO IERI LA DECISIONE SULLA SUA POSIZIONE ANNULLANDO LA MISURA DEGLI ARRESTI DOMICILIARI E RIMESSO IN LIBERTA’ L’INDAGATO DIFESO DALL’AVV. SALVATORE SILVESTRO), CHE SI ACCOMPAGNAVA ALL’IMPRESARIO TUTTOFARE DEGLI SPETTACOLI, ANGELO PERNICONE, AL CENTO DEI CONTROVERSI RAPPORTI DI UTILITA’ E SCAMBI CON PAOLO DAVID. SIRACUSANO HA PRECISATO DI AVERE CONOSCIUTO PERNICONE NEL CORSO DI UN EVENTO SPORTIVO DEL ‘MESSINA CALCIO’ E DI AVERE ‘FAMILIARIZZATO’ CON LUI, AL PUNTO CHE QUANDO QUESTI GLI HA CHIESTO SE POTEVA ESSERE ACCREDITATO PRESSO LA DIREZIONE DEL SUPERMERCATO ‘EUROSPAR’, CONTIGUO ALLA CONCESSIONARIA ‘FIAT-LANCIA’ DI TREMESTIERI CHE FA CAPO A SIRACUSANO, PERCHE’ PERNICONE RITIRAVA DERRATE ALIMENTARI PROSSIMA ALLA SCADENZA PER FARNE BENEFICENZA, QUESTI NON HA AVUTO NULLA IN CONTRARIO. SI SPIEGHEREBBE COSI’, AD AVVISO DI SIRACUSANO, LA TELEFONATA RICEVUTA DA ANGELO PERNICONE NELLA QUALE SI CHIEDEVA AD UN’ORA INSOLITA DI INTERVENIRE PER FARE APRIRE IL CANCELLO E ACCEDERE COSI’ AI LOCALI DEL SUPERMERCATO, CIRCOSTANZA CHE SAREBBE STATA CONFERMATA, IN QUALCHE MODO, ANCHE DAL DIRETTORE DI EUROSPAR, GRUPPO FIORINO, CHE SAREBBE STATO INTERROGATO. MANIFESTAZIONI DI SOLIDARIETA’ PER FAMIGLIE BISOGNOSE O SCAMBI D’ALTRA NATURA? SU QUESTO PUNTO LE POSIZIONI TRA ACCUSA E DIFESA DIVERGONO. da centonove del 26-05-16

L’8/5/2013, PERNICONE Angelo telefonava al nipote BUSA’ Davide, utilizzatore dell’utenza… e gli chiedeva di raggiungerlo a Tremestieri, con la sua auto, nei pressi della concessionaria Lancia per caricare derrate alimentari “no niente, se potevi venire con la macchina che dobbiamo caricare la spesa, solo questo e basta …la Panda è più larga, lo sai che facciamo, lo sai dove ci vediamo…la Lancia lo sai tu…quella a Tremestieri…dove c’è la Lancia, ci vediamo la, all’angolo proprio di là va…” .

Dopo pochi minuti era Giuseppe PERNICONE che telefonava al padre avvisandolo del suo imminente arrivo (ore 09.42) “…qua sono …”, mentre di rimando il genitore lo informava dell’arrivo anche del nipote “io sto venendo con il motorino, sta arrivando Davide con la macchina perché quello, il coso è chiuso…stiamo arrivando con il motorino, con Giovanni…sono con il motorino con Giovanni, stiamo arrivando, al CEP siamo”. Intanto PERNICONE Angelo telefonava a DAVID (ore 09.54 dell’8.05.2013), per informarlo che si trovava a Tremestieri e lo esortava a dare disposizioni per poter ritirare i generi alimentari.

Il luogo presso il quale la merce era prelevata era il supermercato EUROSPAR di Tremestieri., dove nel corso del servizio di osservazione si assisteva al ritiro delle derrate alimentari da parte di PERNICONE Angelo, il figlio Giuseppe, BUSA’ Davide e BASILE Giovanni. Sul posto c’era anche GIUNTI Baldassarre che si limitava ad assistere. Effettuato il carico della merce PERNICONE Giuseppe ritelefonava a DAVID Paolo (dell’8.5.2013 ore 11.09) dicendo che doveva sistemare i generi alimentari; i due si davano appuntamento per mezzogiorno dall’on. GENOVESE

David: pronto?

Pernicone: Paolo? … dove sei (incompr.)

David : sono lei undici, a mezzogiorno ci vediamo da Francantonio

Pernicone: eh, vediamo se ci arrivo perchè stiamo andando a posare le cose ora, dai ci vediamo là

David : no, dimmelo che io ho da fare pure

Pernicone: no, dai ci vediamo a mezzogiorno là

D: ciao

Alle 12,43 PERNICONE Giuseppe riferiva alla compagna SANTAPAOLA Barbara di essersi recato da Francantonio e di doverci ritornare “per il fatto della fattura” (“va bene, io ora mi sono ritirato…ero da Francantonio… ora devo ritornare pomeriggio…perché sono andato a parlare per il fatto della fattura di questa fattura”. Memore degli insegnamenti del padre che lo esortava a non parlare al telefono interrompeva la conversazione (“non mi fare parlare tanto per telefono poi gio, minchia pure tu!”).

La sera stessa PERNICONE Angelo ed il figlio Giuseppe stabilivano di rivedersi il giorno dopo per preparare alcune buste di spesa da distribuire “domani vediamo se possiamo preparare un po’ di borse….vediamo quello che dobbiamo fare, va bene, ciao” (delle ore 20.33).

Anche il giorno dopo era prelevata merce presso lo stesso supermercato. Stavolta era GIUNTI Baldassarre a provvedere. Di prima mattina costui telefonava a SIRACUSANO Paolo, utilizzatore dell’utenza …. intestata a “Siracusano Automobili S.r.l.”, titolare dell’omonima concessionaria, nonchè membro del Partito Democratico cittadino, dicendogli che era davanti all’esercizio commerciale ma che gli era stato detto che nessuna autorizzazione era stata data dal direttore al prelievo della merce. Si registravano altre due telefonate (delle ore 8.06.09 del 09/05/2013) da cui si arguiva che SIRACUSANO garantiva per l’acquisto GIUNTI Baldassarre: G // SIRACUSANO Paolo: S

G: pronto?

S: si, Ubaldo

G: eh, dico sono qua ma mi hanno detto che non gli è arrivata nessuna autorizzazione

S: eh, di chiamare allora perché evidentemente se lo sarà scordato

G: e come facciamo dico, me ne debbo andare oppure aspetto qua e lei chiama

S: gli dice… va bene va ora chiamo io, va.. ora chiamo io

G: deve chiamare lei perché altrimenti non mi fanno entrare dicono.. se non chiama lei non mi fanno entrare

S: entrare in che senso?

G: qua io sono sotto già, al supermercato, loro mi hanno detto che non possono fare niente se non gli arriva qua la chiamata al direttore

S: va bene, ora chiamo va

G: chiama lei? va bene ok, grazie

Poco dopo SIRACUSANO richiamava GIUNTI informandolo di aver rimediato all’inconveniente (ore 8,28 del 9.5.2013): Telefonata in uscita verso l’utenza …., intestata a SIRACUSANO Automobili s.r.l. e in uso a SIRACUSANO Paolo. GIUNTI Baldassarre: G // Siracusano Paolo: S

S: fatto!

G: si, allora?

S: eh, io ho chiamato, mi ha detto che stava chiamando il direttore

G: ah, l’ha chiamato? allora aspetto?

S: non l’ha chiamato?

G: no, io sono qua fuori non… ci stanno dicendo..

S: tu sei.. ma intanto diceva che era chiuso ancora forse

G: si, si, no il direttore è qua, non so e ha ricevuto la chiamata… direttore ha ricevuto la chiamata?… si, va bene l’ha ricevuta, a posto dottore, grazie

S: eh, ma dice che …

G: si, si va bene, a posto

S: non poteva entrare perchè era chiuso ancora

G: si, alle otto e mezzo, alle otto e mezzo, ok grazie a posto, a posto, a posto

S: va bene, va bene arrivederci

Anche in questo caso, attraverso le conversazioni si ha contezza del ritiro di generi alimentari dall’Eurospar da parte di GIUNTI Baldassarre. Che il ritiro e la distribuzione della spesa sia “a fini elettorali” trova ulteriore conferma il 14.5.2013 quando PERNICONE Angelo, parlando con LOMBARDO Angelo diceva che, usando un suo furgone, stava effettuando il trasporto di generi alimentari (ore 10.12 del 14.5.2013) e LOMBARDO gli dava indicazioni su alcuni soggetti che secondo lui dovevano essere destinatari delle “buste” (“saliglielo un pacco a Pieruccio qua, a Marcello, a lui se ce l’hai li glielo lasci a lui, tranquillo allora vai a prendere le cose e poi ritorni”).

Poco dopo PERNICONE Angelo, esortava D’AGOSTINO Edoardo a raggiungerlo in quanto stava ritirando altre derrate alimentari  (“no, sono … siamo quaggiù stiamo facendo la come si chiama …eh …perché ho preso il furgone, hai capito? Il camion … eh, se tu vuoi venire noi siamo qua … a Tremestieri … dove c’è la Lancia, sotto la Lancia”). Poiché D’AGOSTINO si dichiarava impegnato i due concordavano di vedersi più tardi a Camaro San Paolo (“se non puoi …ci possiamo vedere a San Paolo va…eh, va bene, no, te lo dico io quando, te lo dico io quando va, va bene?”). Nella circostanza quest’ultimo avanzava al PERNICONE la richiesta di un lavoro per il cognato “l’altro giorno parlando con mio cognato…mi aveva detto lui…puoi parlare con Angelo…chissà ci sarebbe qualche lavoro in qualche garage, qualcosa”. L’intercettato a questo punto invitava l’amico a parlare della questione di presenza “poi parliamo Edoardo…va bene, poi parliamo tutte e due, va…gli dici che ancora devi parlare, appena mi vedo di presenza, parlo di presenza … gli devi dire così”.

Tel progr 9370/779 del 14 maggio 2013 delle ore 10:29′:50″ in uscita verso l’utenza ….. in uso a D’AGOSTINO Edoardo Messina il 19.01.68.PERNICONE Angelo (P)// DAGOSTINO Edoardo(D).

D: oh, il mio patrozzo!

P: oh, Edoardo!

D: dove siete, a casa?

P: no, sono…siamo quaggiù stiamo facendo la come si chiama …eh.. perchè ho preso il furgone, hai capito? il camion

D: ho capito

P: eh, se tu vuoi venire noi siamo qua

D: ma dove siete voi?

P: a Tremestieri…dove c’è la Lancia, sotto la Lancia…se non puoi.. ci possiamo vedere a San Paolo va

D: no, sono qua, in giro con Rossana, io appena finivo potevo.. ma non..

P: eh, va bene, no, te lo dico io quando, te lo dico io quando va, va bene?

D: intanto ditemi una cosa vi volevo dire io…l’altro giorno parlando con mio cognato…mi aveva detto lui.. puoi parlare con Angelo… chissà ci sarebbe qualche lavoro in qualche garage, qualcosa

P: poi parliamo Edoardo

D: infatti gli ho detto poi parlo con lui , gli ho detto, non lo so

P: va bene, poi parliamo tutte e due, va

D: eh.. dico se ora lui forse passa da casa mia e me lo chiederà, che gli dico? gli dico che già abbiamo parlato

P: gli dice che ancora devi parlare, appena mi vedo di presenza, parlo di presenza.. gli devi dire, così

D: va bene, va

P: va boh! fammi la cortesia, ci sentiamo dopo, va.. io fra un quarto d’ora ,.. tra mezz’ora va boh? ok

D: va bene?

P: ciao, ciao

L’attività di osservazione consentiva di notare presso il quartiere di Camaro San Paolo giungere alle ore 12,30 il furgone bianco tg. CH872VV9 intestato alla ditta Multimedia di GRECHI Giampietro e LOMBARDO Giovanni, che parcheggiava davanti casa di PERNICONE e subito dopo l’automezzo NISSAN munito di cestello, tg. CW008 TH intestato alla ditta Gentiluomo, notato durante i servizi di potatura presso le abitazioni di TIBIA e CUTE’ Giuseppe.

La merce veniva scaricata tramite cestello al fine di farla giungere al secondo piano. Venivano identificati PERNICONE Giuseppe, PERNICONE Angelo, BASILE Giovanni (fidanzato di PERNICONE Veronica, figlia di Angelo) e PERTICARI Adelfio, assunto con le modalità di cui si è detto in precedenza presso il CONSORZIO SOCIALE Siciliano di cui è amministratore PERNICONE Giuseppe e che il 10.5.2013 aveva chiesto a PERNICONE un intervento del candidato per la soluzione di una questione (“ci serve a noi una cortesia”) promettendogli, come contropartita “na para i voti”.

Dalla disamina delle conversazioni registrate ai progr … delle ore 11.04 del 29.01.2013 e … delle ore 11.44 del 29.01.2013, intercorse con DAVID Paolo, emergeva il disappunto da parte del GIUNTI per l’assegnazione di generi alimentari a un soggetto il cui nominativo era stato segnalato anche da Angelo PERNICONE <…tu non ci colpi niente, io non ci colpo niente, questo è il discorso,non ci colpiamo nessuno dei due, ma lui alla fine è andato e si è portato…. ma alla fine questa carta come cazzo cammina, io non è che lo sò …che ne sò … no, no dico io, io non so come cammina questo foglio, dico glielo abbiamo consegnato a quella persona per dire, quella persona a sua volta, non so come cammina, nei patronati, io non è che me ne intendo, come tanti posti non ne capisci neanche tu.. e questo Paolo chissà come è in contatto con lo stesso patronato per dire con Angelo e questo nominativo … > e sulla qualità delle derrate sostenendo <…in fin dei conti, quale ragione …inc…io ti avevo telefonato solo per dirti che gli hanno dato 4 fesserie, se li potevano tenere loro …tutte cose della CEE gli hanno dato, valeva la pena che ci intromettevamo, 3 pacchi di riso, …>.

telefonata del 16.02.2013 delle ore 11:21:02 in uscita all’utenza ….., intestata MANUGUERRA Orazio, nato a Messina il 13/05/1973 ivi residente …-

GIUNTI Baldassarre, detto Ubaldo// MANUGUERRA Orazio

Baldassarre:minchia, ti sembra che risponde?….

Donna: pronto?

Baldassarre:tuo padre a casa é

Donna: si, aspetti un attimo

Baldassarre:e, va bene cosi deve …

Donna: papà , Baldo …sta scendendo

Baldassarre:no, no passamelo un minuto

Donna: OK, ti vuole

Baldassarre:un minuto, un minuto

Orazio: che c’è?

Baldassarre: Orazio, prenditi qualche 2 borse a casa …prendi 2 buste di plastica e vai al patronato, questo quà a provinciale … che mi ha telefonato ora che hanno la spesa per te, sotto il mio nome devi andare

Orazio: va bene, dai

Baldassarre:ora, perchè dice prima di mezzogiorno, già sono le undici e venticinque, mi ha telefonato ora ..in questo minuto, prendi 2 borse e scendi subito

Orazio: sto scendendo

Baldassarre:va bene, vai …in caso passi poi di qua dalla sala , ciao

Orazio: va bene ciao

Progr del 22.11.2002 ore 11.02.

D: Stefano ti disturbavo perché dobbiamo fare qualche venti elementi per andare alle votazioni delle primarie che faccio passo e ti do i moduli?

G: ne abbiamo fatti ne abbiamo fatti 180 mi sembra al bar

D: li hai fatti

G:180 ne abbiamo fatti forse abbiamo riempito no so quanti moduli abbiamo riempiti

D: va bene no basta

G: (inc.) FRANCHILLA (fonetico) se vuoi ne possiamo fare altri ma li abbiamo fatti dico forse più di 180 ne abbiamo fatti

D: ma a chi glieli hai fatti fare a FRANCHILLA?

G: si a FRASCHILLA si…       

D: ma compare non glieli fare fare a FARSCHILA perché quello se li vende lui hai capito

G: e va bene Paolo ma domenica sono le cose sabato si devono fare le cose

D: eh lo so compare ma lui se li vende capisci io a te te lo dico

G: (inc.) ma io pensavo che fosse una cosa tua …(inc.)

D: no compare quando li fa lui li fa glieli porta e gli cerca..:”bla bla bla”…

G: no un centinaio ma di più di più di duecento forse ne abbiamo fatti Paolo

D: beato tu!

G: non sto scherzando Paolo forse più di 200 abbiamo fatto

D: penasvo pensavo che … io li sto facendo ancora

G: eh ma se tu lo dicevi prima giustamente avremmo fatto (inc.)

D: eh lo so Stefano non ci ho pensato perché sono partito da dunque.. va bene fottitene

G: Paolo se ne vuoi fare altri li facciamo non è un problema

D: no compare fottitene non ci sono problemi io io parlando con te sono a 450 li ma io me li sono fatti io capisci

G: se ti occorrono numeri io te li faccio fare i numeri non è un problema

[1] Progr. 6058 del 7.12.2012 ore 8.48

N: ascoltami invece io ti avevo chiamato per un’altra cosa, ti ricordi quel poliziotto che è venuto qua l’altra volta e gli abbiamo sbrigato una cosa l’altra volta che lavora al commissariato all’Annunziata

D: vagamente!

N: ecco! lui mi ha fatto un nome l’altra volta di una poliziotta che è sposata con un procuratore che conosce Longo, il questore di Reggio Calabria, ti vuoi fare dire come si chiama è per il fatto di mio figlio Paolo…

D: ed a chi lo devo chiedere io

N: a lui!|

D: a lui a chi?

N: al poliziotto che mi hai portato qua

D: ah… quello alto?!

N: quello che abbiamo iscritto a suo figlio e poi l’hanno fatto lavorare a … (inc.)

Prog. del 14.1.2013 ore 16.28

Michele:eh, senti una cosa, ed allora, noi come data, per quanto riguarda la riunione là, è fattibile giorno 4, vedi un pochettino, diciamo che gliel’ho detto anche a come si chiama…a Stefano e mi ha detto…che va bene

Paolo:ma noi quando ci possiamo incontrare

Michele:quando vuoi

Paolo:le elezioni, quando si vota , quando si vota, te lo ricordi

Michele:le elezioni sono il 24

Paolo:il 24

Michele:quindi 20 giorni prima penso che già vadano bene … no

Paolo:a se possiamo fare …. si , 20 giorni prima vanno bene … si, si

Michele:20 giorni prima dico va bene….

Paolo:ma noi ci dobbiamo inquadrare, ci dobbiamo vedere Michele , quando ci vediamo?

Michele:dico per me quando vuoi, anche domani ci possiamo vedere

Paolo:intanto il 4 di che viene

Michele:il 4 viene di lunedì

Paolo:di lunedì va bene anche, perchè loro sono qua tutti e due

Michele:e, perchè io praticamente sto preparando una cosa buona, hai capito, perche anche parliamo di presenza, cioè, perchè non è che …incomp…(si accavallano le voci)

Paolo:compare tu devi fare una cosa che, tu devi fare una cosa, non buona di folla, ascolta Michele, una cosa buona di amici giusti, che possono essere

Michele:certo

Paolo:che possono essere cento, ma che vale la pena cento giusti e non ….

Michele:si, ma sotto questo punto di vista sto dicendo io

Paolo:hai capito compare, quello che è importante è fare capire… io ho lavorato in questo senso

Michele:ma è normale ma qua senza fumo, hai capito, non è che centra e poi praticamente, neanche… comunque poi ne parliamo di presenza, tu in segreteria sei fino a tardi, come è?

DALL’ ORDINANZA SU RICHIESTA DI APPLICAZIONE DI MISURE CAUTELARI PERSONALI E REALI DEL GIP ARENA

 

 

 

RASSEGNAWEB – Operazione Matassa, indagato anche Paolo Siracusano.

Non si è fermata con gli arresti l’inchiesta sulla “matassa” tra clan e politica locale. Lo dimostrano le ultime mosse degli investigatori che anche dopo il blitz hanno sentito diverse persone, e sono decisi ad approfondire gli spunti forniti dalle persone coinvolte, durante gli interrogatori di garanzia. Così ieri mattina è stato interrogato Paolo Siracusano. L’imprenditore stavolta é stato sentito alla presenza del difensore, l’avvocato Nunzio Rosso; ha risposto a tutte le domande rivoltegli dai Pm Liliana Todaro e Maria Pellegrino, che ipotizzano per lui il concorso in associazione a delinquere finalizzata alla corruzione elettorale.

La Procura, cioè, sta valutando il suo ruolo nei fatti al centro dell’inchiesta che sta facendo tremare il consiglio comunale messinese.I magistrati gli hanno chiesto conto di alune somme di denaro, transitate in periodo elettorale. Somme venute fuori subito dopo la retata, tra gli interrogatori e i controlli sugli arrestati. Siracusano si è difeso, ha negato di aver usato quelle somme per la corruttela elettorale, anche perché alle regionali avrebbe sponsorizzato direttamente e apertamente Crocetta, ed ha portato parecchia documentazione a supporto.

Siracusano era già stato interrogato, di recente, per chiarire i contenuti di alcune conversazioni tra lui, Giunti Baldassarre e tra quest’ultimo e Pernicone. Telefonate relative al prelievo di merce da un supermercato attiguo alle attività di Siracusano da parte di Giunti e Pernicone. Merce caricata su un furgone del Consorzio Sociale Siciliano dei Pernicone e redistribuito in alcuni quartieri. In pieno periodo elettorale.

Secondo gli investigatori si trattava di “regalìe” elettorali, a sostegno in particolare di Paolo David. Il primo verbale di Siracusano, infatti, è stato depositato agli atti del Riesame che ha poi concesso i domiciliari a David; il sostituto procuratore Liliana Todaro lo ha prodotto insieme a quello rilasciato dal direttore del supermercato, l’Eurospar di Contesse, che ha confermato la richiesta di prelevare merce, e l’interessamento di Siracusano, storicamente legato alle posizioni dell’onorevole Francantonio Genovese, quindi nell’area comune a David.

Intanto lunedì tocca all’altro consigliere comunale coinvolto, Giuseppe Capurro, comparire davanti al Tribunale della Libertà. Capurro è ai domiciliari per concorso esterno in associazione mafiosa. Anche lui, durante l’interrogatorio, ha fatto i nomi di altri consiglieri, riferimento dei Pernicone. E anche per loro potrebbe profilarsi un invito a comparire. ALESSANDRA SERIO – TEMPOSTRETTO.IT