MESSINA: NUOVO COLPO AL CLAN DI MANGIALUPI, 5 ARRESTI. TUTTI I NOMI DEGLI ARRESTATI

22 Giugno 2016 Cronaca di Messina

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Il metodo era sempre quello dei “pizzini”, così Francesco Turiano, 32 anni, continuava a gestire dal Carcere di Gazzi i traffici di sostanze stupefacenti. “Nino Testa”, così veniva chiamato Turiano, si conferma uno dei leader della famiglia di Mangialupi, uan delle più radicate nelal mappa criminale cittadina nonchè una delle più attive nell’ambito dello spaccio di droga.

Turiano è in carcere dal 24 giugno 2013 per l’inchiesta Refriger, che permise di scoprire un vero e proprio arsenale all’interno della sua abitazione. A fare da tramite però ci pensava la sorella Carmela, 34 anni, anche lei colpita dall’applicazione di misura cautelare di custodia in carcere eseguita questa mattina dai poliziotti della Squadra Mobile di Messina e disposti dal GIP Eugenio Fiorentino presso il Tribunale locale.

A formulare la richiesta sono stati i Sostituti Procuratore della Direzione Distrettuale Antimafia di Messina, le dotoresse Pellegrino e Todaro e il dott. Monaco. Fondamentali le intercettazioni ambientali, dalle quali si evince il ruolo primario recitato da Turiano nonostante la detenzione, con l’organizzazione rimasta attiva anche dopo il suo arresto.

L’inchiesta Refriger II parte proprio da lì, da quell’ipotesi che il Turiano potesse continuare gli illeciti, da qui gli occhi puntati sulla casa di uno degli altri quattro indagati, tutti appartenenti al clan di Mangialupi. Le indagini hanno potuto appurare la struttura gerarchica dell’organizzazione, tanto che gli stessi inquirenti non hanno esitato a definire quella di Mangialupi una vera e propria “famiglia”.

Una struttura piramidale con un vertice che decideva tutto, anche l’individuazione della base logistica dove ingenti quantitativi di droga venivano lavorati, confenzionati e smistati per la successiva vendita. Il punto base del narcotraffico era proprio l’abitazione di Carmela Turiano, che insieme ai sodali metteva in pratica gli ordini che il fratello riusciva ad impartire dal carcere.

Gli altri due provvedimenti sono stati eseguiti all’indirizzo di Giovanni Panarello, 33 anni e già detenuto presso il carcere di Trapani, e Salvatore Pino detto “Salvuccio”, 30 anni in atto sottoposto all’obbligo di dimora. Una quinta persona è attualmente ricercata.

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