MESSINA, LE NOSTRE FOTO DEGLI ARRESTI DI QUESTA NOTTE. TUTTI I PARTICOLARI (I 24 NOMI E IL VIDEO) – CONCORSO ESTERNO IN ASSOCIAZIONE MAFIOSA. AI DOMICILIARI IL VICEPRESIDENTE DEL MESSINA CALCIO PIETRO GUGLIOTTA (FOTO). INDAGATO L’AVVOCATO BONANNO. I NOMI DEI LOCALI COINVOLTI: RISTORANTI, DISCOTECHE E LIDI CONFISCATI MA GESTITI DAL CLAN GIOSTRA

29 Giugno 2016 Inchieste/Giudiziaria

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NELLE FOTO IN ALTO PIETRO GUGLIOTTA. SOTTO SMIRAGLIA CALOGERO, TITOLARE DELLA ‘UNIVERSO CASA’. SOTTO MASSIMO BRUNO – FOTOGRAFIE DI ENRICO DI GIACOMO

di Enrico Di Giacomo – L’amministratore giudiziario “amico” consentiva loro di continuare a gestire di fatto due imprese confiscate da quattro anni, l’ingegnere metteva al servizio del clan le sue capacità manageriali per la conduzione di discoteche e stabilimenti balneari. Lidi, ristoranti, discoteche e sale scommesse costituivano la cassaforte di uno dei più potenti clan della mafia messinese, il clan Giostra, azzerato all’alba di oggi da una operazione congiunta di polizia e carabinieri che hanno eseguito 24 provvedimenti emessi dal gip di Messina Monica Marino su richiesta dei pm della Direzione distrettuale antimafia, Maria Pellegrino, Liliana Todaro e Fabrizio Monaco.

Ventitre gli ordini di custodia cautelare in carcere, tre gli arresti domiciliari, mentre nei confronti del più eccellente degli indagati, l’avvocato messinese Giovanni Bonanno, il gip ha ritenuto di applicare la misura dell’ordine di comparizione davanti alla polizia giudiziaria.

Proprio la capacità del clan di continuare a controllare anche i proventi delle attività confiscate è l’elemento di maggiore interesse dell’inchiesta nella quale i pm della Dda hanno fatto confluire le risultanze di due indagini che i carabinieri del Comando provinciale di Messina e gli investigatori della squadra mobile hanno condotto in maniera del tutto autonoma documentando gli assetti organizzativi di vertice e i ruoli dei singoli esponenti del clan sia nella gestione di attività imprenditoriali intestate a prestanome sia nel settore delle scommesse illecite.

In particolare l’inchiesta ha accertato come la cosca di Giostra potesse contare sulla complicità dell’avvocato Bonanno, incaricato dell’amministrazione giudiziaria di due imprese confiscate nel 2012, lo stabilimento balneare “Al pilone” e la società di distribuzione di videopoker “Eurogiochi”, mentre alle capacità manageriali di un professionista, Antonio D’Arrigo, agli arresti domiciliari era affidata l’effettiva conduzione della discoteca “Il Glam” e di alcuni stabilimenti balneari tutti riconducibili al clan anche se intestati ad insospettabili. Ai domiciliari anche il vicepresidente del Messina Calcio, Pietro Gugliotta.

Alcuni esponenti del clan Giostra, poi, avevano messo su un vero e proprio network di imprese apparentemente legali ma sprovviste dei requisiti prescritti per operare nel mercato dei giochi online, raccoglievano le puntate e pagavano le vincite utilizzando server con sedi all’estero. Gli introiti venivano poi reinvestiti nell’acquisto di videopoker, totem e slot-machine che venivano modificati con l’installazione di software illegali. I proventi delle attività illegali venivano però reinvestiti anche in ristoranti, pub e discoteche, alcuni dei quali affidati alla gestione di Maddalena Cuscinà, moglie del boss Luigi Tibia.

Il gip ha contestualmente ordinato il sequestro di molte attività, tra cui il campo di calcetto “Casa Pia” di via Placida, il ristorante “Sapori del Mattino” di via Manzoni, il lido balneare di Mortelle, la stalla della scuderia Bellavista e le attrezzature di 22 sale giochi e centri scommesse, tra cui “Biliardi sport”, “Internet point mania” e “Betyitaly”.

Capo del gruppo criminale di Giostra Luigi Tibia, nipote del boss detenuto Luigi Galli. Tibia sarebbe riuscito ad ottenere per la stagione estiva 2014 la gestione del lido-piscina del complesso turistico “Giardino delle Palme” di Mortelle grazie all’appoggio del commissario liquidatore della società Pietro Gugliotta, oggi vicepresidente della società Calcio Messina.

Di particolare interesse anche la figura dell’imprenditore Carlo Smiraglia che avrebbe messo a disposizione del clan di Giostra le sue risorse economiche, assumendo personale segnalato dalla cosca e finanziando le scommesse relative alle corse clandestine di cavalli, uno dei business controllati dal clan Giostra. I cavalli venivano dopati e fatti correre in condizioni di estrema pericolosità, oltre che maltrattati. 

IL COMUNICATO CONGIUNTO DELLA QUESTURA E DEL COMANDO PROVINCIALE DEI CARABINIERI – 

Nelle prime ore odierne i Poliziotti della Squadra Mobile di Messina e i Carabinieri del Comando Provinciale di Messina hanno eseguito nelle province di Messina, Catania, Enna, Mantova e Cagliari, un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Messina, Monica Marino, su richiesta del Procuratore della Repubblica di Messina, Guido Lo Forte e dei Sostituti Procuratori Maria Pellegrino, Liliana Todaro e Fabrizio Monaco nei confronti di complessivi 24 esponenti dell’associazione mafiosa denominata Giostra, ritenuti responsabili – a vario titolo – di associazione di tipo mafioso, concorso esterno in associazione mafiosa, trasferimento fraudolento di valori, estorsione, detenzione illegale di armi, esercizio abusivo di attività di gioco o di scommessa, corse clandestine di cavalli e maltrattamento di animali e altro, aggravati dalle modalità mafiose.

Sono stati sottoposti alla custodia cautelare in carcere:

1. TIBIA Luigi, nato a Messina il 07.06.1974 e ivi residente;

2. SMIRAGLIA Calogero, nato a Messina il 03.03.1973 e ivi residente;

3. MOLONIA Giuseppe, nato a Messina il 17.03.1989, ivi residente;

4. ALOISIO Paolo, nato a Messina il 19.07.1979, ivi residente;

5. LISITANO Teodoro, nato a Messina il 19.09.1970, ivi residente;

6. MISA Vincenzo, , nato a Messina il 17.01.1985, ivi residente;

7. MUSOLINO Antonio, nato a Messina il 24.06.1978, ivi residente;

8. BRUNO Massimo nato a Messina il 24.09.1979, ivi residente;

9. LECCA Roberto, nato a Cagliari il 4.7.1978, residente a Sinnai (Ca);

10. MORGANTE Eduardo detto Aldo, nato a Messina il 09.03.1958, ivi residente;

11. DE LEO Luciano nato a Messina il 05.08.1979, ivi residente,

12. MERCURIO PAOLO, , nato a Messina il 13.02.1993, ivi residente;

13. SCHEPIS Giuseppe, nato a Messina il 25.11.1977, ivi residente;

14. DE LEO Santi, nato a Messina il 22.2.1978, ivi residente;

15. GIGLIARANO Francesco, , nato a Isola Capo Rizzuto (KR) il 05.08.1973, ivi residente;

16. FORESTIERE Francesco, nato a Messina il 06.12.1975, ivi residente;

17. SALVO Carmelo, nato a Messina il 12.02.1973, ivi residente;

18. RASPANTE Carmelo Rosario, Nato a Regalbuto (EN) il 17.02.1960, ivi residente;

19. EPAMINONDA Antonino Agatino, nato a Catania il 25.07.1967, ivi residente;

Sono stati sottoposti agli Arresti domiciliari:

20. CUSCINA’ Maddalena, nata a Messina il 12.06.1977, ivi residente;

21. D’ARRIGO Antonino, nato a Messina il 15.04.1980, ivi residente;

22. GUGLIOTTA Pietro, nato a Messina il 14.12.1961, residente a Patti;

E’ stato sottoposto alla Obbligo di presentazione alla P.G.

23. BONANNO Giovanni, nato a Messina il 17.8.1967, ivi residente.

Allo stato una persona è irreperibile.

Il provvedimento in esecuzione è frutto di autonome e convergenti attività investigative condotte sin dal 2012 dai Carabinieri del Comando Provinciale di Messina e dal 2013 dai poliziotti della Squadra Mobile che, coordinati dalla D.D.A.A. di Messina, che hanno consentito di comprovare l’esistenza di una ramificata struttura criminale, documentandone gli assetti organizzativi di vertice e i ruoli svolti dai singoli associati sia nella effettiva gestione di attività imprenditoriali intestate a prestanome, sia nel settore delle scommesse illecite.

In particolare, l’inchiesta ha accertato come il sodalizio mafioso si avvalesse della complicità di un amministratore giudiziario, l’Avv. Giovanni BONANNO, per continuare a gestire di fatto – attraverso propri uomini di fiducia – due imprese già confiscate nel 2012 (lo stabilimento balneare “Al PILONE” e la società di distribuzione di videopoker e raccolta dei proventi del gioco “EUROGIOCHI”), nonché delle capacità manageriali di un professionista, Antonio D’ARRIGO, a cui era affidata l’effettiva conduzione della discoteca “IL GLAM” e di alcuni stabilimenti balneari (tra cui lo stesso “Al PILONE”), tutti riconducibili alla famiglia anche se intestati a soggetti insospettabili.

Dalle indagini, inoltre, è emerso come alcuni appartenenti al sodalizio (Francesco FORESTIERE, Carmelo SALVO, Francesco GIGLIARANO, Agatino EPAMINONDA, Carmelo RASPANTE e Santi DE LEO), servendosi di un network di imprese apparentemente legali ma sprovviste dei requisiti prescritti per operare nel mercato dei giochi on line, procedessero alla raccolta delle puntate e al pagamento in contanti delle vincite ai clienti, utilizzando server dislocati al di fuori dei confini nazionali. Nel medesimo ambito, l’organizzazione criminale provvedeva a investire nuovamente parte degli introiti nell’acquisto di videopoker, totem e slot-machine, che venivano a loro volta modificati mediante l’installazione di software illegali.

Le investigazioni hanno anche fatto luce sulle modalità con cui Maddalena CUSCINA’, moglie del boss Luigi TIBIA, e altri due affiliati (Giuseppe SCHEPIS e DE Luciano LEO) si adoperavano per garantire il reimpiego dei proventi illeciti derivanti dal gioco d’azzardo e dalle scommesse clandestine, che venivano reinvestiti in alcune attività di ristorazione e di intrattenimento di cui i medesimi erano intestatari.

Contestualmente, è stata data esecuzione a un decreto di sequestro preventivo del campo di calcetto “CASA PIA” sito in Via Placida, della società di ristorazione “SAPORI DEL MATTINO” di Via Manzoni, della “TI.DE srl”, che gestisce un lido balneare in loc. Mortelle, di un fabbricato adibito a stalla sede della scuderia “BELLAVISTA”, di un’ AUDI modello “Q7” e delle attrezzature collocate all’interno di 22 sale giochi/centri scommesse ubicati nel capoluogo peloritano (tra cui la “BILIARDI SPORT”, “INTERNET POINT MANIA” e la “BETYITALY”), riconducibili agli indagati, del valore complessivo di oltre 2 milioni di euro.

Dunque, la famiglia mafiosa è stata in grado di diversificare le proprie attività criminali in diversi settori economici, tra i quali risultano la gestione di stabilimenti balneari, rosticcerie ed una vera e propria catena di punti internet per la raccolta e gestione di scommesse on line illecite.

Le indagini hanno consentito di portare alla luce una pericolosa e strutturata organizzazione criminale, radicata in quel quartiere ma con forti cointeressenze con altri gruppi criminali della città, diretta, organizzata e promossa da Luigi TIBIA, nipote del boss detenuto Luigi GALLI, il quale ha stabilito le strategie da seguire, impartito disposizioni agli altri associati, pianificato e partecipato alle attività illecite.

TIBIA, nel corso delle indagini, manifestava l’intenzione di acquisire la gestione del lido-piscina insistente nella struttura turistico – balneare “Giardino delle Palme” di Mortelle, per la stagione estiva 2014, posta in liquidazione coatta.

Ottenendo l’appoggio del concorrente esterno Pietro GUGLIOTTA, commissario liquidatore della società cooperativa di navigazione a r.l. Garibaldi, in liquidazione coatta amministrativa, proprietaria di due lidi balneari esistenti presso la struttura alberghiera Grand Hotel Lido – Giardino delle Palme, Luigi TIBIA ha fatto in modo di ottenerla in affidamento, estromettendo altri imprenditori aspiranti nelle procedure di affidamento, turbando lo svolgimento della gara. Ottenuta la concessione, la gestirà tramite la società TIDE srl, per la stagione estiva. Giova evidenziare che, allo stato attuale, Pietro GUGLIOTTA riveste l’incarico di Vice Presidente della Società di Calcio ACR Messina, dall’agosto del 2015.

Di particolare interesse, si evidenzia la figura dell’imprenditore SMIRAGLIA Calogero, detto Carlo, il quale, come hanno dimostrato le indagini, ha messo a disposizione dell’associazione mafiosa guidata da TIBIA Luigi, le proprie attività e risorse economiche, anche al fine di consentire il reimpiego di somme di denaro di provenienza delittuosa, compiendo acquisti di beni per attività gestite da Tibia tramite interposta persona, rendendosi disponibile ad assumere il personale segnalato da Tibia, ricevendone protezione da pretese estorsive e rapine, intervenendo in suo favore per l’apertura di conti correnti presso istituti di credito, prestandosi ad effettuare liberatorie, nell’interesse del Tibia, concernenti assegni rilasciati da uno degli indagati, finanziando le scommesse relative alle corse clandestine dei cavalli, prendendo parte ad incontri nei quali si discuteva di occultamento di armi nella disponibilità del clan, partecipando ad iniziative di natura estorsiva attraverso le quali il clan assumeva il controllo di attività economiche delle quali egli beneficiava.

Inoltre, sul piano probatorio è stato possibile stabilire un diretto rapporto, sinora mai acquisito processualmente, tra l’organizzazione delle corse di cavalli clandestine e la raccolta delle scommesse da parte dell’organizzazione criminale di Giostra. TIBIA Luigi ed i suoi associati sono altresì ritenuti responsabili di aver organizzato ed effettuato, in concorso tra loro, più corse clandestine di cavalli sulla pubblica via, con relative scommesse illecite, senza la necessaria autorizzazione dell’Autorità, nonché sottoponendo gli equini a fatiche non sopportabili per le loro caratteristiche, con l’aggravante di aver commesso i fatti, in correlazione all’organizzazione ed alla gestione di scommesse clandestine ed avvalendosi del metodo mafioso.

Gli odierni indagati, prendendo contatti con i gruppi sfidanti, stabilendo le modalità delle competizioni nonché i luoghi in cui disputarle ed il denaro da scommettere, promuovevano ed organizzavano competizioni non autorizzate tra animali, e segnatamente corse clandestine di cavalli, potenzialmente idonee a metterne in pericolo l’integrità fisica, a causa della somministrazione incontrollata e per finalità non terapeutiche di trattamenti farmacologici e dell’utilizzo di percorsi impropri (strade pubbliche asfaltate, caratterizzate dalla rigidità della superficie e dall’interferenza con il traffico veicolare), nonché per la contestuale presenza, a ridottissima distanza, di un elevato numero di auto e motoveicoli.

Sulla base di indagini è stato possibile accertare l’operatività di questa articolata organizzazione criminale anche nel settore del gioco e delle scommesse, con la gestione di diverse sale giochi, punti internet, circoli ricreativi, ove venivano installate attrezzature per il gioco e le scommesse on line, operando su siti con estensione .com, inibiti dall’AAMS, in assenza di alcuna concessione e autorizzazione.

Nel corso delle indagini, è stato tratto in arresto BRUNO Massimo in quanto deteneva, per conto di TIBIA Luigi e di altri associati, tre fucili da caccia, dei quali uno con le canne tagliate, nonché numeroso munizionamento, sottoposti a sequestro.

Nel corso delle indagini è emerso un metodo criminale tipicamente mafioso poggiato sulla violenza e sulla crudeltà, evidenziato anche attraverso un episodio avvenuto, in data 25.08.2014, all’interno del Lido “Park”, in località Mortelle di Messina. In particolare, DE LEO Luciano e TIBIA Luigi percuotevano, cagionando lesioni personali ad un giovane, ritenuto autore di alcuni furti e, per tali ragioni, meritevole di una esemplare punizione. Inoltre, il giovane, è stato letteralmente sequestrato, in quanto privato della libertà personale e costretto a rimanere per una settimana presso il Lido Park, con la minaccia implicita, che ove avesse disubbidito a tale ordine, sarebbe stato nuovamente percosso.

Nelle attività di esecuzione hanno collaborato personale della Squadra Mobile di Cagliari e dei Commissariati distaccati di P.S. di Capo d’Orlando, Patti, Barcellona P.G., Milazzo e Taormina, e del Reparto Prevenzione Crimine di Catania, nonché militari delle Compagnie Carabinieri di Messina Centro, Messina Sud e del Reparto Operativo di Messina.

 

IL COMUNICATO DELLA QUESTURA – SQUADRA MOBILE

Nelle prime ore del 29.06.2016, questa Squadra Mobile, congiuntamente ai militari del Comando Provinciale Carabinieri di Messina, con la collaborazione ai fini dell’esecuzione della Squadra Mobile di Cagliari e dei Commissariati distaccati di P.S. di Capo d’Orlando, Patti, Barcellona P.G., Milazzo e Taormina, e del Reparto Prevenzione Crimine di Catania, ha dato esecuzione all’O.C.C. n°5634/2011 RGNR – n°3815/2013 RGGIP, adottata in data 13.06.2016, dal GIP dott.ssa Monica Marino, su richiesta della Dott.ssa L. Todaro, Dott.ssa M.E. Pellegrino e Dott. F. Monaco Sostt.ti Procc.ri della locale Direzione Distrettuale Antimafia, a carico di 24 soggetti, dei quali 20 destinatari della custodia cautelare in carcere, 3 degli arresti domiciliari, ed 1 dell’obbligo di presentazione alla P.G., in quanto ritenuti responsabili, a vario titolo, di far parte un’associazione di tipo mafioso localmente denominata “GIOSTRA”, accertata a decorrere dall’anno 2011, armata, finalizzata alla commissione di plurimi reati, quali porto e detenzione illegale di armi, contro la persona ed il patrimonio, estorsioni, turbativa d’asta, scommesse clandestine, gioco d’azzardo attraverso il collocamento presso esercizi aperti al pubblico di macchinette videopoker, corse clandestine di cavalli, nonché all’acquisizione in modo diretto o indiretto della gestione o il controllo di attività economiche, tra le quali, uno stabilimento balneare, un panificio-rosticceria, un campo di calcetto.

Questa Squadra Mobile ha dato esecuzione alle seguenti misure personali:

Custodia cautelare in carcere:
1. TIBIA Luigi, nato a Messina il 07.06.1974, ivi residente in Via Cervino civico 70, già Sorvegliato Speciale di P.S. con Obbligo di Soggiorno, pluripregiudicato per associazione di stampo mafioso, estorsione, interposizione fittizia di persone nella titolarità di beni, con l’aggravante del metodo mafioso, ricettazione, furto, rapina, armi.
2. SMIRAGLIA Calogero inteso Carlo, nato a Messina il 03.03.1973, ivi residente in Via 28/F pal. 8 – Santo Rione Aldisio, con precedenti per reati finanziari, truffa, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, insolvenza fraudolenta.
3. MOLONIA Giuseppe, nato a Messina il 17.03.1989, ivi residente, rione Ogliastri pal. L, con precedenti per lesioni personali, danneggiamento, inosservanza a provvedimento dell’Autorità.
4. ALOISIO Paolo, nato a Messina il 19.07.1979, ivi residente, in Via Belvedere, con precedenti per lesioni personali, minacce.
5. LISITANO Teodoro, detto Mostro, nato a Messina il 19.09.1970, ivi residente, in Via Conte di Torino isolato 269, con precedenti per associazione di stampo mafioso, rapina, ricettazione, furto, lesioni personali.
6. MISA Vincenzo, nato a Messina il 17.01.1985, ivi residente in Via Palermo n. 79, incensurato.
7. MUSOLINO Antonio, detto Petrusino, nato a Messina il 24.06.1978, ivi residente in Salita Tremonti, 31, incensurato.
8. BRUNO Massimo nato a Messina il 24.09.1979, ivi residente, in Viale Regina Elena 170 Pal. B Rione Ogliastri, con precedenti per furto, ricettazione, armi.
9. LECCA Roberto, nato a Cagliari il 4.7.1978, residente a Sinnai (Ca) via IV Novembre n. 22, incensurato.
10. MORGANTE Eduardo detto Aldo, nato a Messina il 09.03.1958, ivi residente in Via Tremonti cpl Zancle – pal. B int. 017, pluripregiudicato per associazione di stampo mafioso, estorsione, rapina.
Arresti Domiciliari:
11. GUGLIOTTA Pietro, nato a Messina il 04.12.1961, res. a Patti via Lincoln n. 20, commercialista, con precedenti per falso ideologico commesso dal pubblico ufficiale in atti pubblici e scambio di voto in competizioni elettorali.

Sono in corso le seguenti attività di Sequestro Preventivo:
– intero capitale e compendio aziendale della società in accomandita semplice “I sapori del mattino“, codice fiscale 03280910831, insistente in Messina – Via Manzoni 84/86;
– intero capitale e compendio aziendale della società TI.DE. srl, P. IVA 03313390837, avente sede legale in Messina – Via San Pancrazio, 2 palazzina 5;
– fabbricato con area annessa adibita a stalla ricovero dei cavalli, sede della scuderia ‘bellavista’, sita in Messina – località Salita Tremonti/Via San Jachiddu, censiti al catasto fabbricati al foglio n. 97, particella 975;
– autovettura marca AUDI modello Q7 serie 3.0 V6 TDI, telaio WAUZZZ4L27D001897 e targa DF 515 MR, intestata a RICCIARDO Rosetta.
– attrezzature per l’esercizio di attività di scommesse on line (Totem, PC, Modem, etc.), collocate all’interno di n°10 esercizi commerciali (Rivendite tabacchi, Sale Slot, Bar, Sale Giochi, Internet Point).

La Squadra Mobile, nel luglio 2015, ha depositato presso la locale Direzione Distrettuale Antimafia, all’esito di una complessa attività investigativa, avviata nell’ottobre 2013, un’articolata informativa di reato a carico di ventidue persone, delle quali quattordici ritenute responsabili di far parte, a vario titolo, di un’associazione per delinquere di stampo mafioso, armata, operante nel quartiere cittadino di Giostra, finalizzata alla commissione di estorsioni, dell’esercizio abusivo, in assenza di autorizzazione dell’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato, della raccolta di scommesse mediante sistemi telematici, nonché del gioco illegale attraverso gli apparecchi di intrattenimento (slot-machine – TOTEM – PC), della organizzazione, gestione ed effettuazione delle corse clandestine di cavalli, acquisendo ingenti proventi illeciti destinati al reimpiego. L’indagine, a cura di questo Ufficio, è stata condotta con metodi investigativi tradizionali, di eccezionale valenza probatoria, con l’impiego di un vasto reticolo di intercettazioni telefoniche ed ambientali, con il supporto, in molteplici casi, di servizi di videoripresa mediante telecamere a distanza, con numerosi servizi di appostamento, pedinamento ed osservazione, corroborati in taluni casi da attività d’iniziativa con arresti in flagranza di reato e sequestri, quali ad esempio il rinvenimento di armi nella disponibilità del sodalizio criminale. La famiglia mafiosa è stata in grado di diversificare le proprie attività criminali in diversi settori economici, tra i quali risultano la gestione di stabilimenti balneari, rosticcerie ed una vera e propria catena di punti internet per la raccolta e gestione di scommesse on line illecite. Tale ultima attività è stata sottoposta ad uno stretto controllo investigativo grazie, in particolare, alle intercettazioni telematiche di postazioni PC in uso agli indagati, tramite le quali è stato possibile individuare, con estremo dettaglio, la rete costruita dall’associazione intorno alla raccolta delle scommesse su palinsesti di allibratori esteri. Le indagini, infine, hanno consentito di ricostruire gli assetti patrimoniali dei principali indagati, tra i quali in particolare, emerge l’indole imprenditoriale del promotore ed organizzatore dell’associazione mafiosa, TIBIA Luigi, il quale ha destinato gli ingenti profitti ricavati dalle attività illecite del sodalizio alla costituzione e gestione di attività commerciali (tra le quali un’ importante struttura balneare in liquidazione coatta per l’importo di circa 1.500.000,00 di euro), a lui direttamente od indirettamente riconducibili, facendo leva sul suo ruolo di primazia rivestita e riconosciutagli in seno alla famiglia mafiosa denominata “GIOSTRA”, in relazione alla sua operatività nell’omonimo quartiere cittadino. Le indagini hanno consentito di portare alla luce una pericolosa e strutturata organizzazione criminale, radicata in quel quartiere ma con forti cointeressenze con altri gruppi criminali della città, diretta, organizzata e promossa da Luigi TIBIA, nipote del boss detenuto Luigi GALLI, il quale ha stabilito le strategie da seguire, impartito disposizioni agli altri associati, pianificato e partecipato alle attività illecite. L’associazione mafiosa, oggetto di indagine, consolidata storicamente la propria egemonia criminale nel noto quartiere cittadino di Giostra, attraverso il suo reggente, avviava una vera e propria strategia imprenditoriale di investimenti nell’ambito della c.d. “industria del divertimento”, idonea ad ottenere il conseguimento di ingenti profitti, prevalentemente di natura illecita. TIBIA Luigi, nel corso delle indagini, manifestava l’intenzione di acquisire la gestione del lido-piscina insistente nella struttura turistico – balneare “Giardino delle Palme” di Mortelle, per la stagione estiva 2014, posta in liquidazione coatta. Ritenendo che attraverso la gestione di tale struttura avrebbe conseguito lauti guadagni, applicando un tipico metodo mafioso, tramite l’appoggio del commercialista Pietro GUGLIOTTA, commissario liquidatore della società cooperativa di navigazione a r.l. Garibaldi, in liquidazione coatta amministrativa, proprietaria di due lidi balneari esistenti presso la struttura alberghiera Grand Hotel Lido – Giardino delle Palme, e per ciò stesso ritenuto concorrente esterno dell’associazione mafiosa, TIBIA Luigi ha fatto in modo di ottenerla in affidamento, estromettendo altri imprenditori aspiranti nelle procedure di affidamento, turbando lo svolgimento della gara. Ottenuta la concessione, la gestirà tramite la società TIDE srl, per la stagione estiva. Giova evidenziare che, allo stato attuale, Pietro GUGLIOTTA riveste l’incarico di Vice Presidente della Società di Calcio ACR Messina, dall’agosto del 2015. Di particolare interesse, si evidenzia la figura dell’imprenditore SMIRAGLIA Calogero, detto Carlo, il quale, come hanno dimostrato le indagini, ha messo a disposizione dell’associazione mafiosa guidata da TIBIA Luigi, le proprie attività e risorse economiche, anche al fine di consentire il reimpiego di somme di denaro di provenienza delittuosa, compiendo acquisti di beni per attività gestite da TIBIA tramite interposta persona, rendendosi disponibile ad assumere personale segnalato da TIBIA, ricevendone protezione da pretese estorsive e rapine, intervenendo in suo favore per l’apertura di conti correnti presso istituti di credito, prestandosi ad effettuare liberatorie, nell’interesse del TIBIA, concernenti assegni rilasciati da uno degli indagati, finanziando le scommesse relative alle corse clandestine dei cavalli, prendendo parte ad incontri nei quali si discuteva di occultamento di armi nella disponibilità del clan, partecipando ad iniziative di natura estorsiva attraverso le quali il clan assumeva il controllo di attività economiche delle quali egli beneficiava. Inoltre, sul piano probatorio, le indagini condotte da questa Squadra Mobile hanno consentito di stabilire un diretto rapporto, sinora mai acquisito processualmente, tra l’organizzazione delle corse clandestina di cavalli e la raccolta delle scommesse da parte dell’organizzazione criminale di Giostra. Invero, TIBIA Luigi ed i suoi associati sono, altresì, ritenuti responsabili di aver organizzato ed effettuato, in concorso tra loro, più corse clandestine di cavalli sulla pubblica via, con relative scommesse illecite, senza la necessaria autorizzazione, sottoponendo gli equini a fatiche non sopportabili per le loro caratteristiche, con l’aggravante di aver commesso i fatti, in correlazione all’organizzazione ed alla gestione di scommesse clandestine ed avvalendosi del metodo mafioso. Gli odierni indagati, stabilendo le modalità delle competizioni nonché i luoghi in cui disputarle ed il denaro da scommettere, prendevano contatti con i gruppi sfidanti, promuovevano ed organizzavano competizioni clandestine di cavalli, potenzialmente idonee a metterne in pericolo l’integrità fisica, a causa della somministrazione incontrollata e per finalità non terapeutiche di trattamenti farmacologici e dell’utilizzo di percorsi impropri (strade pubbliche asfaltate, caratterizzate dalla rigidità della superficie e dall’interferenza con il traffico veicolare), nonché per la contestuale presenza, a ridottissima distanza, di un elevato numero di auto e motoveicoli. Sulla base di indagini condotte da questa Struttura Investigativa, è stato possibile accertare l’operatività di questa articolata organizzazione criminale, capeggiata da TIBIA Luigi, anche nel settore del gioco e delle scommesse, sia sotto il profilo della installazione e la gestione presso diverse sale giochi controllate dal clan di apparecchiature, che hanno permesso la partecipazione al gioco a distanza (attraverso i totem), in assenza di alcuna conces
sione e autorizzazione, sia sotto il profilo dell’acquisizione di ingenti proventi illeciti tramite i canali delle scommesse on line su portali esteri e in particolare sul sito www.betlive5000.com, di proprietà della Web Gaming Corporation ltd, con sede in Malta, sito inibito dall’AAMS.
 TIBIA Luigi, capo e promotore, in qualità di master, dirigeva e controllava il settore dei giochi e delle scommesse imponendo ai titolari di sale giochi e internet point l’acquisto di pc e dispositivi di gioco, collegati alla rete internet, curando la gestione amministrativa e finanziaria, la predisposizione dei server e dei software, la manutenzione e la raccolta delle somme derivanti dai giochi e dalle scommesse e la risoluzione delle problematiche tecnico-informatiche. Il suo stretto collaboratore SCHEPIS Giuseppe, anch’egli in qualità di master, manteneva i contatti con i gestori delle sale giochi e con i fornitori dei software e i tecnici addetti alla manutenzione, provvedendo alla raccolta del denaro proveniente dai giochi. Gli interessi di TIBIA erano curati anche da DE LEO Luciano, quale referente del clan per la gestione delle scommesse on line operante sul sito betlive5000.com, di proprietà della società Web Gaming Corporation ltd con sede a Malta, nonché sul sito BetXgames e per conto della società RGS ltd, privi delle necessarie autorizzazioni. Nel corso delle indagini, è stato tratto in arresto BRUNO Massimo in quanto deteneva, per conto di TIBIA Luigi e di altri associati, tre fucili da caccia, dei quali uno con le canne tagliate, nonché numeroso munizionamento, sottoposti a sequestro. Giova, ancora, evidenziare che questa Squadra Mobile ha contestualmente svolto complesse indagini patrimoniali. TIBIA Luigi, al fine di non consentire di risalire alle sue effettive consistenze patrimoniali, ai sensi dell’art. 12 quinquies del d.l. n. 306/1992, con l’aggravante del metodo mafioso, attribuiva fittiziamente alla moglie CUSCINÀ Maddalena la titolarità di utilità consistenti nella partecipazione al capitale sociale della s.a.s. I sapori del Mattino, a DE LEO Luciano la partecipazione al capitale sociale della Ti.De s.r.l., alla suocera RICCIARDO Rosetta la proprietà di un’autovettura AUDI modello Q7 serie 3.0 V6 TDI, tg DF 515 MR, all’associazione Centro Sportivo Casa Pia, rappresentata da SCHEPIS Giuseppe, l’attività economica consistente nella gestione di un campo di calcetto sito in Piazza Casa Pia, al fine di eludere le disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione patrimoniale.  Infine, nel corso delle indagini condotte da questa Squadra Mobile, è emerso il metodo poggiato sulla violenza e sulla crudeltà di questa agguerrita associazione mafiosa, evidenziato anche attraverso un episodio avvenuto, in data 25.08.2014, all’interno del Lido “Park”, in località Mortelle di Messina. In particolare, DE LEO Luciano e TIBIA Luigi percuotevano, cagionando lesioni personali ad un giovane, ritenuto autore di alcuni furti e, per tali ragioni, meritevole di una esemplare punizione. Inoltre, il giovane, è stato letteralmente sequestrato, in quanto privato della libertà personale e costretto a rimanere per una settimana presso il Lido Park, con la minaccia implicita, che ove avesse disubbidito a tale ordine, sarebbe stato nuovamente percosso. Nel corso delle attività di esecuzione, all’esito delle perquisizioni domiciliari, sono state sequestrate ingenti somme di denaro a carico di ALOISIO Paolo, TIBIA Luigi, oltre a corposa documentazione bancaria e societaria, nonché due pendrives; a carico di GUGLIOTTA Pietro è stata rinvenuta e sequestrata documentazione amministrativa a riscontro delle odierne indagini. Il valore complessivo dei beni sottoposti a sequestro preventivo corrisponde a circa due milioni e mezzo di euro.

 

IL COMMENTO DEL COMANDANTE DEI CC MANNUCCI.
Commenta il comandante dei carabinieri di Messina Jacopo Mannucci: “I carabinieri hanno restituito oggi allo Stato quei beni confiscati che, grazie alla complicità dei loro amministratori giudiziari, erano rimasti nelle mani delle cosche messinesi. Si tratta di società e imprese, tra cui alcuni stabilimenti balneari e numerose sale scommesse, sottratte alla mafia già nel 2011, che continuavano ad essere gestiti direttamente – insieme a vari ristoranti, discoteche e impianti sportivi del capoluogo – da alcuni prestanome dei clan, garantendo ogni mese introiti illeciti per centinaia di migliaia di euro. Noi crediamo che il sequestro dei beni della mafia continui a rappresentare uno degli strumenti più efficaci per il contrasto a cosa nostra, ma occorre combattere anche l’infedeltà di quegli amministratori giudiziari, pagati da tutti i cittadini, che rischia di vanificare gli sforzi compiuti in questo settore”.

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