Messina: no all’inceneritore nella Valle del Mela. A Milazzo sfilano in seimila

28 gennaio 2018 Cronaca di Messina

foto di Tonino Cafeo da fb

di Manuela Modica – “Fuori dai polmoni”, con questo slogan hanno marciato per le vie del centro di Milazzo più di seimila manifestanti. A guidare il corteo contro l’incenitore una schiera di sindaci, dalle Eolie a Barcellona Pozzo di Gotto, a Messina,  (in rappresentanza di Accorinti ha sfilato l’assessore all’ambiente).

“Siamo in piazza per fare rispettare la volontà popolare: migliaia di cittadini della Valle del Mela hanno già detto No all’inceneritore”, ricorda Peppe Maimone, dell’associazione ambientalista, Adasc che assieme ad Alsa ha organizzato la protesta di oggi contro l’inceneritore. Il referendumo del 31 gennaio 2016 aveva portato la popolazione ad esprimersi, con una vittoria netta del “No”.

Sono tornati oggi in piazza per ribadirlo e per chiedere “uno sviluppo pulito che crei lavoro e ricchezza valorizzando la bellezza e le potenzialità del nostro territorio”.
In pullman da Palermo, in aliscafo dalle Eolie e centinaia di adesioni e messaggi di “solidarietà dai movimenti di tutta l’Italia”, spiega Peppe Maimone, dell’Adasc.
In corteo anche padre Peppe Trifirò, parroco di Archi e Pace del Mela, ovvero la parrocchia più vicina alla zona industriale della Valle del Mela, da sempre impegnato per la salvaguardia ambientale del territorio.

A sfilare contro la realizzazione dell’Inceneritore, di cui adesso è atteso dal ministero dei Beni culturali il parere della soprintendenza di Messina, anche i sommelier del territorio supportati dall’Ais, l’associazione nazionale sommelier: “La provincia di Messina possiede tesori enologici che meritano di essere protetti e salvati dalla minaccia dei fumi velenosi di un inceneritore”.

Dalle Eolie, invece, arriva in prima linea Martina Caruso, chef con stella Michelin del Signum di Salina che nei giorni soccorsi aveva scritto una lettera accorata, annunciando la sua adesione: “Un’enorme bocca di fuoco che brucerebbe 500 mila tonnellate di spazzatura all’anno, con il residuo eterno di 150 mila tonnellate di ceneri. Cosa verrebbe bruciato? Il combustibile solido secondario, gomma e plastica. Qualcosa spaventosamente in disaccordo con tutto ciò che abbiamo intorno”.
Con la fascia tricolore hanno sfilato anche i sindaci della Valle del Mela e delle Eolie: “La tutela del Piano paesaggistico di cui godiamo non è un lascia passare che certifica un territorio compromesso in cui si può fare di tutto”, spiega il sindaco di Milazzo, Giovanni Formica.

E a sostegno del “No” all’inceneritore anche Federalberghi giovani delle Eolie: “La paventata realizzazione di uno degli inceneritori più grandi d’Europa, in una zona già dichiarata a grande rischio ambientale e, di converso, dotata di una spiccata vocazione turistica, costituisce un grave pregiudizio per tutto il comprensorio”, così ha spiegato Giuseppe Siracusano, presidente di Federalberghi giovani Isole Eolie e Associazione Salina Isola Verde, la partecipazione alla manifestazione di oggi.
Il ministero dei Beni culturali aveva sollecitato lo scorso dicembre il parere della soprintendenza di Messina, sollecitazione alla quale il soprintendente Orazio Miceli aveva risposto ricordando di non essere “un dipendente del Ministero”, e preannunciando tempi regolari per il parere. Si tratta solo di una prima fase di pareri che dovranno esprimere gli enti preposti e che contribuiranno alla valutazione della Commissione governativa sull’impatto ambientale per la realizzazione del termovalorizzatore dell’azienda A2a. In una seconda fase si dovrà procedere alle autorizzazioni, fase che potrebbe presentare ulteriori complicazioni. rassegnaweb da palermo.repubblica.it