LA STORIA – Lo studente fuori sede: “Per votare dovrei andare in treno fino a Messina. È un inferno di 40 ore”

31 gennaio 2018 Cronaca di Messina

«La verità è che in Italia, nel 2018, votare non è un diritto garantito». Non usa giri di parole Davide Miroddi, 24 anni, residente a Santa Lucia del Mela nel Messinese ma domiciliato a Grugliasco, prima cintura di Torino. Che si racconta a DAVIDE LESSI sul quotidiano La Stampa. «Vivo qui da circa un anno e mezzo per frequentare la laurea magistrale alla Facoltà di Agraria, mi sto specializzando in biotecnologie vegetali», racconta. «Mi sono già sobbarcato il viaggio in Sicilia per le elezioni regionali di novembre – spiega-. In treno sono quasi 40 ore di viaggio tra andata e ritorno, questa volta speravo di potermele risparmiare, e invece…».

Dottor Miroddi, voterà il 4 marzo?
«Non penso. Speravo di poterlo fare restando a Grugliasco, come fatto in occasione del referendum sulle riforme costituzionale del dicembre 2016. Quella volta, grazie al comitato «iovotofuorisede» aveva scoperto che bastava iscriversi come rappresentante di lista».

Questa volta, però, è diverso: non si tratta di barrare un sì o un no, ma di scegliere tra i candidati. Dal Viminale sostengono che «gli uffici elettorali non possono gestire le operazioni di voto con la necessaria serenità se sono tenuti a distribuire ad ogni singolo elettore le schede del collegio uninominale di appartenenza».
«Capisco le difficoltà organizzative. Ma perché allora è stata trovata una soluzione per le persone domiciliate all’estero anche per brevi periodo di tempo e per noi no? Si lamentano che i giovani non vanno a votare. Io vorrei farlo, ma non mi è concesso. È un diritto non garantito».

Se ci tiene così tanto perché non torna in Sicilia a votare?
«Per votare in tempo dovrei viaggiare la vigilia della domenica elettorale. Tenga conto che, in treno, ci metto quasi 20 ore. E pi costa».

Ma il Viminale non predispone delle agevolazioni economiche per i fuori sede?
«Sì, dovrebbero esserci. Ma per i voli aerei con Alitalia finora rimborsano fino a un massimo di 40 euro. Io allora viaggio in treno, ma per le elezioni regionali di novembre ho speso comunque 70 euro di tasca mia».