MESSINA, IL DIBATTITO SUL PRG: Gabriele Siracusano, “Azzeramento del consumo di suolo come forma di recupero edilizio”

10 febbraio 2018 Commenti e appelli

“Le strategie urbanistiche, ormai da tempo ed in tutto il Paese, vanno nella direzione di consumo suolo zero e sono volte anche all’eliminazione delle aree di espansione nelle colline. Questo non equivale alla chiusura dei cantieri ed alla fine dell’edilizia, tutt’altro. E’ un invito ad una riqualificazione e a forme di recupero edilizio che garantiscano sicurezza e tutela del patrimonio, anche architettonico.

In quest’ottica il dibattito in corso sulla Variante al Prg, che a mio avviso deve andare di pari passo con quello sul PIAU, deve comportare anche integrazioni e modifiche che Ordini professionali e parte della città possono presentare.

Una modifica del Regolamento Edilizio che consenta ad esempio il recupero delle aree degradate anche di iniziativa privata e supportate dall’Amministrazione potrebbe essere una proposta da valutare con attenzione.

Intervenire sulla cubatura delle aree del centro (rettangolo viale Europa via La Farina Viale Gazzi Viale San Martino) già provviste di urbanizzazione primaria e secondaria, evitando di appesantire altre zone ad alta densità edilizia è una ipotesi per riqualificare il patrimonio edilizio anche nella prospettiva della sicurezza (ad esempio, in caso di eventi sismici).

Maggiore attenzione si deve riporre nel PIAU anche in considerare delle perplessità espresse dalla Commissione Urbanistica Comunale, tutte condivisibili.

Il PIAU deve avere un’identità chiaramente orientata verso una prospettiva di sviluppo turistico e commerciale facilitato dalla estrema vicinanza al centro cittadino ed al mare. Con la conseguente delocalizzazione delle attività produttive di carattere industriale non coerenti con la destinazione turistico commerciale e la liberazione dalla presenza dei fasci ferroviari di RFI, limitando al necessario gli interventi di edilizia residenziale. Purtroppo l’attuale PIAU è proprio sul punto dello “sguardo verso il mare” che si dimostra carente, lasciando da un lato i fasci di binari RFI (con decisione opposta rispetto alle idee che hanno dato vita al Piano stesso) e dall’altro puntando esclusivamente sulle nuove costruzioni.

Il settore dell’edilizia e l’economia ad esso collegata invece può ripartire attraverso la realizzazione di tutte quelle opere con finalità pubblica e di servizio turistico commerciale.

Un’ultima nota riguarda quel che ancora manca nella visione complessiva degli strumenti urbanistici: la possibilità di recupero e riconversione dei tanti edifici pubblici dismessi o abbandonati, in collaborazione con privati, associazioni, comunità di sostegno, che possono avere ricadute immediate sullo sviluppo economico e il miglioramento delle attività e della qualità della vita della nostra città.”