I DETTAGLI – Corruzione e turbativa d’asta, 8 arresti tra Acireale e MALVAGNA (ME): tra loro il sindaco Barbagallo

23 febbraio 2018 Inchieste/Giudiziaria

C’è anche il sindaco di Acireale, Roberto Barbagallo, tra le otto persone arrestate (5 in carcere e tre ai domiciliari) nell’operazione anticorruzione condotta della guardia di finanza di Catania. I finanzieri sono entrati in azione stamattina all’alba su ordine della procura distrettuale antimafia di Catania. L’indagine, coordinata dal procuratore aggiunto Sebastiano Ardita e dal sostituto Fabio Regolo, riguarda diversi episodi di possibile corruzione e turbativa d’asta in appalti pubblici nei Comuni di Acireale e Malvagna (Messina).

Roberto Barbagallo, 43 anni, ingegnere, era stato eletto alle amministrative del maggio 2014 come candidato sindaco espresso dal movimento civico “CambiAmo Acireale”. Ed era sostenuto anche dalle liste “Democratici per Acireale”, “Popolari per Acireale” e “Acireale Futura”. Nel 2009 era risultato il primo degli eletti al consiglio comunale di Acireale. Politicamente è considerato vicino al deputato regionale Nicola D’Agostino. “Quel che sta accadendo, per i rapporti che mi legano al sindaco di Acireale – commenta il parlamentare -, è un duro colpo per il sottoscritto e per il progetto politico. La ragione appare evidente: quattro anni di coraggioso buon governo e lotta al malaffare”. D’Agostino, candidato alla Camera, ricorda che “siamo a pochi giorni dal voto per il rinnovo del Parlamento italiano. Io sono candidato e mi ritrovo nella necessità di decidere, con il cuore gonfio di dolore, cosa fare. Occorrerà che si agisca tutti con tempestività nel rispetto di familiari ed amici, ma soprattutto della nostra città. Confido nell’operato della magistratura affinché venga fatta chiarezza sulla vicenda. E’ mia convinzione che Roberto Barbagallo possa dimostrare la sua linearità di condotta”. Nell’inchiesta D’Agostino non è indagato ed estraneo ai fatti contestati ai 17 indagati come ha tenuto a precisare in conferenza stampa stamattina il procuratore di Catania Carmelo Zuccaro.

L’episodio di corruzione che ha visto coinvolto Barbagallo è relativo alla campagna elettorale per le regionali dell’anno scorso per favorire il suo referente politico D’Agostino, di Sicilia futura e vicino al Pd: avrebbe spinto due piccoli imprenditori acesi a promettergli il voto, con l’ausilio di un luogotenente della polizia municipale, Nicolò Urso. Il primo cittadino ha disposto al luogotenente di avviare controlli amministrativi nei confronti degli imprenditori Principato, indagati nell’inchiesta, al fine di indurli, per evitare la sanzione, ad avvicinare Barbagallo.

Un altro episodio contestato riguarda la realizzazione dell’ampliamento del cimitero comunale di Acireale, un’opera pubblica affidata alla Ati San Sebastiano s.r.l., con sede a Ravenna. Durante la fase terminale dei lavori, il responsabile della Protezione civile del Comune di Acireale, Salvatore Di Stefano, ha curato il collaudo dell’opera, attestando che l’intervento era stato eseguito a regola d’arte. Tuttavia, nella certificazione redatta dal dirigente, sono state indicate operazioni di verifica strutturale presso il cimitero in realtà mai effettuate: anzi, dalle indagini è emerso che i quattro verbali di sopralluogo sono tutti stati predisposti nel momento finale della stesura del collaudo dal referente in loco dell’impresa costruttrice, Salvatore Leonardi, con l’ausilio del consulente tecnico dell’impresa stessa, Angelo La Spina.

E’ proprio Di Stefano che, sugli accordi con Leonardi, afferma: “già ce l’ho tutto impostato…dobbiamo aggiungere almeno tre quattro verbali di sopralluogo… li sta preparando perché io non so le date… li sta preparando lui”. Per il collaudo, il funzionario pubblico ha fatturato alla società 6.600 euro a titolo di “compenso professionale”, sebbene la legge preveda che al collaudatore sia corrisposta solo una indennità in busta paga, proprio al fine di evitare inopportuni contatti con il privato. La somma ricevuta è stata qualificata dalla Guardia di Finanza come “tangente” per la buona riuscita delle operazioni di verifica. Salvatore Di Stefabno e Salvatore Leonardi sono stati rinchiusi in carcere, domiciliari per Angelo La Spina.

Nelle indagini sono confluiti anche alcuni incarichi professionali relativi alla progettazione di impianti sportivi affidati illecitamente dai Comuni di Acireale e Malvagna al consulente locale del Coni Anna Maria Sapienza e ad un ingegnere catanese, Ferdinando Garilli.

Il Gip del tribunale di Catania Giovanni Cariolo che ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare ha fissato per due dei 17 indagati  un interrogatorio di garanzia, rigettando una misura restrittiva. Per i fatti avvenuti a Malvagna il giudice ha disposto gli atti urgenti e il trasferimento dell’inchiesta alla Procura di Messina competente per territorio. Il Gip si sofferma a lungo sulla condotta del sindaco di Acireale Roberto Barbagallo che denota una “personalità criminale allarmante anche in funzione di concrete azioni di interferenza sulla corretta acquisizione di ulteriori elementi di prova”. Il Gip scrive: “il quadro emerso dalle indagini è assolutamente disarmante”, sottolineando come “emerge una Pubblica amministrazione caratterizzata da comportamenti di  pubblici ufficiali anche in posizione di ‘vertice’, primo fra tutti il sindaco Barbagallo, che hanno mostrato una eccezionale propensione alla commissione di reati con abuso delle qualità legate alle pubbliche funzioni ricoperte”.

L’inchiesta “Sibilla” è stata coordinata dal procuratore di Catania Carmelo Zuccaro, dall’aggiunto Sebastiano Ardita e dal pm Fabio Regolo e affidato alla tenenza di Acireale della Guardia di finanza.

 

IL COMUNICATO DELLA GUARDIA DI FINANZA

Su richiesta di questa Procura distrettuale i Finanzieri del Comando Provinciale di Catania hanno eseguito un’ordinanza del G.I.P. del Tribunale etneo che ha disposto misure cautelari coercitive nei confronti di otto persone, tra cui il Sindaco di Acireale, un membro della giunta comunale e due dipendenti pubblici in servizio presso il Comune di Acireale. L’operazione – denominata “SIBILLA” -, iniziata nel 2017 e condotta dalla Tenenza di Acireale sotto la direzione di questa Autorità giudiziaria, ha portato alla luce 4 diversi episodi di corruzione e turbativa d’asta nella gestione della cosa pubblica. Un grave episodio di corruzione ha visto coinvolto il Sindaco di Acireale, Roberto BARBAGALLO, il quale, per favorire la campagna elettorale del suo referente politico, ha spinto due piccoli imprenditori acesi a promettergli il voto, con l’ausilio di un Luogotenente della polizia locale, Nicolò URSO. Nel dettaglio, il Sindaco ha disposto al Luogotenente di avviare controlli amministrativi nei confronti degli imprenditori al fine di indurli, per evitare la sanzione, ad avvicinarlo. Nella circostanza gli avrebbe chiesto il sostegno elettorale (“maggiuva ‘na cosa elettorale!…(trad.:mi serve una cosa elettorale) dui gemellini….’ca cianu ‘u camiun posteggiato a via …” (trad:i due gemellini che hanno il camion posteggiato alla via ….); ci po iri pì ‘mpocu spagnarici…(trad:ci puoi andare per farli spaventare)…accussì mi venunu a ciccari ..(trad:così mi vengono a cercare). Sulla base di queste evidenze, riconducibili al reato di induzione alla corruzione (319-quater C.P.), il GIP ha ordinato la traduzione in carcere del Sindaco, nonché gli arresti domiciliari per il funzionario di polizia compiacente. Altro episodio contestato riguarda la realizzazione dell’ampliamento del cimitero comunale di Acireale, opera pubblica affidata alla ATI (Associazione Temporanea di Imprese) San Sebastiano s.r.l., con sede a Ravenna.

Durante la fase terminale dei lavori, il Responsabile della Protezione civile del Comune di Acireale, Salvatore DI STEFANO, ha curato il collaudo dell’opera, attestando che l’intervento era stato eseguito a regola d’arte. Tuttavia, nella certificazione redatta dal citato dirigente, sono state indicate operazioni di verifica strutturale presso il cimitero in realtà mai effettuate: anzi, dalle indagini è emerso che i quattro verbali di sopralluogo sono tutti stati predisposti nel momento finale della stesura del collaudo dal referente in loco dell’impresa costruttrice, Salvatore LEONARDI, con l’ausilio del consulente tecnico dell’impresa stessa, Angelo LA SPINA. E’ proprio DI STEFANO che, sugli accordi con LEONARDI, afferma: “già ce l’ho tutto impostato…dobbiamo aggiungere almeno tre quattro verbali di sopralluogo… li sta preparando perché io non so le date..li sta preparando lui”. Per il collaudo, il funzionario pubblico ha fatturato alla società 6.600 € a titolo di “compenso professionale”, sebbene la legge preveda che al collaudatore sia corrisposta solo una indennità in busta paga, proprio 2 al fine di evitare inopportuni contatti con il privato. La somma ricevuta è stata dunque qualificata come “tangente” per la buona riuscita delle operazioni di verifica. Condividendo l’ipotesi formulata da questa Procura, il GIP ha ordinato la traduzione in carcere del citato Dirigente pubblico, Salvatore DI STEFANO, e del referente dell’ATI, Salvatore LEONARDI, nonché la misura degli arresti domiciliari per il consulente tecnico Angelo LA SPINA. Infine, le indagini hanno avuto ad oggetto alcuni incarichi professionali relativi alla progettazione di impianti sportivi affidati illecitamente dai Comuni di Acireale (CT) e Malvagna (ME) al consulente locale del CONI (Comitato Olimpico Nazionale Italiano), Anna Maria SAPIENZA, e ad un ingegnere catanese, Ferdinando GARILLI, sottoposti l’una a custodia cautelare in carcere, l’altro agli arresti domiciliari, per l’ipotesi di reato di cui all’art. 353 C.P. (Turbata libertà degli incanti).

La SAPIENZA in seno al citato Comitato ricopre un ruolo istituzionale di referente per gli Enti locali della Sicilia Orientale che intendono richiedere erogazioni pubbliche a favore dello sport: in particolare, esprime un parere tecnico vincolante sulle proposte che le vengono presentate, per poi inoltrarle alla sede romana del Comitato ai fini dell’erogazione del finanziamento. Tra le proposte validate nel 2017, rientrano anche quelle relative alla riqualificazione della pista di atletica presso il centro sportivo “Tupparello” di Acireale e del campo di calcio di Malvagna (ME). In entrambi i casi, la SAPIENZA, in cambio del parere favorevole, ha ottenuto, per il collega Ferdinando GARILLI e per sè, l’incarico di redigere il progetto dei medesimi impianti sportivi, retribuito con un compenso rispettivamente di 5.000 € e di 14.300 €, e attribuito con una finta gara al massimo ribasso. Per dare, infatti, una parvenza di liceità agli affidamenti e risultare formalmente in regola con le prescrizioni dell’ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione), i dirigenti degli Uffici Tecnici dei Comuni di Acireale (Giovanni BARBAGALLO, sottoposto a custodia cautelare in carcere) e di Malvagna (indagato che verrà sottoposto a interrogatorio ai fini della valutazione sull’applicazione della misura dell’interdizione dal Pubblico Ufficio), di concerto con la SAPIENZA, hanno finto una ricerca di mercato, inviando richieste di offerta, oltre che al vincitore già prestabilito, ad altri due professionisti di fiducia, già istruiti “a tavolino” sulla percentuale di ribasso da indicare nelle risposte.

Nella gestione degli affidamenti, la SAPIENZA ha invero agito da vero e proprio organo decisorio, come si evince dalle parole rivolte a GARILLI: “Lo vuoi un incarico per un progetto esecutivo di una pista di atletica leggera? Cinquemila euro?” . Nel caso di Malvagna (ME), per garantire al collega un compenso anche nell’ambito di quel progetto, ha ottenuto dal dirigente dell’Ufficio Tecnico la previsione di un ruolo ad hoc da affidargli, quello di Assistente al RUP (Responsabile Unico del Procedimento) che, per legge, dovrebbe essere nominato solo in caso di carenza di organico della stazione appaltante; al dubbio se le somme siano o meno previste nei capitoli di spesa del progetto, ha poi insistito: “no, per l’assistenza al rup no, però li possiamo trovare nelle somme a disposizione, duemila euro i truvamu”. Peraltro, i predetti (SAPIENZA e GARILLI) hanno usato assoluta sufficienza nelle previsioni di spesa del denaro pubblico anche nella redazione successiva dei citati progetti, suscitando 3 la perplessità di chi, presso il CONI, era preposto a corrispondere il finanziamento: “fai conto la membrana del rifacimento della pista non mi può costare tre volte quello che io pago da un’altra parte quindi io vi invito a rivedere questi prezzi”.

CHI È

Roberto Barbagallo, 42 anni, era stato eletto sindaco di Acireale nel giugno del 2014. Con i suoi 15.573 voti, appoggiato da liste civiche del centrosinistra, aveva quasi doppiato, nel turno di ballottaggio, il candidato del centrodestra, Michele Di Re (8.939 preferenze). Laureato in ingegneria civile all’università degli Studi di Catania con una specializzazione in idraulica è un libero professionista. Nel 2009 era stato il primo degli eletti al consiglio comunale di Acireale. Politicamente è considerato vicino al deputato regionale Nicola D’Agostino.
Sull’operazione della guardia di finanza il procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro, terrà un incontro con i giornalisti alle 10 nella sala stampa della Procura.