MESSINA: VESSAZIONI, MINACCE E BOTTE NEI CONFRONTI DELLA COMPAGNA. MISURA CAUTELARE PER UN 27ENNE MESSINESE

20 aprile 2018 Cronaca di Messina

Un vita d’inferno, fatta di vessazioni, minacce e botte. La maltrattava procurandole lividi ed ematomi in viso, la picchiava con calci e pugni, la umiliava con sputi e insulti anche solo perché si rifiutava di pranzare con lui. Spesso la donna era dovuta ricorrere alle cure dei medici in ospedale. L’ultima volta il 31 marzo, dopo l’ennesima violenta lite consumatasi all’interno del policlinico e che le procurò un trauma cranico e una prognosi di 8 giorni. Una gelosia malata. L’uomo, T. B. di 27 anni,  era solito controllarla addirittura anche quando andava in bagno. Per evitare il rischio che lei potesse chattare con qualcuno, tutte le volte le sequestrava il cellulare. Era diventato un incubo la relazione iniziata nell’ottobre del 2016 con il compagno consumatore e spacciatore di sostanze stupefacenti (cocaina), rivelatosi troppo presto aggressivo, violento e morbosamente geloso. La donna ha trovato la forza di denunciarlo grazie anche al coraggio con cui la madre è riuscita a proteggerla, spesso portandola via dall’abitazione che la ragazza condivideva con l’uomo. Madre che per uno strano destino aveva subito le stesse angherie dall’ex compagno che ebbe la forza di denunciare e spedire in carcere dove attualmente si trova. La madre della ragazza era diventata l’altro obiettivo dell’uomo, la considerava “carabinera” in virtù appunto della denuncia fatta all’ex. Tra i tanti episodi denunciati dalla ragazza emblematico quello verificatosi la sera della festa della donna. L’8 marzo, il desiderio di rilassarsi e cambiare aria. Le due donne organizzano una cena con alcune amiche. Per l’uomo una uscita incomprensibile, da ‘buttanazze’. L’ennesima scusa per picchiarla e insultarla. Violenze psicologiche e fisiche, minacce protrattesi fino al 31 marzo, quando la donna ha messo nero su bianco le accuse raccontando tutti agli inquirenti. Il gip, dopo aver raccolto le testimonianze e ricostruito gli episodi di violenza ha deciso di applicare una misura cautelare di divieto di avvicinamento alla persona offesa nei confronti di T. B., prescrivendo all’indagato di non avvicinarsi al luogo di dimora, al luogo di lavoro e agli altri luoghi frequentati dalla ragazza, e di tenere dalla stessa una distanza non inferiore a trecento metri. L’uomo, difeso dall’avvocato Nino Cacia, nell’interrogatorio di garanzia tenutosi questa mattina, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Edg