“SFRUTTATA”. DIPENDENTE COOPERATIVA DENUNCIA EMILIA BARRILE. LA CANDIDATA A SINDACO, “UN CASO UMANO”

12 maggio 2018 Politica

Un esposto all’Ispettorato del Lavoro e l’intenzione di denunciare il caso anche all’autorità giudiziaria. In piena campagna elettorale esplode un caso che coinvolge, o lambisce, la presidente del Consiglio comunale e candidata alla sindacatura Emilia Barrile, la quale in serata replica alle accuse lanciate da un’addetta alle pulizie della cooperativa “Universo e Ambiente”. A raccontare il caso che coinvolge la candidata a sindaco Emilia Barrile è il giornalista Lucio D’Amico nelle pagine del quotidiano Gazzetta del Sud. Che riporta nei dettagli l’esposto presentato lo scorso 7 maggio. La signora Giuseppina Fileti si presenta all’Ispettorato del Lavoro e rende a verbale alcune dichiarazioni davanti all’ispettore Angela Donato.

«Sono stata occupata alle dipendenze della suddetta ditta dal 5 marzo 2012 al mese di febbraio 2017 in qualità di addetta alle pulizie». Segue l’elenco dei luoghi dove la signora Giuseppina ha svolto il servizio, dalle navi traghetto della Caronte all’Ancora, dallo Iai Cisl al Cimitero, dal lido Punta Faro ad alcuni centri di formazione. La cooperativa “Universo e Ambiente” è presieduta da Giovanni Luciano «ma le disposizioni di lavoro le ricevevo direttamente da Emilia Barrile, responsabile di fatto», afferma la denunciante. Emilia Barrile, dunque, sarebbe stata la «vera titolare» della cooperativa, più volte indicata in ogni caso come a lei vicina.

Ma la signora Fileti – come rivela il quotidiano – denuncia di essere stata sfruttata: «Contemporaneamente fino al 2017 ho lavorato in completa violazione di legge presso l’abitazione della signora Emilia Barrile in qualità di addetta alle pulizie, dal lunedì al sabato, dalle 8 alle 13, esclusi il venerdì e la domenica. Dal 2015 al 2017 un giorno alla settimana andavo a fare pulizie dalla figlia della signora Barrile, dove lavoraro per 5 ore. Per questo periodo lavorativo non ho percepito alcuna retribuzione». La signora denuncia anche di aver avuto dalla cooperativa buste paga di 1400 euro ma «percepivo solo una retribuzione mensile di 380 euro. Spesso sono stata obbligata ad assentarmi per motivi di salute, così come si evince degli atti prodotti dall’Inps, ma lavoravo ugualmente. Sono stata licenziata perché in stato di malattia mi sono rifiutata di andare a lavorare». E stamane la signora Fileti preannunzia di voler portare l’intera documentazione anche alla Guardia di finanza.

Emilia Barrile, rintracciata in serata dal giornalista Lucio D’Amico, parla di un «caso umano», di «una signora con molti problemi economici e di salute, che io ho sempre aiutato». Per quanto riguarda i rapporti tra la cooperativa e la dipendente, la presidente del Consiglio comunale dichiara di non avere nulla a che vedere: «Non sono io la presidente di quella cooperativa. Per quanto mi riguarda, quando sapevo che la signora aveva bisogno, l’ho aiutata, ma a casa mia non ha mai lavorato stabilmente, veniva un giorno alla settimana, credo il sabato. Per il resto, non ho nulla da temere o da nascondere, mi dispiace solo che queste storie vengano tirate fuori durante la campagna elettorale. Io conosco i bisogni della gente, cerco di aiutare per quanto posso, a volte non ci riesco». Il timore che ci sia una manovra in atto, da quando è scesa in campo per concorrere alla carica di sindaco, Emilia Barrile lo aveva esternato già nel giorno della presentazione della sua candidatura: «Qualcuno forse vorrà colpirmi, ma io vado avanti comunque».